Regione Umbria - Assemblea legislativa


"Giovani, donne, fragili e nuove povertà: una riforma che rimette al centro il bisogno delle persone"

In sintesi

Nota congiunta dei gruppi consiliari di maggioranza dell’Assemblea legislativa (PD, M5S, AVS, UdPp) sul via libera in Terza commissione della nuova legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica

(Acs) Perugia, 4 febbraio 2026 - "Una riforma che rimette al centro il bisogno delle persone, con particolare attenzione a quelle più fragili e ai giovani": i gruppi di maggioranza dell'Assemblea legislativa dell'Umbria (PD, M5S, AVS, UdPp) esprimono “soddisfazione per l'approvazione in Terza commissione della nuova legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica, che approderà in Aula nella seconda seduta di febbraio del Consiglio Regionale”.

"Con questa riforma, frutto di un lungo percorso di partecipazione, che ha visto coinvolti i Comuni, le rappresentanze degli inquilini, il mondo del terzo settore e dell'associazionismo, oltre ad altre istituzioni del territorio, riportiamo l'edilizia pubblica al centro delle politiche regionali per l'inclusione e la lotta alle disuguaglianze sociali. In primo luogo l'obiettivo è stato quello di mettere l'Umbria al riparo da evidenti profili di illegittimità costituzionale e quindi da ricorsi potenzialmente molto impattanti contro la Regione, alcuni dei quali già in essere presso i tribunali dell'Umbria. Per questo abbiamo rimosso il requisito dell'anzianità di residenza, giudicato incostituzionale dalla Consulta in numerose sentenze (resta comunque invariato il punteggio premiale in sede di bando), e abbiamo rimodulato il criterio dell'incensuratezza, superando la sua estensione all'intero nucleo familiare, che tanti problemi aveva creato a numerose famiglie in forte difficoltà. Al contrario, con questa riforma le situazioni di maggiore fragilità e bisogno vengono premiate, con una ridefinizione dei punteggi attribuiti per la formazione delle graduatorie, che favorirà i nuclei con situazioni di particolare disagio: famiglie numerose, presenza di bambini e anziani, disabilità".

"La nuova legge - proseguono i consiglieri di maggioranza - introduce inoltre una significativa semplificazione amministrativa che snellisce e velocizza il lavoro delle commissioni comunali per le assegnazioni. Attraverso criteri più chiari e oggettivi, rendiamo le procedure più agili ed efficienti, riducendo i tempi di attesa per i cittadini senza compromettere l'attendibilità delle valutazioni e garantendo al contempo maggiore trasparenza nel processo di assegnazione- Ma ci sono anche elementi di sperimentazione e di forte innovazione, come la possibilità di garantire percorsi abitativi autonomi per donne vittime di violenza o persone vittime di discriminazione per l'orientamento sessuale. Ci sono progetti per il supporto abitativo e l'inclusione sociale di persone in esecuzione penale esterna, che non dispongono di un domicilio, cercando così di dare una risposta al grande problema del sovraffollamento carcerario. E c'è infine la possibilità di costruire percorsi di vita autonoma, anche attraverso soluzioni di co-housing, per persone con disabilità. Accanto a questo c'è un grande sforzo per favorire il recupero del patrimonio immobiliare pubblico attualmente inutilizzabile, attraverso lo strumento dell'auto recupero, che consente all'inquilino, a determinate condizioni, di 'anticipare' i lavori necessari, accedendo poi a uno sconto sul canone di affitto. Cambiano anche le procedure di mobilità volontaria, al fine di garantire soluzioni abitative più adatte alle caratteristiche del nucleo, con particolare attenzione alle persone anziane".

"Il diritto alla casa è un bene primario e un requisito essenziale dello Stato sociale - concludono i capigruppo di maggioranza - e con questa riforma l'Umbria dimostra che è possibile fare buona politica attraverso l'ascolto e la partecipazione. Una legge costruita dal basso, con i territori e le comunità, che segna un cambio di passo rimettendo al centro la dignità e i bisogni reali delle persone. Un segnale forte per costruire una regione più inclusiva e solidale, dove la casa torni ad essere strumento di emancipazione e non di esclusione". RED/PG


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