L’Assemblea legislativa approva le “Disposizioni per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”
Sì a maggioranza dall’Aula di Palazzo Cesaroni alla proposta di legge Filipponi - Proietti (Pd)
(Acs) Perugia, 5 marzo 2026 - L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza 11 (Pd, M5S, Avs, Ud-Pp) sì e 6 astenuti (FI, FdI, Lega, Uc-Tp) le “Disposizioni per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”, proposta di legge dei consiglieri Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti (Pd).
Illustrando la proposta prima del voto, Proietti ha spiegato che “le recenti vicende sui sistemi di caporalato nel sistema delle consegne di cibo a domicilio hanno messo in evidenza condizioni di sfruttamento dei lavoratori. La legge mira a garantire condizioni di lavoro sicure, trasparenti e rispettose a della dignità delle persone. La definizione di questo testo ha visto il coinvolgimento dei rappresentanti sindacali e dell’assessore regionale. La trasformazione digitale del mercato del lavoro procede più velocemente della possibilità di prevedere adeguate garanzie. Soprattutto nel settore delle consegne a domicilio. A livello nazionale sono circa 15mila i lavoratori impiegati nel settore. Accanto ai giovani che svolgono questa attività cresce il numero degli over 40 che devono integrare il reddito o fare fronte a impieghi discontinui”.
LE DISPOSIZIONI, emendate ed integrate durante i lavori della Terza commissione, mirano ad incrementare la sicurezza dei lavoratori digitali che svolgono la propria attività sul territorio umbro, tutelando la loro dignità, sicurezza e salute. Migliorando la trasparenza del mercato del lavoro e promuovendo un modello di sviluppo delle piattaforme digitali che sia socialmente responsabile ed equo. La Regione dovrà individuare, di concerto con le Asl, le misure necessarie a tutelare salute e sicurezza dei lavoratori attraverso: la valutazione dei rischi tradizionali e specifici per la peculiare attività che svolgono i lavoratori digitali (stress lavorativo intrinsecamente connesso ai tempi di consegna, l'assegnazione dei turni, la distribuzione delle occasioni di lavoro e dei luoghi di svolgimento dell'attività); la definizione delle modalità di mitigazione dei rischi e l’individuazione dei dispositivi di protezione individuale più idonei per lo svolgimento dell'attività; la definizione della formazione specifica obbligatoria a carico delle piattaforme digitali, con particolare attenzione al Codice della strada e al mezzo di trasporto utilizzato per la prestazione di lavoro; la previsione di iniziative di informazione specifica sulle malattie professionali e sui rischi e sui danni derivanti dall'esercizio dell'attività di servizio e sulle procedure di prevenzione e di protezione. Viene previsto il ‘Registro regionale del lavoro tramite piattaforme digitali’, articolato in: anagrafe dei lavoratori digitali e anagrafe dei soggetti giuridici che offrono lavoro tramite piattaforme digitali. Prevista poi l’istituzione della ‘Consulta regionale del lavoro digitale’ che fornisce indicazioni per la stesura del programma annuale degli interventi, elabora studi e ricerche, presenta proposte per il perfezionamento della legislazione, monitora l’evoluzione dell’economia digitale, esamina le problematiche applicative delle tutele dei lavoratori digitali. Elabora inoltre la ‘Carta dei diritti dei lavoratori digitali’. Infine, in caso di condizioni meteo climatiche che comportino rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori digitali, il presidente della Giunta regionale potrà adottare ordinanze contingibili e urgenti a loro tutela.
INTERVENTI
Francesco Filipponi (Pd), dopo aver ripercorso i principali contenuti della legge, ha sottolineato che “l’Umbria è tra le prime Regioni a dotarsi di una normativa di questo tipo. Si stima che siano circa mille i lavoratori digitali nella nostra regione, che utilizzano i propri mezzi per le consegne e che devono farsi carico di molti degli oneri connessi”.
Enrico Melasecche (Lega): “Si tratta di un tema sentito, senza dubbio. Una regolamentazione era necessaria ma ci sono alcune perplessità. Il Comune di Terni ha già affrontato la questione in modo concreto, a dicembre 2025, approvando un regolamento sul settore delle consegne a domicilio di cui bisognava tenere conto. La sicurezza di cui tenere conto non è solo quella dei lavoratori ma anche quella delle famiglie, visti gli episodi registrati, anche a Terni, che hanno visto dei rider coinvolti in inchieste e reati. Il Comune si è quindi mosso per garantire la sicurezza dei rider e dei consumatori. Il primo passo è stato l’adeguamento del regolamento di Polizia urbana, prevedendo un tesserino identificativo per i rider. Questa norma è positiva ma dovrà essere implementata per garantire l’attuazione. Ne verificheremo gli effetti concreti nei prossimi mesi”.
Fabrizio Ricci (Avs): “La legge riconosce il diritto ad un trattamento giusto ed equo. Una affermazione non banale, visto i provvedimenti giudiziari che hanno coinvolto i colossi delle consegne, accusati di sfruttare i lavoratori con retribuzioni al di sotto della soglia di povertà. Per fare fronte al problema del lavoro povero serve un intervento nazionale che introduca i minimi salariali, che avvenuto in Spagna. Si dovrà poi intervenire sulla evidente natura subordinata del lavoro di queste persone. Messa in evidenza dalla direttiva europea dedicata al miglioramento delle condizioni dei lavoratori digitali. Con questa legge l’Umbria farà un passo importante, introducendo previsioni sulla formazione, le malattie professionali, sulla vigilanza da parte delle Usl. E prevedendo la possibilità di ordinanze della presidente della Regione in caso di eventi meteo estremi”.
Laura Pernazza (FI): “Condividiamo lo spirito di questa legge, che interviene in una materia di probabile competenza nazionale come il rispetto dei contratti di lavoro. Siamo però perplessi rispetto agli obiettivi, che si sono persi durante la discussione. La Consulta viene nominata dalla Giunta, senza alcun coinvolgimento dell’Assemblea legislativa. Un ennesimo organismo oltre a quelli che già esistono. Viene tolta la potestà regolamentare al Consiglio regionale, che non ha alcuna competenza. Anche l’elaborazione della Carta dei lavoratori digitali viene delegata all’Esecutivo. Non viene previsto nemmeno il passaggio in Commissione della relazione annuale. Rispetto alle ordinanze contingibili, c’è già una norma nazionale che le prevede. E i controlli sul lavoro delle Asl sono previsti anche questi dalla legge nazionale. Si poteva fare un salto in avanti che però non c’è stato, forse per la fretta di arrivare primi. Per queste ragioni ci asterremo”. MP/