“Determinazione dei canoni per l’occupazione e l’uso dei beni del demanio idrico e del patrimonio indisponibile regionale”
Mozione dei consiglieri regionali Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti (Pd)
(Acs) Perugia, 10 febbraio 2026 - “Definire attraverso l’adozione di propri atti una revisione dei criteri di determinazione dei canoni per l’occupazione e l’uso dei beni del demanio idrico e del patrimonio indisponibile regionale, improntandoli ai principi di proporzionalità, ragionevolezza ed efficienza”. Lo chiedono alla Giunta regionale con una mozione i consiglieri regionali del PD Francesco Filipponi – primo firmatario – e Maria Grazia Proietti.
“La disciplina dell’occupazione e dell’utilizzo dei beni appartenenti al demanio idrico, lacuale e al suolo demaniale regionale è regolata – spiegano - dalla legge regionale n.33/2004, mentre i criteri di calcolo dei canoni sono attualmente definiti dalla deliberazione della Giunta regionale n. 925/2003. Tuttavia la Giunta regionale, nell’esercizio delle proprie funzioni amministrative e regolamentari, può valutare l’introduzione di ulteriori criteri che tengano effettivamente conto della dimensione dell’occupazione o dell’utilizzo del bene ai fini dell’assoggettamento al canone ricognitorio, nel rispetto delle diverse tipologie di beni e delle finalità di pubblico interesse. A nostro avviso – dichiarano i consiglieri di maggioranza - c’è la possibilità di valorizzare, nell’ambito della disciplina dei canoni demaniali, il ruolo svolto dai concessionari privati di attraversamenti carrabili, ponti, passerelle e coperture di pubblica utilità insistenti su corsi d’acqua appartenenti al demanio idrico statale, per i quali tali opere risultano indispensabili ai fini dell’accesso alle rispettive abitazioni. In tali casi, l’assunzione da parte dei concessionari di specifici e più estesi obblighi manutentivi del corso d’acqua a monte e a valle dell’opera, rispetto a quanto attualmente previsto, potrebbe costituire un elemento da tenere in considerazione nella definizione dei criteri applicativi del canone, in una logica di equilibrio tra oneri economici e utilità pubblica derivante dalla corretta manutenzione del reticolo idrografico. Resta tuttavia ferma – aggiungono i consiglieri Filipponi e Proietti - la necessità di distinguere tali fattispecie da quelle relative agli attraversamenti realizzati mediante intubazioni (sotterranee, in subalveo o aeree), funzionali all’allaccio a reti di servizio quali gas, energia elettrica o fognature, per le quali non risulta agevolmente configurabile un analogo obbligo manutentivo sul corso d’acqua”.
“La nostra mozione – concludono i consiglieri Pd - chiede alla Giunta anche di valutare l’ulteriore definizione di regimi agevolati o semplificati anche a fronte della contestuale assunzione, da parte del concessionario, di più estesi oneri manutentivi ordinari e straordinari sulle pertinenze dell’opera, al fine di garantire una gestione del patrimonio improntata alla massima uniformità, trasparenza e semplificazione amministrativa”. RED/mp