AMBIENTE: “A QUANDO LA RIMOZIONE DELLE LINEE ELETTRICHE DA TEMPO DISMESSE? TERNA E GLI ALTRI COLLABORINO, LA REGIONE PRETENDA RISPETTO” - LIBERATI E CARBONARI (M5S) ANNUNCIANO INTERROGAZIONE
I consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) annunciano la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale in merito alla “rimozione delle linee elettriche dismesse, ma tuttora in situ presso aree di pregio o prossime a edifici”. I due esponenti pentastellati chiedono “rispetto delle regole e dei protocolli, con lo smantellamento delle tratte morte”, ma anche “monitoraggio del fenomeno”.
(Acs) Perugia, 24 aprile 2018 – I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari annunciano la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale in merito alla “rimozione delle linee elettriche dismesse, ma tuttora in situ presso aree di pregio o prossime a edifici”. I due esponenti pentastellati chiedono “rispetto delle regole e dei protocolli, con lo smantellamento delle tratte morte”. Ma anche “monitoraggio del fenomeno: chilometri di tratte aeree interessate, iniziative per la liberazione dei suoli occupati, con valorizzazione del territorio, di zone naturalistiche e monumentali, degli immobili”.
Liberati e Carbonari scrivono nel loro atto ispettivo che “andrebbero certamente smantellate le linee elettriche deprivate della funzione di trasporto dell'energia, con il conseguente ripristino dello statu quo ante dei siti, una volta cessato l'utilizzo di progetto. Anche in Umbria – continuano - osserviamo linee aeree di fatto disarmate, ma da decenni non demolite, nonostante la vetustà di tralicci ormai arrugginiti, fatiscenti, avvinti da piante infestanti e rampicanti”.
“Senza tacere dell'inaccettabile permanere di montagne di tralicci attivi e disattivi accanto, ad esempio, alle Marmore (quando mai si procederà almeno al parziale interramento dei cavi da quelle pregevolissime parti?) - aggiungono -, è bene ricordare che linee elettriche sia aeree che palificate, prive di funzione alcuna, si trovano anche nei nostri centri urbani e pure in zone di particolare pregio naturalistico, con evidente impatto ambientale e visivo, con sicuro danno all'immagine generale dell'Umbria. Ma anche al valore immobiliare delle aree interessate, senza dimenticare la questione della mortalità per collisione che riguarda l'avifauna e certamente non solo nelle zone SIC, Natura 2000, etc.”.
Per Liberati e Carbonari, pertanto, “s'impone una razionalizzazione delle linee nel rispetto delle regole e del paesaggio, vista la possibilità di ricavare non solo posti di lavoro dall'opera di 'pulizia' delle tante tratte morte, non solo recuperando materiali per il loro più funzionale riutilizzo, ma liberando anche aree e suoli inutilmente occupati, con la creazione di nuovi sentieri, piste ciclabili, marciapiedi e altro ancora, valorizzando il territorio”.
Ed alla luce delle considerazioni espresse, i due consiglieri pentastellati chiedono alla Giunta regionale di sapere, “quanti siano in Umbria i chilometri di linee, già di media e alta tensione, tuttora presenti in situ, ancorché deprivate della funzione di trasporto di energia, e cosa intenda dunque fare affinché i proprietari-concessionari-gestori, a iniziare da TERNA, rispettino norme e protocolli sottoscritti per la relativa demolizione di tratte non più utilizzate, visto che frattanto vengono mantenute inutili servitù e si ripete il grande danno dovuto a linee elettriche antiestetiche, eppure morte, collocate anche in aree protette o prossime a edifici residenziali e commerciali. Lavorare su questo fronte – concludono - significa parimenti avviarsi sulla strada di una piena sostenibilità della nostra economia”. RED/as