Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Piano scuola rivoluzionario e concreto”

In sintesi

Nota del consigliere regionale Cristian Betti (PD)

(Acs) Perugia, 26 marzo 2026 – “Da ex sindaco conosco bene l’emozione di inaugurare una scuola. So però che quello è solo l’inizio di un percorso più ampio, fatto di decisioni, sacrifici e collaborazione: un lavoro condiviso per riempire quelle aule non solo di bambini, ma anche di servizi, opportunità e valori. È la stessa visione che guida la Giunta della Regione Umbria. Il piano presentato dall’assessore Barcaioli rappresenta un intervento ambizioso e concreto, con oltre 22 milioni di euro di investimenti, interamente finanziati attraverso il Fondo sociale europeo. Una scelta chiara che dimostra la capacità della Regione di attrarre e utilizzare al meglio le risorse europee, trasformandole in servizi reali per cittadini e famiglie”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Partito democratico, Cristian Betti, intervenendo “sul piano scuola presentato ieri dall’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, insieme alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e al vicepresidente Tommaso Bori”.

“Si tratta – spiega Betti - di una direzione opposta rispetto a quella del Governo nazionale, che negli ultimi anni ha ridotto i finanziamenti per l’istruzione, lasciando territori e comunità a fare i conti con tagli sempre più evidenti. In questo contesto, l’Umbria interviene per colmare vuoti ormai strutturali e riaffermare il valore centrale della scuola pubblica. L’obiettivo è chiaro: offrire alle famiglie umbre strumenti, servizi e sostegni duraturi, capaci di rispondere alle esigenze del presente. Un presente fatto di genitori che lavorano, di una società in evoluzione e di bisogni sempre nuovi. Accanto alle misure già attive, come borse di studio, agevolazioni sui trasporti, contributi per le rette della prima infanzia, il piano prevede interventi strutturali e mirati: 7 milioni di euro per aumentare i posti negli asili nido, 4,3 milioni per il potenziamento del tempo integrato nella scuola primaria e oltre 10 milioni destinati a ridurre in modo significativo il costo degli abbonamenti al trasporto pubblico locale, portandolo a circa 70 euro annui per tutti gli studenti”.

“Non si tratta – prosegue Betti - di bonus una tantum, ma di investimenti strutturali che rafforzano il diritto allo studio e costruiscono una vera comunità educante, coinvolgendo istituzioni, enti locali e terzo settore. Una visione che tiene insieme qualità dell’offerta formativa, equità sociale e sviluppo dei territori. È questa la strada giusta: investire sulla scuola significa investire sul futuro, rendere i territori più attrattivi per le giovani generazioni e sostenere concretamente le famiglie. La straordinarietà di questo piano – conclude - sta tutta qui: anche in un quadro nazionale difficile è possibile scegliere di mettere davvero l’istruzione al centro delle politiche pubbliche”. RED/dmb


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