Regione Umbria - Assemblea legislativa


QT 7 - “Contrasto all'evasione fiscale in Umbria, stato di attuazione della convenzione con l'Agenzia delle entrate e promozione della collaborazione con i Comuni”

In sintesi

Interrogazione di Fabrizio Ricci (Avs), l’assessore Tommaso Bori risponde: “Recuperati al Bilancio regionale 72 milioni di euro di Irap e Irpef evase. Dall’attività dei Comuni solo 11mila euro”

(Acs) Perugia, 22 gennaio 2026 - L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso l’interrogazione con cui il consigliere Fabrizio Ricci (Avs) chiedeva aggiornamenti su “Contrasto all'evasione fiscale in Umbria, stato di attuazione della convenzione con l'Agenzia delle entrate e promozione della collaborazione con i Comuni”.

Illustrando l’atto ispettivo, Ricci ha spiegato che “l'evasione fiscale rappresenta in Italia e in Umbria un fenomeno strutturale gravissimo, che compromette l'equità del sistema tributario e sottrae risorse fondamentali al finanziamento dei servizi pubblici. In Umbria, secondo l'ultimo report dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, viene evasa il 55,9% dell'addizionale regionale IRPEF e il 56,3% dell'addizionale comunale, oltre al 15% dell'IRAP (dato tra i più alti d'Italia) e al 22,8% dell'IMU. Un recente studio della CGIA di Mestre aggiornato al 31 maggio 2025, elaborato su dati Istat e del ministero dell'Economia e delle Finanze, ha quantificato in oltre un miliardo e mezzo di euro le imposte evase in Umbria: 1.583 milioni, 330 in più rispetto all'anno precedente. Se si considera la propensione all'evasione, ovvero gli euro sottratti al fisco ogni 100 effettivamente incassati, la nostra regione arriva al 15,4 per cento, ben al di sopra della media nazionale del 12,3. Per il solo bollo auto parliamo di un'evasione stimata in Umbria attorno ai 25 milioni di euro l'anno. Su un parco circolante di 871.410 veicoli, esclusi gli esenti, circa il 20% non risulta in regola con il pagamento, cifre che pesano come un macigno sui conti regionali. L'ultimo report del Centro Studi Enti Locali segnala un progressivo disimpegno dei Comuni italiani nella collaborazione con il fisco. In Umbria nel 2024 solo 5 Comuni su 92 hanno partecipato in modo attivo allo strumento delle segnalazioni qualificate, con un riparto totale di appena 11.601 euro, importo del 70% inferiore all'anno precedente (38.113 euro per 4 Comuni). In base ai dati estratti dal Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE), nel 2024 l'attività di verifica e controllo posta in essere dalle Regioni e dalle Province Autonome ha portato al recupero di 2,5 milioni di euro, in sensibile crescita (+15,2%) rispetto al 2023, ma ancora enormemente al di sotto delle possibilità di recupero. Anche l'attività di controllo effettuata da parte dei Comuni determina benefici in termini di emersione della base imponibile, e conseguentemente di maggiore gettito, anche per le Regioni. Riconoscendo la rilevanza dell'attività di controllo svolta dai Comuni, alcune Regioni (Basilicata, Lazio, Piemonte, Sardegna e Toscana) hanno previsto, con un intervento di natura normativa, l'estensione delle misure premiali verso i Comuni stabilite dal legislatore nazionale anche a valere sull'IRAP e sull'addizionale regionale all'IRPEF. La collaborazione strutturale tra Regione, Agenzia delle Entrate e Comuni può generare sinergie significative, aumentando l'efficacia dei controlli e la capacità di recupero, attraverso la condivisione di informazioni e la coordinazione delle attività. L'incentivazione della partecipazione attiva dei Comuni all'attività di contrasto all'evasione, anche attraverso forme premiali adeguate, può rappresentare uno strumento efficace per coinvolgere gli enti locali, che più di altri hanno una conoscenza diretta del territorio e delle dinamiche economiche locali. Chiedo quindi di conoscere gli intendimenti in merito all'implementazione di politiche volte a rafforzare le attività di contrasto all'evasione fiscale della Regione Umbria e a sostegno dell'attività dei Comuni, al fine di migliorare i risultati di recupero delle imposte evase sul territorio, anche prendendo spunto dalle esperienze già attuate in diverse regioni, con particolare riferimento all'estensione delle misure premiali previste dal legislatore nazionale anche sull'Irap e sull'addizionale regionale Irpef, attraverso interventi normativi specifici. Per conoscere lo stato di attuazione della Convenzione con l'Agenzia delle Entrate, i risultati conseguiti negli anni passati e gli obiettivi per il futuro”.

L’assessore Tommaso Bori ha risposto: “La Regione Umbria esercita un ruolo di indirizzo e coordinamento attraverso gli strumenti convenzionali già previsti dalle norme. Siamo consapevoli della necessità di rafforzare la collaborazione istituzionale e di valorizzare le esperienze già attuate in altre Regioni. L’introduzione delle misure premiali potrà essere oggetto di specifico approfondimento ma analoghe misure introdotte a livello nazionale hanno prodotto effetti limitati in termini di recupero del gettito, a fronte di costi di funzionamento da bilanciare con i benefici attesi. Rispetto allo stato di attuazione della convenzione con l’Agenzia delle Entrate, essa è già stata sottoscritta per il triennio 2025/27. Essa prevede che l’attività di controllo e contrasto sia svolta direttamente dagli uffici dell’Agenzia. Nel recupero dell’evasione Irap e Irpef sono stati recuperati 72 milioni di euro al Bilancio regionale, con un andamento in crescita. I Comuni umbri hanno contribuito al recupero per appena 11 mila euro, in calo rispetto al passato. In prospettiva, la Giunta è interessata a proseguire nella collaborazione e al dialogo rispetto al federalismo fiscale regionale”.

Fabrizio Ricci ha replicato: “Importante l’impegno della Regione su un tema cruciale e molto sentito dalla popolazione. I 72 milioni di euro recuperati nell’ultimo triennio evidenziano come questa attività di recupero sia strategica”. MP/


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