Sanità: “prescrizioni non prese in carico, numerose segnalazioni ma la presidente Proietti nega l’evidenza”
Nota del gruppo Lega (Enrico Melasecche e Donatella Tesei)
(Acs) Perugia, 23 gennaio 2026 - “Sulla mancata presa in carico delle prescrizioni sanitarie abbiamo raccolto numerose segnalazioni da parte di cittadini, soprattutto fragili e anziani, che descrivono una situazione grave, diffusa e non più tollerabile in tutta la Regione. Abbiamo verificato di persona la situazione presso varie farmacie. Registriamo, infatti, con crescente preoccupazione, il diffondersi dell'impossibilità di far prendere in carico da parte del sistema sanitario regionale delle prescrizioni mediche in assenza di disponibilità di appuntamenti persino nei mesi e negli anni futuri. Eppure, nemmeno di fronte a fatti concreti e documentati, la presidente Proietti ha dimostrato correttezza istituzionale e senso di responsabilità. Ha votato e fatto votare la sua maggioranza imbarazzata contro la nostra mozione che chiedeva semplicemente la piena applicazione della legge che si sta violando. Per questo procederemo a segnalare quanto avviene in Umbria agli organi dello Stato competenti in materia di tutela della legalità. Le regole si rispettano e non basta negare l’evidenza nel tentativo di mettere anche qui disperatamente una pietra tombale su un fronte della massima importanza per la vita di tutti i cittadini”: lo affermano i consiglieri regionali della Lega Umbria, Enrico Melasecche e Donatella Tesei.
“Ci troviamo davanti – dicono - a una condizione grave e inaccettabile, supportata da innumerevoli casi. Non basta negate l’esistenza di qualsiasi criticità, sostenendo che è tutto regolare. Una ricostruzione che smentiamo con fatti e documenti alla mano: segnalazioni circostanziate, riscontri diretti e materiale acquisito dimostrano l’esatto contrario. Tutto questo produce effetti gravissimi come liste d’attesa artificialmente ridotte, cittadini costretti a reiterare le prenotazioni o a rivolgersi alla sanità privata sostenendo costi di tasca propria, spostamenti fuori territorio anche per 250 km fra andata e ritorno, con costi accessori superiori al ticket, imposti soprattutto a persone anziane e fragili, fino alla mobilità sanitaria verso altre regioni, con conseguenti danni economici diretti per l’Umbria che nel 2025 ha peggiorato la mobilità passiva del 45% in un solo anno, come dichiarato dalla stessa Proietti”.
“Siamo di fronte a una violazione palese delle norme nazionali e regionali e a una lesione del diritto costituzionale alla salute. Ancora più preoccupante è il muro di gomma opposto dalla presidente Proietti, che omette anche sistematicamente di rispondere agli accessi agli atti, con solleciti che siamo stati costretti a fare, dimostrando totale mancanza di trasparenza e ostacolando così ogni forma di controllo. Un sistema opaco e privo di responsabilità. In assenza di risposte concrete e di fronte a una chiusura di comodo presenteremo segnalazione agli organi dello Stato competenti, affinché venga ripristinato il rispetto della legalità. La sanità umbra non può essere amministrata negando i problemi e scaricandone le conseguenze sui cittadini. Invitiamo tutti coloro che si trovano nella situazione di non presa in carico a segnalarlo o sui social oppure, anche riservatamente, all’indirizzo mail dei sottoscritti per incrementare la casistica e ricostruire la portata del fenomeno”. RED/PG