Dimensionamento scolastico: “Penalizzate Città di Castello e Gubbio, affronto inaccettabile contro l’Umbria del Nord”
Letizia Michelini (PD) annuncia richiesta di informativa e una mozione urgente nella prossima seduta dell’Assemblea legislativa
(Acs) Perugia, 28 gennaio 2026 – “Una decisione inaccettabile che colpisce in modo ingiusto l’Alta Umbria (Città di Castello e Gubbio), sulla base di numeri che non giustificano le decisioni prese dal Governo”: così la consigliera regionale Letizia Michelini (Pd), che annuncia la richiesta “di un’informativa urgente e una mozione urgente nel corso della prossima seduta dell’Assemblea legislativa, affinché la giunta regionale riferisca in Aula sul commissariamento, sui criteri adottati dal Governo e sulle conseguenze concrete per il sistema scolastico regionale e i territori coinvolti e per chiedere ogni azione utile del governo regionale nelle sedi competenti”.
“La decisione del Governo nazionale, a guida Giorgia Meloni, di commissariare la Regione Umbria sul tema del dimensionamento scolastico – spiega Michelini - ha rappresentato un atto grave e politicamente inaccettabile, che colpisce in modo ingiusto le città di Gubbio e Città di Castello e l’intero nord dell’Umbria. La Regione Umbria si era opposta con ragioni fondate e motivate a un piano di ridimensionamento sproporzionato tra le due province, avendo già dato attuazioni. Nonostante ciò, il Governo ha scelto la strada della forzatura istituzionale, commissariando la Regione e imponendo dall’alto decisioni che ignorano il confronto, i numeri e il ruolo delle autonomie locali”.
“Particolarmente grave - continua Michelini - è la scelta di intervenire proprio sull’Alta Umbria, che per i numeri avrebbe dovuto rimanere indenne da questa fase. Una decisione che si configura come un vero schiaffo politico al nord dell’Umbria, destinato ad avere ripercussioni istituzionali, sociali e politiche profonde. Per questi motivi chiederò un’informativa urgente al prossimo Consiglio e depositerò una mozione urgente, affinché la Giunta riferisca in Aula sul commissariamento, sui criteri adottati dal Governo e sulle conseguenze concrete per il sistema scolastico regionale e per i territori coinvolti. Contestualmente sarà presentata anche una mozione urgente per impegnare la Giunta regionale a chiedere formalmente al Governo di tornare sui propri passi, ritirando il commissariamento e riaprendo un confronto serio e rispettoso con la Regione Umbria e con le comunità locali”.
“L’Umbria aveva già adempiuto al proprio dovere, ma non poteva spingersi oltre sacrificando la scuola pubblica sull’altare del sacrificio dei conti. La scuola pubblica è la base della democrazia e non può essere trattata come una variabile tecnica o una semplice voce di bilancio: è un presidio fondamentale di libertà, coesione sociale e sviluppo dei territori. Colpire chi ha già dimostrato responsabilità e capacità di programmazione significa indebolire l’intero sistema. L’Umbria tutta merita rispetto, così come lo meritano i territori che, negli anni, hanno dimostrato responsabilità e coerenza. Servono ascolto, condivisione e partecipazione e non scelte calate dall’alto”. RED/PG