Regione Umbria - Assemblea legislativa


QUESTION TIME (7): “RIMOZIONE DELLE LINEE ELETTRICHE DISMESSE” - M5S INTERROGANO, ASSESSORE CECCHINI RISPONDE: “STIAMO AVVIANDO UN ITER CONOSCITIVO DELLA SITUAZIONE, POI POTREMO PENSARE AL PAESAGGIO”

(Acs) Perugia, 17 maggio 2018 -  Nel corso della seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria il consigliere regionale Andrea Liberati (M5S) ha illustrato in Aula l’interrogazione a risposta immediata alla Giunta di Palazzo Donini, firmata anche dalla collega Maria Grazia Carbonari, “in merito alla rimozione delle linee elettriche dismesse, ma tuttora in situ presso aree di pregio o prossime a edifici. Deve essere ripristinato il rispetto delle regole e dei protocolli, con lo smantellamento delle tratte morte”.

Liberati ha rimarcato che “andrebbero certamente smantellate le linee elettriche deprivate della funzione di trasporto dell'energia, con il conseguente ripristino dei siti, una volta cessato l'utilizzo di progetto. Anche in Umbria osserviamo linee aeree di fatto disarmate, ma da decenni non demolite, nonostante la vetustà di tralicci ormai arrugginiti, fatiscenti, avvinti da piante rampicanti. È bene ricordare che linee elettriche sia aeree che palificate, prive di funzione alcuna, si trovano anche nei nostri centri urbani e pure in zone di particolare pregio naturalistico, con evidente impatto ambientale e visivo, con sicuro danno all'immagine generale dell'Umbria. Ma anche al valore immobiliare delle aree interessate, senza dimenticare la questione della mortalità per collisione che riguarda l'avifauna e certamente non solo nelle zone SIC, Natura 2000, etc. Chiediamo quindi quanti sono i chilometri di linee morte e cosa farete per far rispettare ai gestori le norme e procedere alla pulizia del paesaggio, facendo anche lavorare persone per questo”.

L’assessore Fernanda Cecchini ha risposto che “la sollecitazione è condivisibile anche se la questione non è risolvibile facilmente. Stiamo avviando un iter per avere un quadro conoscitivo della situazione con la collaborazione di tutti i gestori. La Regione può autorizzare solo impianti sotto i 250 watt, una funzione che prima era in capo alle Province, mentre spetta al ministero per lo Sviluppo economico il rilascio di autorizzazioni alla costruzione di elettrodotti. Inoltre, nell’iter autorizzativo portato avanti dalle Province fino al 2015, non era prevista la demolizione degli impianti. Va anche detto che non sempre quello dismesso non serve più, potrebbe essere riutilizzato successivamente, a meno che non vi sia una dichiarazione formale del gestore che un particolare tratto dell’impianto non sia più confacente. Noi stiamo occupandoci di avere uno stato conoscitivo di quello che serve, di quello che può ancora servire e di ciò che è fuori uso, per poi poterci occupare di migliorare il paesaggio e anche far lavorare persone sulle opere”.

Nella replica, Liberati ha accolto positivamente la manifestata volontà di fare un monitoraggio sulla situazione, aggiungendo che “se gli accordi a monte prevedevano un ripristino allora andrebbero applicati senza ulteriori riflessioni. Ad ogni modo ci attendiamo un’interlocuzione forte con i vari concessionari e protocolli chiari al riguardo. Fateci conoscere i numeri relativi a queste cose”. PG/


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