LAVORI D’AULA (4): VIA LIBERA AL PIANO TELEMATICO REGIONALE 2017-2019 - 13 VOTI FAVOREVOLI, 6 ASTENUTI
Con 13 voti favorevoli (consiglieri della maggioranza più Ricci-Misto/RpIc) e 6 astenuti (FI, Lega, M5S, Misto/Un) l’Aula di Palazzo Cesaroni ha dato il via libera al Piano telematico regionale 2017-2020. Gli obiettivi, definiti in sinergia con quelli Comunitari nell’ambito dell’agenda digitale europea e con quelli nazionali, riguardano lo sviluppo della rete (banda larga) e relativi servizi a valore aggiunto, completamento della rete pubblica regionale (Run) nelle tratte già pianificate realizzando nuovi collegamenti con le Regioni limitrofe, proseguire nell’attivazione dei servizi di connettività a banda larga nelle sedi della Pubblica amministrazione.
(Acs) Perugia, 5 marzo 2019 – Con 13 voti favorevoli (consiglieri della maggioranza più Ricci-Misto/RpIc) e 6 astenuti (FI, Lega, M5S, Misto/Un) l’Aula di Palazzo Cesaroni ha dato il via libera al Piano telematico regionale 2017-2020, che prevede risorse pari a 23,4milioni di euro. Gli obiettivi, definiti in sinergia con quelli Comunitari nell’ambito dell’agenda digitale europea e con quelli nazionali, riguardano lo sviluppo della rete (banda larga) e relativi servizi a valore aggiunto, completamento della rete pubblica regionale (Run) nelle tratte già pianificate realizzando nuovi collegamenti con le Regioni limitrofe, proseguire nell’attivazione dei servizi di connettività a banda larga nelle sedi della Pubblica amministrazione.
È stato Eros Brega (Pd), relatore di maggioranza a spiegare la strutturazione del documento. “Il Piano telematico regionale 2017-2019 – ha ricordato - è stato predisposto dall’assessorato regionale in collaborazione con Umbria digitale. Ad oggi sono stati realizzati 700 chilometri di rete. L’obiettivo è raggiungere con la fibra ottica l’80 per cento della popolazione, la parte rimanente tramite le onde elettromagnetiche (30 mega). Si punta anche alla realizzazione di un ‘intranet’ della pubblica amministrazione umbra. La redazione del Piano Telematico 2017-2019 è stata rinviata, fino ad ora, nell’attesa della definizione degli sviluppi e degli impegni derivanti del ‘Piano strategico nazionale per la banda ultralarga’ e degli esiti del censimento previsto dal “Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione. Al Piano telematico regionale – ha spiegato Brega - si attengono gli enti dipendenti e strumentali della Regione, le Agenzie regionali, le Aziende sanitarie regionali e le Società partecipate della Regione. Costituisce riferimento per gli Enti locali nell’ambito delle proprie competenze. Viene riconosciuto il diritto di tutti i cittadini di eccedere ad internet, quale fondamentale strumento di sviluppo umano, di crescita economica e sociale. Prevista la garanzia per la tutela della salute umana dagli effetti dell’esposizione ai campi elettro-magnetici, oltre che per l’inclusione sociale e la trasparenza.
INTERVENTI: Andrea LIBERATI (M5S-Relatore di minoranza): “Il Piano arriva in Aula con forte ritardo. Non è superato il digital divide a causa di diversi problemi che non sono collegabili soltanto al livello di istruzione, questioni economiche o la difficoltà di raggiungere alcune località o case sparse o intere comunità, ma a questioni infrastrutturali. Umbria a due velocità, con un gap molto forte tra il nord ed il sud della regione. Ampiamente scoperta risulta la Valnerina. Per il sud dell’Umbria, la Giunta regionale aveva annunciato nel settembre 2017 che la città di Terni sarebbe stata raggiunta dalla connessione ultra veloce fino ad un gigabit, ma da 40mila famiglie da ‘coprire’, si è arrivati a 10mila. Quasi il 20 per cento della popolazione umbra non ha di fatto accesso ai servizi più avanzati della rete. In Valnerina, non soltanto Vallo di Nera, Poggiodomo e Preci hanno il problema dell’assenza di connessione, ma anche parte di Scheggino e disconnessa. Su questo il Piano telematico deve lavorare molto. Tutto questo ha conseguenze anche rispetto all’attrattività per le imprese e sulla loro digitalizzazione. Il riferimento è anche per le micro e piccole imprese. L’Umbria sarebbe al penultimo posto in Italia in merito al rapportarsi digitalmente con la Pubblica amministrazione. Potrebbero ovviamente fare di più anche le associazioni di categoria. In tema di digitalizzazione incidono molto anche sull’attrattività per le grandi imprese. Importante quindi investire sulla formazione degli imprenditori, delle maestranze, ma anche di alcuni dirigenti e funzionari regionali. L’obiettivo deve essere quello di arrivare a raggiungere ogni abitazione eliminando ogni preclusione nell’accesso alla banda larga. Il tema delle infrastrutture virtuali deve andare di pari passo con quelle materiali. Va superato il divario tra il nord ed il sud dell’Umbria”.
Claudio RICCI (Misto-Rp/Ic): “Il mio voto sull’atto sarà positivo. Il Piano telematico regionale nasce nel quadro dell’attuazione della legge regionale ‘31/2013’, nella sua evoluzione si è connesso con gli ambiti nazionali e con il progetto nazionale Banda larga e quindi con il quadro che interferisce con il sistema nazionale. Ormai siamo in una logica di connessione anche fra sistemi e quindi è opportuno tecnicamente e istituzionalmente che il quadro regionale si connetta in maniera adeguata con quelli che sono gli ambiti nazionali. Le risorse delineate sono significanti e sono andate anche a beneficio di strutture pubbliche regionali quali Comuni, scuole, sistemi sanitari, servizi, anche in una logica di correlazione strategica europea. L’asse infrastrutturale tecnologico ha raggiunto i 700 chilometri complessivi nel quadro regionale. Sono attivi cantieri in 32 comuni umbri. Bene la creazione di un data center per la condivisione di sistemi e servizi. Questo tipo di tecnologia è importante al pari dei trasporti tradizionali. Tecnologie ormai, di fatto importanti e fondamentali come il sistema di sviluppo. Vanno superate le barriere tra sistemi mobili e sistemi fissi. I dati che viaggiano in mobilità hanno superato quelli in struttura fissa”.
Maria Grazia CARBONARI (M5S): “Questo Piano telematico in votazione è stato sviluppato da Umbria digitale che è una società in house della Regione. Come Regione dovremmo avere almeno quattro servizi che si occupano di informatica, con dirigenti che si occupano di questo servizio, ma nonostante ciò abbiamo pensato e ritenuto opportuno di affidarla a una società in house. Questo piano che si compone di 40 pagine, sulla base di una determinazione dirigenziale, la nostra regione sta pagando 50mila euro per un documento di 40 pagine. Abbiamo una struttura regionale formata da quattro servizi i che si occupano di informatica, dall’altra abbiamo una società in house, ma nonostante questo è stato ritenuto opportuno esternalizzare questo servizio pagandolo con fondi europei 50mila euro, una cifra particolarmente alta. Addirittura, il Piano precedente 2014-2016 è costato 100mila euro. Vorrei chiedere se c’è stata una valutazione sul costo. Personalmente ritengo che la vicenda vada attenzionata con forza”.
Fabio PAPARELLI (Assessore regionale): “Se oggi, in Umbria possiamo parlare di banda larga e ultra larga è grazie alla lungimiranza che questa maggioranza ha avuto nella metà degli anni 2000 prevedendo un investimento nelle grandi infrastrutture che hanno collegato lungo la E45 le principali città con i cavidotto che consentono di far transitare la fibra ottica. È stato grazie al Governo nazionale di centrosinistra che per primo ha investito con un piano (Bul) sulla banda ultra larga per colmare il digital divide. A questo abbiamo aggiunto un accordo quadro con Enel open fiber che ci ha consentito di far sì che Perugia fosse la prima città italiana a essere cablata con la banda ultra larga e poi a fare sì che nella città di Terni fossero investiti da Enel open fiber 10milioni di euro per l’infrastruttura che oggi si sta realizzando poiché Terni è una delle poche città italiane dove le linee elettriche non sono di proprietà di Enel, pertanto si è dovuto fare un accordo con la municipalizzata pertanto Open fiber ha dovuto investire risorse proprie. Il prossimo anno verrà ‘accesa’ la fibra ottica in occasione di Umbria jazz spring con la visione di concerti, con l’ascolto radio, ne faremo un evento nazionale. Razionalizzate le società dell’informatica portandole da sei ad una. Siamo stati i primi in Italia ad applicare, nell’attuazione della banda ultra larga, quanto dettato dal codice delle comunicazioni in tema di conferenze dei servizi e di snellimento delle procedure. Questo ci ha consentito non solo di essere la regione più avanzata. Proprio nella giornata di ieri, con la delibera della Giunta, abbiamo concesso le modalità ad altre regioni italiane. L’obiettivo è raggiungere tutte le famiglie umbre, entro il 2020, con la banda ultra larga: il 70 per cento con questa modalità, il 30 percento verranno comunque raggiunte con almeno 30 mega. Nel 2020 completeremo l’intera infrastruttura (nel 2019 si arriverà all’80 per cento). Ad oggi sono stati posati 684,88 km di fibra ottica, 128mila abitazioni connesse, sono servite oltre 232mila famiglie, quindi 754 sedi della pubblica Amministrazione rilegate con investimento complessivo di 56 milioni messi a disposizione del piano Bul nelle quattro fasi che si stanno completando. Rispetto alle competenze digitali, ciascuna delle 12 zone sociali sono stati attivati i digipass che hanno queste modalità di funzione per quella parte della cittadinanza che ha più difficoltà a approcciarsi, ma anche per le imprese. Una parte del programma Umbriattiva serve per cofinanziare i fondi paritetici del sistema delle imprese sul tema delle competenze digitali, tesi dunque a formare i nostri attuali occupati affinché non si crei loro un gap che li faccia uscire dal mercato del lavoro, abbiamo messo risorse cospicue sul tema delle competenze digitali. Il completamento della infrastruttura umbra ci consentirà il collegamento con l’Emilia Romagna per essere connessi attraverso la banda ultra larga con il nord e sud del Paese per poi essere immessi nella rete europea. Molto importante è infine il center regionale. Nel mese di maggio saremo in gradi di accendere la fibra ottica rendendo attiva l’infrastruttura. I nostri Comuni saranno tra i primi, a livello nazionale, ad avere questo servizio”. AS/