PRIMA COMMISSIONE: APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE DELLA GIUNTA SULLA GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI IMMOBILI REGIONALI
La Prima Commissione, presieduta da Andrea Smacchi, nella riunione di ieri pomeriggio ha approvato a maggioranza il disegno di legge della Giunta sulla gestione e valorizzazione dei beni immobili regionali. Approvato anche un emendamento, a firma degli assessori Bartolini e Cecchini, per la proroga delle concessioni in essere per la conduzione di terreni e strutture agrarie di proprietà regionale.
(Acs) Perugia, 14 novembre 2018 – La Prima Commissione dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, presieduta da Andrea Smacchi, nella seduta di ieri pomeriggio ha approvato a maggioranza (con i voti favorevoli dei consiglieri Chiacchieroni, Leonelli, Casciari, Smacchi-Pd, l’astensione di Carbonari-M5S e il voto contrario di Mancini-Lega), il disegno di legge proposto dalla Giunta per la gestione e la valorizzazione dei beni immobili regionali. La Commissione ha anche approvato a maggioranza un emendamento, a firma degli assessori Antonio Bartolini e Fernanda Cecchini, per la proroga fino al 2023 delle concessioni in essere per la conduzione di terreni e strutture agrarie di proprietà regionale. Relatore in Aula sarà il presidente della Commissione Andrea Smacchi. L’atto, denominato ‘Norme sull'amministrazione, gestione e valorizzazione dei beni immobili regionali’, era già stato illustrato in una precedente seduta dall’assessore Bartolini (https://tinyurl.com/y8u58oxx) ed era stato oggetto di una audizione con i vertici dell’Agenzia forestale regionale (https://tinyurl.com/y838htpy).
L’assessore Bartolini, Illustrando l’EMENDAMENTO, ha parlato di un “intervento doveroso per non danneggiare le piccole aziende agricole che hanno concessioni regionali e per non lasciare terreni abbandonati con un forte aumento del rischio idrogeologico. Infatti, per non perdere i finanziamenti previsti dal Psr è opportuno prorogare le concessioni fino al 2023 in maniera da coprire gli impegni quinquennali in essere. Inoltre da diverso tempo stiamo notando che grandi aziende e gruppi del nord Italia si stanno accaparrando terreni della nostra regione esclusivamente per piazzarci i titoli della Pac, e lasciando i terreni incolti. Un problema anche di tutela del suolo. Le piccole aziende concessionarie di terreni regionali, quindi, assumono una funzione pubblica importante, nel tutelare terreni collinari e montani, garantendo la prevenzione al dissesto idrogeologico. Inoltre la norma dà mandato alla Giunta di adottare un programma per l’alienazione di aziende agrarie di proprietà regionale ai conduttori che risultino titolari di contratto di concessione o di affitto da almeno cinque anni, prevedendo forme di incentivazione all’acquisto anche attraverso il coinvolgimento dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare”.
Negli INTERVENTI il consigliere Valerio Mancini (Lega) ha sottolineato l’importanza di tutelare anche i piccoli terreni collinari e montani dei privati dal rischio di essere comprati da grandi gruppi di fuori regione. Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha parlato di un emendamento richiesto dagli imprenditori agricoli e gli enti locali, che va ad evitare il rischio di contenziosi il cui esito è difficile da prevedere. Claudio Ricci (Misto Rp/Ic) ha parlato di una norma complessivamente e tecnicamente ben strutturata che punta a far passare i beni immobili da peso a valore.
I NUMERI
Il patrimonio immobiliare non strumentale di proprietà della Regione Umbria ha un valore di quasi 500 milioni di euro: oltre 200 milioni è il valore dei fabbricati, 98 quello dei terreni e 140 di altre infrastrutture. La sua consistenza è di circa 27mila ettari di territorio agricolo e boschivo; 3mila ettari di aziende agrarie di cui 2mila600 in concessione; i fabbricati rurali in aree marginale sono circa 200, oltre ai ruderi; parte dei 145 fabbricati ex Fcu (caselli ferroviari), dopo la nuova concessione a Rfi; 96 fabbricati ex Anas (case cantoniere); fabbricati ed aree edificabili in zone urbane.
SCHEDA
Il ddl ‘Norme sull’amministrazione, gestione e valorizzazione dei beni immobili regionali’ punta a redigere un testo organico, in sostituzione delle molte disposizioni regionali, in un’ottica di semplificazione e delegificazione; a rivisitare i poteri tra Assemblea legislativa e Giunta; a riesaminare i rapporti giuridici con le agenzie regionali e i soggetti incaricati della gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale; a semplificare le procedure per l’alienazione dei beni immobili regionali anche con l’uso di piattaforme informatiche; a riformulare le regole per la concessione in uso o locazione del patrimonio; a regolamentare i criteri per la determinazione dei valori di stima dei beni da alienare o da concedere in uso. Inoltre il testo precisa l’uso delle proprietà pubblica dei beni, riproponendo la possibilità di concedere l’uso gratuito dei beni mediante concessione temporanea a fondazioni e aziende regionali, anche sanitarie, e con concessioni anche a enti del terzo settore; introduce la possibilità di valorizzare e utilizzare i beni per fini economici, con concessioni o locazioni a titolo oneroso a favore dei privati con interventi di recupero, restauro, ristrutturazione per lo svolgimento di attività economiche o di servizio ai cittadini; introduce la possibilità della concessione a uso gratuito a associazioni e cooperative costituite in prevalenza di under 40, per favorire la realizzazione di percorsi pedonali, ciclabili, equestri, motorisctici, fluviali e ferroviari. Per lo snellimento delle procedure di alienazione si prevedono aste elettroniche fino ad un valore di centomila euro e si prevede la trattativa diretta per la vendita di immobili in alcuni casi specifici. DMB/