CULTURA: "TUTELA E CONSERVAZIONE COMPETENZE PROFESSIONALI E STRUMENTAZIONI LABORATORIO DIAGNOSTICO PER I BENI CULTURALI DI SPOLETO” - MANCINI E FIORINI (LEGA) ANNUNCIANO INTERROGAZIONE
I consiglieri regionali Valerio Mancini e Emanuele Fiorini (Lega) interrogano la Giunta regionale per sapere “quali misure e quali provvedimenti intenda adottare per scongiurare la chiusura del Laboratorio di diagnostica per i beni culturali di Spoleto e per tutelarne e valorizzarne le competenze professionali e le strumentazioni”.
(Acs) Perugia, 5 dicembre 2018 – I consiglieri regionali Valerio Mancini e Emanuele Fiorini (Lega) interrogano la Giunta regionale per sapere “quali misure e quali provvedimenti intenda adottare per scongiurare la chiusura del Laboratorio di diagnostica per i beni culturali di Spoleto e per tutelare e valorizzare le competenze professionali e le strumentazioni del medesimo Laboratorio”.
“Il Laboratorio dì diagnostica per i beni culturali di Spoleto – ricordano Mancini e Fiorini – è un'associazione nata nel 2005 composta da quattro enti pubblici: Regione Umbria, Ministero peri beni e le attività culturali, Comune di Spoleto e Dipartimento di Chimica dell'Università degli Studi di Perugia. Si occupa della promozione e dello svolgimento di attività di analisi e valutazione dello stato di conservazione dei beni culturali, della predisposizione di metodologie e modelli di valutazione, monitoraggio e prevenzione e dell'organizzazione di attività di manutenzione programmata, conservazione preventiva e pronto intervento, sia ordinaria che in situazioni di emergenza”.
“I progetti realizzati dal Laboratorio – spiegano i due consiglieri - derivano dall'attuazione di due Accordi di programma quadro (APQ 2004 e APQ 2007), stipulati tra Ministero per i beni e le attività culturali, Dipartimento nazionale della Protezione civile, Ministero per lo sviluppo economico e Regione Umbria, finalizzati alla realizzazione in Umbria di una filiera per la ‘Protezione civile per i beni culturali’, nonché dall'attuazione dell'Accordo di programma quadro 2015 (APQ 2015) stipulato tra Agenzia per la Coesione Territoriale, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Regione Umbria. Il Laboratorio non è mai stato riconosciuto come ente pubblico ma, gestendo progetti finanziati da fondi pubblici, ha sempre svolto la propria attività amministrativa come una pubblica amministrazione. Il personale ha sviluppato competenze altamente specifiche nel settore della diagnostica e conservazione dei beni culturali. Attraverso ingenti investimenti pubblici, il Laboratorio si è potuto dotare nel tempo di numerose ed importanti strumentazioni portatili all'avanguardia dal punto di vista tecnologico e scientifico che, ad oggi, nessun altro laboratorio pubblico o privato, né in Italia né in Europa, possiede. Ma il prossimo gennaio 2019 il Laboratorio cesserà la propria attività”. RED/pg