Regione Umbria - Assemblea legislativa


“I DIRITTI DELLE DONNE NON SONO IN DISCUSSIONE E NON SONO DI SINISTRA” – NOTA DEL GRUPPO LEGA UMBRIA

(Acs) Perugia, 8 marzo 2022 - “Oggi 8 marzo, nella giornata internazionale delle donne, rivendichiamo non le becere etichette politiche e ideologiche che qualcuno vorrebbe per forza utilizzare per alimentare la propria propaganda, ma la forza di un sistema che deve valorizzare la donna in ogni aspetto della vita, personale e lavorativa, analizzando situazioni e cercando soluzioni per facilitare i percorsi di scelta autonoma, creando, nel contempo una rete concreta, protettiva e inclusiva per chi subisce abusi e violenze”: lo affermano i consiglieri regionali del Gruppo Lega Umbria.

“Da troppo tempo – sostengono - su tematiche come diritti, disagio, povertà e donne, la sinistra continua a voler costruire il proprio consenso su preconcetti e stereotipi che nello stesso tempo dichiara di voler combattere. Ne è un esempio la polemica vergognosa costruita ad arte contro la legge sulle politiche familiari presentata dal gruppo Lega. Il Partito Democratico dovrà spiegare alle tante famiglie umbre che attendono da tempo risposte, misure, sostegno, facilitazioni continuative e strutturate, perché ciò non dovrebbe vedere concretezza a causa di interpretazioni strumentali di una legge che peraltro è frutto di un percorso di partecipazione che sta continuando in Commissione. Il PD dovrà spiegare alle tante associazioni che si sono spese sul territorio perché non possono essere valorizzate e perché invece di valutare le interpretazioni autentiche della proposta di legge si cerca in tutti i modi di manipolarla”.

“Il rafforzamento dei servizi per l’infanzia e dei consultori – proseguono i consiglieri della Lega Umbria - non lede diritti e implementa il pubblico; il riconoscimento e la valorizzazione dell’associazionismo familiare vuole consolidare e formalizzare, con progettualità definite, una sussidiarietà orizzontale da sempre presente anche nella Legge 194 e in altre regioni (per esempio la Toscana); la mediazione familiare, che in Emilia Romagna è uno strumento diffuso e fortemente implementato, serve per dare supporto, non comporta obbligatorietà ne utilizzo in caso di abusi o violenze. Non comprendiamo perché i medesimi strumenti vadano bene per il PD se utilizzati nelle amministrazioni di sinistra, ma diventino pericolose armi contro i diritti se utilizzati da amministrazioni di destra. L’impressione è che il giudizio universale debba abbattersi su chi non abbraccia il pensiero unico, ma prova ad interpretare prospettive diverse, tentando di offrire scelte e non sentieri obbligati”.

“I diritti – concludono - si esercitano potendo avere alternative e se le amministrazioni non danno sostegno e supporto ai progetti di vita di tutti, soprattutto di chi vive il disagio, si acuiscono disuguaglianze e si limitano le opportunità di tutti giovani, donne, famiglie, anziani persone con disabilità”. RED/PG

 


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