Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Azioni per il riconoscimento strutturale del diritto al voto fuori sede”

In sintesi

Approvata mozione di Ricci (Avs) come emendata in accordo con Eleonora Pace (FdI)

(Acs) Perugia, 9 aprile 2026 - L’Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità la  mozione presentata dal consigliere Fabrizio Ricci (Avs) che chiede alla Giunta di “farsi promotrice, in tutte le sedi istituzionali competenti di una richiesta formale affinché sia approvata con urgenza una disciplina normativa strutturale che garantisca il diritto al voto fuori sede in modo stabile, uniforme e universale, superando definitivamente il ricorso a misure emergenziali e discrezionali adottate di volta in volta”.

L’atto è stato emendato in Aula con l’intervento del consigliere Eleonora Pace (FdI) che ha chiesto e ottenuto di modificare un passaggio del testo che non teneva in considerazione il fatto che il Governo Meloni ha già intrapreso, nelle precedenti consultazioni elettorali, una modalità sperimentale di voto su cui il Parlamento sta lavorando per addivenire a una soluzione che consenta in futuro il voto dei fuori sede, non essendo stato possibile applicarla nell’ultima occasione in quanto la sperimentazione è terminata.

“Secondo le stime ISTAT - ha detto Ricci in Aula - circa 5 milioni di persone, pari a oltre il 10% del corpo elettorale, si trovano nella concreta impossibilità di votare senza sostenere costi economici e organizzativi significativi (viaggi, alloggi, giorni di lavoro o studio perduti) e si tratta in larga misura di giovani tra i 18 e i 35 anni. La mozione impegna la Giunta anche a sostenere con determinazione l’introduzione immediata del voto fuori sede per tutte le consultazioni referendarie, per le quali non sussistono vincoli di rappresentanza territoriale, e a promuovere contestualmente una valutazione tecnica e normativa finalizzata all’estensione del medesimo diritto anche alle elezioni europee, politiche e amministrative, attraverso soluzioni organizzative adeguate. Il diritto di voto - ha inoltre sottolineato Ricci - è riconosciuto a livello europeo come diritto fondamentale da esercitare in condizioni di effettività e senza discriminazioni. In questo quadro, l’Italia rappresenta un’anomalia tra i grandi Paesi dell’Unione Europea, non disponendo di una disciplina strutturale per il voto fuori sede, a differenza di altri Stati che prevedono strumenti consolidati quali voto per corrispondenza, delega, voto anticipato o elettronico. Nel nostro ordinamento il voto a distanza è già garantito agli iscritti AIRE e ad alcune categorie specifiche (militari, forze di polizia, naviganti), determinando una evidente disparità di trattamento rispetto ai cittadini fuori sede sul territorio nazionale. Tale asimmetria si traduce in una diseguaglianza sostanziale nell’esercizio del diritto di voto, con effetti particolarmente rilevanti sulle giovani generazioni”.

INTERVENTI

Eleonora Pace (FdI): “Pur partendo da presupposti giusti e condivisibili, si arriva a conclusioni sbagliate: sembra che il Governo Meloni voglia privare i fuori sede di un diritto, ma non è così. Proprio grazie a questo Governo in precedenti consultazioni elettorali si è inaugurata, sia pure in modo sperimentale, una nuova modalità. È stata approvata alla Camera una legge delega, si stanno cercando i giusti meccanismi per introdurre questo nuovo strumento rispettando segretezza e integrità, per avere un sistema affidabile e coerente con gli altri sistemi europei. Chiediamo di rivedere il dispositivo dell’atto in modo che venga riconosciuto il lavoro fatto dal Governo e si tenga conto del fatto che il Parlamento si sta già occupando della materia”. PG


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