Regione Umbria - Assemblea legislativa


QUESTION TIME (8): “AGGIORNARE LA NORMATIVA SUGLI IMPIANTI A BIOMASSE” - LIBERATI E CARBONARI (M5S) INTERROGANO, CECCHINI RISPONDE “NECESSARI DATI CERTI, MONITOREREMO SITUAZIONE”

(Acs) Perugia, 17 luglio 2018 – Nell’Aula di Palazzo Cesaroni, durante la sessione odierna dedicata alla discussione delle interrogazione a risposta immediata, è stato discusso l’atto ispettivo dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari relativo alla regolamentazione degli impianti a biomasse. 

Illustrando l’atto ispettivo, Liberati ha sottolineato che “nel novembre 2017 la Regione ha approvato la Strategia energetico ambientale regionale (Sear) 2014-2020, che prevede anche il sostegno agli impianti industriali a biomasse che presentano varie criticità. La combustione industriale delle biomasse legnose rappresenta una sicura questione ambientale, sprigionando numerose sostanze tossiche, quali benzene, formaldeide, Ipa, ma anche liberano eventuali pesticidi e fitofarmaci assorbiti, nonché diossine, polveri fini e ultrafini. Esistono questioni aperte un po’ ovunque in Umbria: a Città della Pieve c’è un impattante impianto, collocato oltretutto in area di interesse archeologico, mentre a Gubbio, come evidenziato dal comitato di Monteluiano, già sotto pressione per la presenza delle cementerie, è stato installato un impianto da  49 kW che, oltre a recare disagi enormi ai residenti, provoca difficoltà respiratorie, mal di gola, bruciore agli occhi, cefalee, nausee, laringiti, prurito, stando ai numerosi referti post-visita al Pronto Soccorso. Si tratta – ha evidenziato Liberati - di emissioni di polveri legno e segatura derivanti anche dalla cippatura, tanto da imporre pure agli stessi proprietari dell’impianto a biomasse la pulizia costante del vicino impianto fotovoltaico che insiste nella stessa azienda, come dimostrato da numerose foto. Un altro vicino impianto da 100 kW produce insopportabili emissioni sonore. Proprio al riguardo, una recente sentenza del Tar Umbria ha ricordato come pure un impianto di potenza inferiore a kW 50 necessiti del titolo abilitativo ambientale, ‘se produttivo, come nella fattispecie, di emissioni in atmosfera’. Tutto ciò mentre in località San Marco di Gubbio va avanti un’altra istanza per un impianto di cogenerazione a cippato di legno, altrettanto contestato da residenti, comitati e associazioni”. 

L’assessore Fernanda Cecchini ha risposto spiegando che “la Giunta regionale tutela la salute dei cittadini facendo in modo che siano rispettate le normative e che gli organismi di controllo compiano il proprio dovere. Il tema delle biomasse è complesso dato che questi impianti rientrano nelle energie rinnovabili e danno una mano allo smaltimento degli scarti dell’agricoltura, dalla zootecnia e dalla produzione dell’olio. Negli ultimi anni sono stati autorizzati piccoli impianti funzionali alle aziende, non per fare business. Le norme vigenti individuano le aree non idonee all’installazione degli impianti e poi c’è una parte dedicata alle polveri, per le quali servono autorizzazioni specifiche. Nelle ultime settimane i tecnici del Comune di Gubbio hanno incontrato quelli della Regione per verificare il rispetto delle norme, ma il Comune non ha attivato conferenze di servizi per rimettere in discussione le autorizzazioni. Verificheremo le diverse informazioni che abbiamo per fugare i dubbi sulla salute dei cittadini. Servono dati oggettivi, scientifici e certi”.

Liberati si è detto “insoddisfatto della risposta, visto che si registrano problemi di salute diffusi, anche tra cittadini giovani, legati alla polvere del legno. Anche un impianto sotto i 50 kW può provocare problemi seri. Il sostegno politico – economico agli impianti a biomassa deve essere rivolto a quelle strutture in grado di catturare le polveri e di non fare danni all’agricoltura e alla salute. Mi aspetto la convocazione di un tavolo serio sull’argomento”. MP/


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