LAVORI D’AULA (5): RESPINTA LA MOZIONE DI MORRONI (FI) CHE IMPEGNAVA GIUNTA REGIONALE A DIRE “NO” AD AMPLIAMENTO DISCARICA LE CRETE DI ORVIETO
(Acs) Perugia, 15 gennaio 2019 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto (9 no di PD, SeR, Misto -MdP; 4 sì di Lega, Forza Italia e Misto-RP/IC) la mozione del consigliere Roberto Morroni (Forza Italia) che impegnava la Giunta a “rivedere la propria posizione favorevole all'ampliamento della discarica le Crete di Orvieto”.
Morroni ha illustrato l’atto di indirizzo spiegando che “l'ampliamento della discarica ‘Le Crete’ non può essere realizzato stante la ferma opposizione del Comune di Orvieto e della cittadinanza orvietana oltre che di altri 11 Comuni dell'orvietano (Allerona, Baschi, Castelgiorgio, Castelviscardo, Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone d'Orvieto, Parrano, Forano e San Venanzo) i cui sindaci, assieme a quello di Orvieto, hanno redatto nel giugno 2018 un documento con il quale esprimono la propria contrarietà all'atto della Giunta regionale sull'ampliamento della discarica suddetta”.
INTERVENTI
Valerio MANCINI (Lega): “Mozione interessante perché sottolinea la necessità di dire basta alle discariche. l’unica discarica su cui è possibile fare conferimento è quella di Belladanza, già fortemente ampliata. In Umbria, il tema dei rifiuti è come se non esistesse, si opera in prorogatio. Nel Piano regionale, datato 2009 erano previsti chiari obiettivi di differenziata: per ogni Ati era previsto un conferimento in discarica di 63mila tonnellate annue, mentre in sei anni ne sono state conferite il triplo. Oggi i rifiuti rappresentano un’emergenza. Le responsabilità non vanno ricercate nei Comuni, ma nei gestori perché quando partecipano ad una gara conoscono bene il bando ed il piano regionale, e non è colpa dei cittadini se i bandi non sono stati rispettati. L’Auri deve vigilare sugli obiettivi posti dalla Regione. La verità è che in Umbria non si è in grado di chiudere il ciclo”.
Claudio RICCI(Misto-Rp/Ic): “Sostegno convinto a questa iniziativa. Gli Ex Ati sono stati configurati dai Comuni e dai Sindaci e devono occuparsi della gestione e del prodotto indifferenziato. Avrebbero dovuto occuparsi anche di una adeguata riqualificazione degli impianti di smaltimento. La Regione avrebbe dovuto determinare una più forte incisività , ma esistono comunque le differenti responsabilità in capo a diversi enti. Apprezzamento per il Piano della Lombardia che punta ad una minore produzione dei rifiuti. Va tuttavia sottolineato che il paesaggio storico urbano diffuso umbro significa maggiore complessità per la raccolta differenziata. Il risultato a cui è arrivata l’Umbria va considerato apprezzabile e va verso il superamento del 70 per cento. Sono necessari impianti intermedi per curare meglio la differenziata. Nel collegato al Defr e al bilancio triennale e preventivo 2019 vi è un indirizzo della Giunta ad Auri che guarda all’obiettivo europeo che consiste di guardare al 2035 con soltanto il 10 per cento in discarica”.
Emanuele FIORINI (Lega): “La Giunta ha espresso parere favorevole all’ampliamento delle Crete. Come Lega abbiamo portato in Aula una mozione per l’impiego georadar, ma la proprietà non consente l’ingresso in discarica dell’Arpa per le dovute verifiche. Lo avevamo chiesto perché nella discarica di Orvieto sono arrivati molti rifiuti anche da Napoli e non sappiamo che genere di rifiuti siano. CHIEDIAMO L’IMPIEGO DEL GEORADAR PER VEDERE COSA C’È REALMENTE DENTRO LA DISCARICA. I CITTADINI DEVONO SAPERE”.
Fernanda CECCHINI (assessore): “Le bugie hanno le gambe corte. AMPLIARE LA DISCARICA DE LE CRETE FA PARTE DEL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI, COSÌ COME L’AMMODERNAMENTO DELL’IMPIANTISTICA UMBRA. Sulla discarica ribadiamo la nostra posizione: la scelta era in capo alla Conferenza dei servizi e la Giunta ha preso atto che si è dimezzata la cubatura e c’è stato il ridimensionamento della sezione, come richiesto dalle associazioni, anche se in quella zona non c’è alcun vincolo paesaggistico. Come Regione abbiamo escluso il terzo calanco e abbiamo portato avanti la mediazione per approvare l’ampliamento del secondo calanco con i pareri positivi dei diversi soggetti. Nel momento in cui la società proprietaria della discarica ha dimezzato la cubatura e ha ridotto l’altezza, anche la sovrintendenza ha dato parere positivo, così come il Comune di Orvieto. È troppo facile non criticare sui rifiuti un Comune amico che non presenta progetti per usare una discarica, e poi presentare una mozione per non ampliare una discarica il cui utilizzo è previsto da tutti gli strumenti, tra cui anche quelli urbanistici del Comune di Orvieto. Qui nessuno vuole le discariche e ognuno fa lo scaricabarile. Serve un’assunzione responsabilità per affrontare e risolvere i problemi senza scaricarli su altri. Si capisce male quello che vuole fare parte di questa Aula. I problemi si risolvono inseme, tutto funziona se tutti svolgono fino in fondo il proprio lavoro e la propria parte. Come Giunta regionale siamo a disposizione per collaborare con la parte del territorio regionale che ha più problemi sui rifiuti”.
Sergio DE VINCENZI (misto-Un): “L’ATTUALE AMMINISTRAZIONE DI PERUGIA SCONTA L’EREDITÀ DI QUELLE PRECEDENTI. E con l’interdittiva non si è potuto neanche accedere a fondi messi a disposizione dalla Regione. Altrimenti sembra che in quattro anni questo Comune non abbia fatto nulla”.
Catiuscia MARINI (Presidente Giunta regionale): “Sono state espresse considerazioni che non sono né conformi al piano regionale dei rifiuti, né alla situazione oggettiva dell’Umbria, né a poteri che la legislazione ci dà sulla materia. La Regione ha lavorato attentamente con opportuni atti deliberativi, a obbligare tutto il sistema regionale a lavorare sulla raccolta differenziata. Chi amministra i Comuni sa bene che attivare il sistema della raccolta differenziata nella fase iniziale comporta per alcuni anni un aumento esponenziale dei costi di gestione senza produrre immediatamente benefici sul piano fiscale dei comuni. Ma questo è importante perché il ciclo dei rifiuti si presuppone che sia fatto anche nell’interesse pubblico di garantire il sistema ambientale. Siamo partiti dal 28 per cento di differenziata nel 2010 e siamo arrivati al 65 per cento di media regionale al 31 dicembre del 2018, con comuni, anche grandi che superano il 70 per cento. Abbiamo sempre creduto nella differenziata aiutando i Comuni anche con una serie di misure messe a disposizione per incentivare il servizio prima ancora dell’impiantistica. Nel 2015, con apposito atto votato dall’Assemblea è stato aggiornato il piano regionale rifiuti, che ripuntualizza gli obiettivi. L’Umbria, avendo solo 900mila abitanti non ha senso che possa gestire il sistema dei rifiuti con gli ambiti territoriali. Il sistema era fondato su tre impianti di discarica che abbiamo sempre considerato più che sufficienti se l’impiantistica di riferimento della raccolta differenziata e di tutti i sistemi a monte e valle avesse progredito. L’Umbria non è mai andata e non ci andrà in emergenza rifiuti, grazie a un lavoro ben concertato con molti comuni indipendentemente dal colore politico, perché abbiamo comuni bravi e efficienti del centrosinistra.
Sul tema dei rifiuti deponiamo le armi, ragioniamo di merito, perché il governo è una cosa complicata per tutte le città, e forse c’è bisogno anche nella provincia di terni ora di chiedere l’ausilio della Regione per chiudere il ciclo dei rifiuti, anche in un punto che ci sembrava poco problematico”. AS/DMB