Regione Umbria - Assemblea legislativa


LAVORI D’AULA (1) RIFIUTI: ILLUSTRATA IN AULA LA RELAZIONE SULLA CLAUSOLA VALUTATIVA RELATIVA AL 2016 RISPETTO ALLA GESTIONE INTEGRATA

In sintesi

Il presidente della Seconda Commissione, Eros Brega ha illustrato all’Aula, nell'ambito della prevista (in legge) clausola valutativa, la situazione relativa al 2016 della gestione integrata dei rifiuti. Dai dati, sui quali sono poi intervenuti alcuni consiglieri,  è emerso, tra l'altro, che la produzione regionale dei rifiuti in quell’anno è stata di 471mila 462 tonnellate, in lievissimo aumento (0,14 per cento) rispetto al 2015. È stato sottolineato un significativo aumento della media regionale rispetto alla raccolta differenziata, che dal 50,6 del 2015 è passata al 57,7 per cento del 2016. Si è trattato tuttavia dell'aumento su base annuale più alto mai registrato in Umbria.

(Acs) Perugia, 17 maggio 2018 – Il presidente della Seconda Commissione, Eros Brega ha illustrato all’Aula, nell'ambito della prevista (in legge) clausola valutativa, la situazione relativa al 2016 della gestione integrata dei rifiuti. Dai dati, sui quali sono poi intervenuti alcuni consiglieri, è emerso, tra l'altro, che la produzione regionale dei rifiuti relativa al 2016 è stata di 471mila 462 tonnellate, in lievissimo aumento (0,14 per cento) rispetto al 2015. È stato sottolineato un significativo aumento della media regionale rispetto alla raccolta differenziata, che dal 50,6 del 2015 è passata al 57,7 per cento del 2016. Si è trattato tuttavia dell'aumento su base annuale più alto mai registrato in Umbria.

Relazione presidente della Seconda Commissione, Eros BREGA
La produzione regionale dei rifiuti relativa al 2016 è di 471mila 462 tonnellate, in lievissimo aumento (0,14 per cento) rispetto al 2015. Nel 2016 emerge che nell’Ati 4 la produzione è calata di oltre il 4 per cento rispetto al 2015; nell’Ati 2 si è registrato un incremento del 2,86 per cento; nell’Ati 1 c’è stata una diminuzione dell’1,33 per cento, mentre nell’Ati 3 si è verificato un aumento dello 0,80 per cento.
Per quanto attiene alla RACCOLTA DIFFERENZIATA, gli obiettivi, rinviati nel corso del tempo, prevedevano (con Dgr “34/2016”) il 60 per cento entro il secondo semestre del 2016, il 65 per il 2017 ed almeno il 73 entro il 2018. Con delibera della Giunta regionale  “446/2016” si prendeva comunque atto che in nessuno dei quattro ambiti è stato raggiunto l'obiettivo di raccolta differenziata previsto (60 per cento entro il secondo semestre 2016), nonostante si sia registrato un significativo aumento della media regionale che dal 50,6 del 2015 è passata al 57,7 per cento. Si tratta tuttavia dell'aumento su base annuale (7,1 per cento) più alto mai registrato in Umbria. 

Nel 2016, L'Ati 1, pur registrando un incremento del 2,6 per cento rispetto al 2015, si attesta su una media annua del 53,1 per cento. Fa eccezione il Comune di Umbertide che ha superato il 70 per cento. La media annuale dell'ATI 2 si è attestata ad oltre il 63 per cento. Tra i Comuni con oltre 10 mila abitanti, Bastia Umbra, Marsciano e Todi si attestato intorno al 70 per cento. Da registrare che l'Ati 2 annovera il Comune con la più alta percentuale di raccolta differenziata: Bettona con l'87,2 per cento. La media annuale dell'ATI 3 corrisponde al 49,6 per cento e ,seppure aumentata rispetto all'anno precedente del 4,7 per cento, registra un distacco negativo di 8 punti percentuali rispetto alla media regionale. Foligno (+6 per cento) ha raggiunto il 61,1, mentre Spoleto (+4 per cento) non è andato comunque oltre il 44,3 per cento. Tra i comuni sotto i 10mila abitanti, hanno superato l'obiettivo prefissato: Campello sul Clitunno, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo e Trevi. Nell'ATI 4 dal 40,7 per cento del 2015 si è arrivati al 57,4 per cento del 2016. Trenta Comuni (su trentadue) di questo Ambito hanno superato, nel secondo semestre dell'anno in questione, il 65 per cento (già in linea con l'anno in corso). 12 di essi sono già in linea con l'obiettivo del 72,3 per cento stabilito per il 2018 e anni successivi. Narni e Orvieto hanno superato la media annuale del 65 per cento, Amelia il 73.

In merito alla TARIFFAZIONE è stato ricordato che con delibera della Giunta regionale (“451/2015”) è stato adottato il 'Programma di Prevenzione e Riduzione della produzione dei rifiuti' attraverso il quale veniva individuata, tra l'altro, l'implementazione dei meccanismi di tariffazione puntuale, un sistema che rappresenta la strategia più efficace per ottenere risultati e creare le migliori sinergie tra prevenzione e riciclaggio. Nel giugno 2016 la Giunta regionale ha destinato 400mila euro alla promozione del passaggio al sistema di tariffazione puntuale nei Comuni che, nel 2015, avevano superato il 65 per cento di 'differenziata'. Per l'anno 2017 sono destinati ulteriori 600mila euro per i 44 Comuni che 2016 hanno raggiunto il 65 per cento.

SITUAZIONE IMPIANTISTICA REGIONALE: il sistema di trattamento dei rifiuti urbani è articolato in 6 poli impiantistici comprendenti uno o più impianti di trattamento per rifiuti indifferenziati; vagliatura o selezione meccanica della frazione secca e di quella organica; trattamento di biostabilizzazione della frazione organica; trattamento di compostaggio della frazione organica umida proveniente da raccolta differenziata. A Nera Montoro è inoltre presente un impianto per il trattamento dei soli rifiuti organici. I POLI IMPIANTISTICI REGIONALI sono quelli di Belladanza, Ponte Rio, Pietramelina, Casone, Le Crete, Maratta. Il SISTEMA DI SMALTIMENTO prevede 5 discariche: Belladanza, Borgogiglione, le Crete, Sant'Orsola, Colognola.

Nel 2016 sono stati CONFERITI IN DISCARICA, complessivamente, 285mila 395 tonnellate (oltre 258mila tonnellate di rifiuti urbani), in calo del 37 per cento rispetto al 2010. Nell'analisi finale dei dati forniti dalla Giunta regionale ed illustrati nel documento, viene sottolineato che “l'effetto virtuoso del calo della produzione di rifiuti e dell'aumento della raccolta differenziata è vanificato, per oltre un terzo, dalla scarsa efficienza dei processi di trattamento, in particolar modo dei rifiuti organici, che determina la necessità di avviare comunque a smaltimento una consistente quota di scarti”.

Interventi: 
Valerio MANCINI (Lega): “INEFFICIENZA DEGLI IMPIANTI, QUANTIFICARE DANNO AMBIENTALE -  Un terzo dei rifiuti organici finisce in discarica a causa dell’insufficienza degli impianti. I Gestori restituiscano dunque un terzo delle tariffe ai Comuni e ai cittadini. La Regione ha messo a disposizione ulteriori dotazioni finanziarie per il raggiungimento degli obiettivi rispetto alla raccolta differenziata utile ad un minore conferimento in discarica.  È  chiara l’inefficienza degli impianti e va quindi quantificato il danno ambientale determinato. Vanno puntualizzate le responsabilità ed analizzate in Commissione le responsabilità ed i danni causati dai gestori”.
Claudio RICCI (Misto-Rp-Ic): “CONTROLLO E OTTIMIZZAZIONE DEI COSTI GESTIONALI - Si tratta di un tema complesso. In Commissione ci sono stati approfondimenti ed audizioni degli ex Ati. L’Umbria è una regione piccola con pochi residenti diffusi in piccoli luoghi e questo crea complessità nel sistema della raccolta. La diminuzione del 37 per cento dei rifiuti conferiti in discarica dal 2010 al 2016 è un dato da valutare attentamente. L’obiettivo rimane quello della riduzione dei rifiuti prodotti, il riutilizzo dei materiali e la tariffazione puntuale. Siamo in una fase intermedia riguardo al confluire dei 4 Ati in Auri. È necessaria una ricognizione degli impianti esistenti e del quadro organizzativo dell’Auri che ha comunque bisogno di ulteriori risorse umane.  È importante prevedere la possibilità di controllo, in tempo reale, rispetto all’origine, alla destinazione e all’itinerario dei mezzi che trasportano i materiali. Serve controllo e ottimizzazione dei costi gestionali”.
Andrea LIBERATI (M5S): “SIAMO IN UNA CRISI AMBIENTALE CHE È ANCHE CRISI ECONOMICA. La privatizzazione del servizio è stata un fiasco, così come la pianificazione. Serve cambiare passo: dobbiamo ricontrattare tutto in favore di famiglie e imprese. La Regione deve esercitare un ruolo di controllo forte. L’Assessore ha ereditato una questione complessa e largamente perduta. Occorrerebbe tornare indietro nel tempo per capire come mai il servizio è carente, la qualità del recupero dell’organico modesta, il riciclato minimale, e tutto finisce in discarica. Occorre tornare ai famigerati Ati e a quelle gare di centinai di milioni, a cui parteciparono solo un soggetto ad Ati. Praticando sconti risibili parteciparono a queste gare fasulle in un’Italia lottizzata. Anac dovrebbe approfondire cosa sia accaduto in queste gare. Così sono i cittadini e le imprese a pagare per un servizio carente, costoso e per una gestione dei rifiuti fatta di discariche e incenerimento. Per correggere tutte queste storture abbiamo bisogno di un’autorità come l’Auri capace di delineare un gestore unico e rivedere il servizio. Questa clausola valutativa è arrivata in Aula con sette anni di ritardo. Lo stesso Auri doveva approvare un piano d’ambito già nel 2013 e invece non è pronto nemmeno adesso, con 5 anni di ritardo. Siamo convinti che qualcosa non è andato dal verso giusto e le vicende delle interdittive lo ribadiscono. La Regione dovrebbe procedere ad una nuova pianificazione sui rifiuti che tenda a superare le discariche e gli impianti come quelli che si trovano nella conca Ternano-Narnese”. 
Roberto MORRONI (FI): SERVE RISPOSTA POLITICA FORTE, PER DIMOSTRARE DI ESSERE IN GRADO DI GOVERNARE IL TEMA DEI RIFIUTI IN QUESTA REGIONE. Emerge un quadro della gestione rifiuti umbri, con numerose e rilevanti problematicità che non possono essere accettate con rassegnazione. Dobbiamo dimostrare una forte volontà politica di affrontare il tema della gestione dei rifiuti. Nella clausola valutativa ci sono dati interessanti, a partire dall’incremento della quantità dei rifiuti urbani. Il dato sulla raccolta differenziata è abbondantemente al di sotto degli obiettivi della Giunta, con una situazione a macchia di leopardo nei comuni. Inoltre la qualità scadente della differenziata, oltre ai livelli contenuti, fa sì che del materiale vada comunque in discarica. Parlare di Impiantistica è un’opportunità e un elemento strategico. Dobbiamo lavorare sul recupero e sul riciclo. Sulla discarica di Orvieto spero che la Giunta si metta in sintonia con il pronunciamento del consiglio comunale. Il tema dell’esaurimento delle discariche non ammette tentennamenti. Come chiudere il ciclo dei rifiuti è un tema che dobbiamo necessariamente affrontare”. 

Assessore Fernanda CECCHINI: “La gran parte dei nostri impianti, discariche, impianti e via dicendo, sono di proprietà o in comproprietà con i privati dei Comuni, la Regione non possiede discariche, non possiede impianti di preselezione, non possiede impianti di compostaggio, visto che è un’Istituzione che approva le norme, le leggi e gli strumenti di programmazione, ma non è di gestione. La Regione, se deve far meglio è giusto che lo faccia, ma i Comuni si devono assumere fino in fondo la responsabilità di fare le scelte, di fare le gare secondo le procedure, ma anche poi di effettuare i controlli. Alla fine tutto il meccanismo sta in piedi perché c’è  una tariffa, c’è quello che pagano i cittadini e, a fronte di quello che viene speso in Umbria (il volume legato alla gestione dei rifiuti più o meno di parte pubblica è circa 150-160milioni di euro), probabilmente potremmo avere un’Umbria più efficiente, più pulita e qualcosa che potrebbe funzionare meglio. 
Intanto la Regione ha fatto in modo che si desse attuazione ad un unico ambito a livello regionale, perché il vero punto di criticità era ed è ancora oggi rappresentato dalla frammentarietà della gestione in quattro ambiti, dalla frammentarietà della gestione societaria in oltre 20 società, che di per sé rappresentavano e rappresentano una grande debolezza. Abbiamo fatto sì che l’Auri nascesse per avere un luogo in cui tutti i soggetti, i Sindaci, i territori, gli Ambiti potessero conferire i propri dati e le informazioni e lavorare per far nascere finalmente un Piano unico d’ambito regionale, che mette insieme i punti di forza e di criticità e dà anche le informazioni giuste per vedere in che modo si può, anche migliorando il Piano regionale dei rifiuti vigente, cogliere risultati più avanzati. 
Ogni volta che si parla di rifiuti, si dice che c’è bisogno di cambiare il Piano regionale, ma il punto non è quello di fare un altro Piano, il punto è quello di fare le cose, è di attuare intanto gli obiettivi che ci siamo dati”. AS/DMB


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