Stato di conformità dell’ordinamento della Regione per atti normativi e di indirizzo europei
L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato la proposta di risoluzione per l’anno 2025
(Acs) Perugia, 9 aprile 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato, con 11 voti favorevoli della maggioranza e 4 astensioni dell’opposizione, la proposta di risoluzione predisposta della Prima commissione sullo “Stato di conformità dell’ordinamento regionale a quello dell’Unione europea e ruolo della Regione Umbria nella costruzione delle politiche europee”, che accompagna la “Relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento della Regione Umbria in riferimento agli atti normativi e di indirizzo europei per l’anno 2025” predisposta dalla Giunta regionale.
Illustrando l’atto in Aula, il presidente della Prima commissione Francesco Filipponi, ha detto che il provvedimento “esprime apprezzamento per il lavoro svolto, riconoscendone il valore di ricognizione e trasparenza; ricorda che il recepimento del diritto europeo non costituisce solo un adempimento tecnico, ma un'opportunità per rafforzare la qualità democratica, ambientale e sociale dell’azione regionale. Per questo impegna la Giunta a predisporre ed inviare annualmente anche il rapporto sugli affari europei e il disegno di legge regionale europea. L’attuale contesto geopolitico internazionale, segnato da conflitti in atto e da una crescente instabilità, renda ancora più necessario rafforzare il presidio democratico e istituzionale sulle politiche europee. È necessario che la Regione assuma la dimensione europea come riferimento costante nella definizione delle proprie priorità legislative e programmatiche, come leva strategica per la predisposizione e la realizzazione delle politiche pubbliche. Inoltre si invita la Giunta a promuovere iniziative rivolte ai giovani e agli studenti per rafforzare la conoscenza del diritto europeo, dei suoi meccanismi di attuazione e del ruolo delle Regioni, anche attraverso percorsi formativi, progetti nelle scuole e attività di educazione civica europea”.
“La relazione – ha spiegato Filipponi - offre una ricognizione completa degli atti adottati nel corso del 2025. Dal monitoraggio emerge che non risultano direttive da recepire tramite legge regionale, mentre sono stati adottati diversi atti di attuazione, che interessano ambiti centrali dell’azione pubblica: la tutela dell’ambiente e degli habitat naturali, la gestione delle risorse forestali, la disciplina degli aiuti di Stato, la transizione energetica e l’individuazione delle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili. Inoltre ci sono numerosi provvedimenti amministrativi che attuano regolamenti e direttive europee già recepite a livello statale, che riguardano la qualità delle acque destinate al consumo umano, la protezione dall’inquinamento da nitrati, la qualità dell’aria, la gestione dei rifiuti, la vigilanza sugli organismi geneticamente modificati, la protezione civile e il sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia. È un insieme articolato di interventi che mostra come il diritto europeo sia ormai parte integrante della programmazione e dell’attività amministrativa regionale. Ci sono poi 4 procedure di infrazione che coinvolgono la Regione Umbria, relative al trattamento delle acque reflue urbane, al superamento dei valori limite di PM10 nella conca ternana, alla definizione delle misure di conservazione dei siti Natura 2000 e alla designazione delle zone vulnerabili ai nitrati. Sono ambiti complessi, che richiedono un costante coordinamento istituzionale e un impegno continuo per garantire l’allineamento agli obblighi europei”. DMB/