QT 5 “Intendimenti della Giunta regionale, nell’ambito della proposta di nuovo Piano Socio-Sanitario, in ordine al futuro del Centro di Riabilitazione di Trevi”
A Eleonora Pace (prima firmataria), Matteo Giambartolomei (FdI) e Andrea Romizi (FI) ha risposto la presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti: “Nel Piano sociosanitario che stiamo predisponendo Trevi assumerà un ruolo importante nella rete riabilitativa, rappresentando un nodo centrale di riferimento”
(Acs) Perugia, 19 marzo 2026 – Nella sessione ‘Question time’ della seduta dell’Assemblea legislativa, i consiglieri Eleonora Pace (prima firmataria), Matteo Giambartolomei (FdI) e Andrea Romizi (FI) hanno chiesto alla presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti gli “Intendimenti della Giunta regionale, nell’ambito della proposta di nuovo Piano Socio-Sanitario, in ordine al futuro del Centro di Riabilitazione di Trevi”. Nello specifico: “se intenda assumere una posizione chiara, univoca e trasparente sul futuro del Centro di riabilitazione di Trevi , chiarendo se l’obiettivo sia effettivamente il rafforzamento della struttura ovvero, al contrario, un suo progressivo ridimensionamento, con le conseguenti ricadute sul diritto alla salute dei cittadini, sull’assetto dei servizi e sull’organizzazione del personale; se, nonostante l’eventuale conversione della struttura e il passaggio di classificazione annunciato, la Giunta regionale intenda comunque prevedere investimenti strutturali, tecnologici e organizzativi sul Centro di riabilitazione di Trevi”.
“Questa interrogazione – ha detto Pace illustrando il suo atto – nasce a seguito della giornata che abbiamo condiviso insieme di festeggiamenti all'ospedale di Foligno dove nell'intervento del direttore Noto abbiamo appreso una notizia rispetto al centro di riabilitazione di Trevi che ci ha preoccupato, perché rappresenterebbe l'ennesima dismissione di un servizio di eccellenza come quello di Trevi. Quindi una sanità pubblica che invece di essere potenziata, così dai voi promesso, continua invece ad essere smantellata. La preoccupazione è trasversale poiché c’è stato un comunicato stampa di Stefano Lisci che lo scorso anno ha presentato una interrogazione per chiedere chiarimenti in merito al futuro del centro di riabilitazione di Trevi e la risposta della presidente Proietti si limitava ad un'elencazione di criticità già come carenza di personale, obsolescenza delle apparecchiature, chiusura della piscina terapeutica, procedura di gara andata deserta, accompagnata da generici riferimenti a future programmazioni di concorsi e acquisti senza indicazioni di tempi certi, risorse definite, né di un organico progetto di rilancio della struttura. Da registrare poi un comunicato stampa del Partito democratico di Trevi che si è mostrato fortemente contrariato dall'ipotesi di riduzione del servizio di riabilitazione di Trevi, denunciando il rischio di soppressione dei 12 posti letto e definendo tale prospettiva il risultato di una gestione sanitaria priva di etica. Per quello che abbiamo sentito dalle parole del dottor Noto, il centro di riabilitazione di Trevi sarebbe destinato a passare da neuroriabilitazione ad alta intensità (codice 75) a riabilitazione intensiva (codice 56), determinando nei fatti un declassamento della struttura. Se questo fosse confermato, risulterebbe in palese contraddizione con la narrazione istituzionale di un presunto potenziamento dei servizi, disvelando invece una scelta di progressivo ridimensionamento della struttura di Trevi. Abbiamo sempre appreso dai giornali che la Presidente ha incontrato il Sindaco di Trevi dando tutte le rassicurazioni del caso. Ma dopo le rassicurazioni date al consigliere Lisci, dopo le rassicurazioni date al sindaco di Trevi, Gemma, dopo le rassicurazioni date al PD di Trevi, vorremmo capire in quest'Aula se è vero o no che ci sarà un declassamento e poi su che cosa si fondano le rassicurazioni date, in primis rispetto all'assunzione del personale mancante”.
La presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti ha risposto che “per la struttura riabilitativa di Trevi, nell'ottica del piano sociosanitario che stiamo redigendo, si prevedono ipotesi di rafforzamento. Nel disegno che stiamo predisponendo, Trevi assumerà un ruolo importante nella rete riabilitativa, rappresentando un nodo centrale di riferimento. Come abbiamo visto con il Sindaco insieme al direttore Noto, allo stato attuale Trevi, pur essendo una struttura sulla carta con 48 posti letto, di cui 32 codice 56 (Riabilitazione intensiva) e 16 codice 75 (Neuro-Riabilitazione) in realtà, da molti anni, è purtroppo operativa solo con 29 posti letto, per le note difficoltà gestionali. Nelle more del piano sociosanitario, che sarà discusso in quest'Aula, i professionisti stanno redigendo un'ipotesi di piano dove la struttura di Trevi viene mantenuta potenziata e qualificata nella rete. Passerà dagli attuali effettivi 29 posti letto, che vengono occupati, a 44 posti letto di riabilitazione intensiva quindi solo codice 56, ma realmente operativi, cui fattore distintivo è l'uso di un approccio di equipe che consente di migliorare l'efficienza, la qualità delle cure e i risultati clinici. La struttura in questo disegno che stiamo approntando e che discuteremo nelle sedi opportune sarebbe finalizzata al recupero della massima autonomia funzionale dopo un evento acuto come un ictus, un trauma maggiore o per la gestione di patologie croniche rilevanti. Il ruolo è quindi quello della continuità assistenziale tra la fase acuta, quella dell'ospedale, e la fase cronica di rientro a domicilio, prevenendo e riducendo la disabilità, migliorando le capacità motorie, cognitive e comunicative del paziente e il livello di autonomia, il più possibile prevenendo la disabilità secondaria e favorendo il reinserimento sociale e lavorativo, anche attraverso attività di educazione del paziente e del caregiver. In tale struttura sarebbe pertanto garantita anche tutta la specializzazione e l'innovazione tecnologica, necessaria per trasformare il recupero funzionale rendendolo più preciso, motivante e personalizzato attraverso, per esempio, l'utilizzo di robotica, esoscheletri, sistemi robotici, oggi non c'è niente di questo genere nella nostra rete. La struttura così programmata verrà quindi rafforzata, potenziata e qualificata nella sua specifica missione e nella strutturazione dell'intera rete riabilitativa ospedaliera, essendo finalizzata a recupero della massima autonomia. Diventa centrale perché: i posti Codice 75 non verrebbero cancellati, ma trasferiti nell'ospedale di Foligno, DEA di primo livello, al fine di realizzare una sola unità operativa di alta specializzazione. I pazienti codice 75 sono pazienti complessi, in coma, con elevati bisogni riabilitativi, ma anche assistenziali e quindi i professionisti stanno disegnando una loro naturale accoglienza nel DEA di primo livello. La concentrazione su Foligno avrebbe lo scopo di andare nella direzione della sicurezza del paziente, ma il codice 56 potenziato a Trevi avrebbe un impatto rilevantissimo nel recupero della mobilità passiva extra-regionale e, in particolare, nelle aree neuro-riabilitativa, ortopedica e oncologica”.
Pace, nella replica ha risposto che: “era tutto vero, i codici '75 non saranno più trattati a Trevi, ma spostati a Foligno, quindi le rassicurazioni date in questi mesi, come ormai quotidianamente accade, erano rassicurazioni non suffragate dai fatti. Si continua a rimandare le scelte definitive a questo al piano sociosanitario che tutti aspettiamo con impazienza e per il quale ribadisco il fatto che alle minoranze non è stata data la possibilità neanche di vederne una bozza, nonostante la continua richiesta. Ognuno degli stakeholders che invece ha la fortuna di vedere questa bozza, ci chiama estremamente preoccupato per quello che legge nelle 450 pagine del documento. Tutti gli umbri,dopo un anno e mezzo della vostra amministrazione si stanno finalmente rendendo conto che quel potenziamento della sanità pubblica del quale vi siete riempiti la bocca nei cinque anni precedenti durante la campagna elettorale, non esisteva e continua a non esistere”. AS/