Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Piastra logistica di Città di Castello: Bori, De Rebotti e Ferrucci battano un colpo”

In sintesi

Nota di Melasecche (Lega): “La Giunta a parole predica sviluppo, fa convegni su biogas, promette riforme, discute di trasporti, ma nei fatti blocca gli investimenti”

(Acs) Perugia, 21 gennaio 2026 – “Delle tre piastre logistiche che avrebbero dovuto essere realizzate in Umbria, quella di Città di Castello dopo anni ed anni di peripezie è l’unica in funzione. Quella di Terni e Narni, dopo un decennio di abbandono al suo destino di cattedrale nel deserto, vede oggi concludere i lavori di collegamento intermodale alla linea ferroviaria Orte-Falconara in modo da renderla appetibile a servizio del sistema industriale di quell’area. La terza, quella di Foligno, ha visto purtroppo bloccata la sua realizzazione da parte delle pregresse amministrazioni di sinistra a causa di gravi errori di valutazione nella individuazione dell’area rivelatasi inidonea dal punto di vista geologico”. È quanto dichiara il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche.

“Nonostante quella di Città di Castello, terminata ed assegnata ad un operatore locale – spiega Melasecche - vada alla grande e soffra soltanto di una crisi di crescita, l’attuale Giunta di sinistra tiene ferma, senza alcuna risposta, la richiesta di ampliamento da parte dell’impresa di logistica che la gestisce. Va ricordato che quel  progetto fu approvato dall’allora Cipe nel 2007, e fu portato a conclusione dal sottoscritto ben 14 anni dopo. Decisamente troppi per un’Umbria che ha bisogno come l’ossigeno di politiche adeguate a potenziare lo sviluppo. La stessa è stata poi messa al servizio dell’economia dell’Alta Valle del Tevere e dell’intera regione. È costata ben 20 milioni 287mila euro, per il 50% con fondi dell’allora Cipe, mentre la parte rimanente la finanziammo con fondi regionali. La struttura si estende su 8.500 mq con una superficie coperta di 6.000 mq, oltre alle opere stradali che hanno reso possibile realizzare un importante svincolo strategico sulla E45 in prossimità della realizzanda E78, Fano-Grosseto, al cui avanzamento, sempre per memoria collettiva, la Giunta precedente ha dato un contributo importante. Il progetto della piastra logistica era molto datato per cui numerosi furono i problemi che dovemmo superare, anche a causa dell’incremento dei costi che comportano tutte le iniziative non realizzate in tempi rapidi. Ricordo che, una volta ultimata, la dovetti perfino salvare dalla volontà della sinistra locale che la voleva utilizzare, fuori da qualsiasi logica razionale, quale centro vaccinale per il Covid”.

“Saturata già dopo pochi mesi – prosegue Melasecche -, il gestore un anno e mezzo fa ha fatto richiesta, come previsto espressamente nella convenzione, di investire risorse proprie per ampliare l’attività a scomputo dei canoni mensili. Richiesta cui detti parere decisamente favorevole incaricando i Servizi allo Sviluppo economico e al Patrimonio a condurre in porto celermente la pratica, visti gli enormi vantaggi per la Regione e per l’economia di quell’area. Cambiata la Giunta sono stato costretto a presentare vari mesi or sono all’assessore De Rebotti una interrogazione per sollecitare una risposta seria ed ho ricevuto ampie rassicurazioni. Ma a quasi un anno di distanza tutto è ancora fermo. È vero che la cultura di questa sinistra del campo largo non è proprio favorevole al ruolo delle imprese, lo abbiamo constatato con l’anatema nei confronti del project financing, ampiamente quanto positivamente utilizzato in passato sia in Umbria che, ancor oggi, in altre regioni rosse. E lo constatiamo con il blocco abbastanza stupido, come in questo caso, nei confronti di imprenditori disposti ad investire milioni propri per incrementare il valore di immobili di proprietà regionale. Ma questo caso in particolare grida indignazione”.

“Di chi la colpa? - continua Melasecche -. La delega al Patrimonio è dell’assessore Bori, evidentemente in ben altre faccende affaccendato. La competenza dei Trasporti e dello Sviluppo delle imprese è dell’assessore De Rebotti la cui risposta di circa un anno fa è smentita dai fatti. Non so se la pratica sia stata trattata da Sviluppumbria in cui il professore Ferrucci discetta in continuazione di sviluppo. Sono quindi costretto a presentare un’altra interrogazione per avere il polso di questa incredibile situazione. Invece di fare tappeti d’oro a chi crede ancora nella creazione di valore, di posti di lavoro, di efficienza per l’intero sistema produttivo regionale, migliorando l’ambiente, con prospettive addirittura di utilizzo del biogas per alimentare gli autotreni, come è possibile che venga scoraggiata un’impresa così proattiva? Si parla tanto di Zes, ma nei fatti i comportamenti sono ben diversi. Sono indignato di questo andazzo – conclude - ed invito la presidente Proietti, fra le mille cose di cui si occupa, dalla pace nel mondo ai finanziamenti delle strutture ricettive di Santa Maria degli Angeli, a verificare anche cosa fanno gli assessori da lei scelti. I problemi veri chi li affronta con coraggio e li risolve?”. RED/dmb


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