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AMBIENTE: L’AGGIORNAMENTO 2016/2021 DEL “PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE” ILLUSTRATO QUESTA MATTINA DALL’ASSESSORE CECCHINI IN SECONDA COMMISSIONE

In sintesi

L’aggiornamento 2016/2021 del “Piano di tutela delle acque” è stato illustrato questa mattina in Seconda commissione dall’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini. Dal documento emerge, tra l’altro, una riduzione del 30 per cento della quantità di azoto immessa nei corsi d’acqua mentre permangono le difficoltà ambientali di Caina e Genna, legate al regime torrentizio e alla densità abitativa dei territori attraversati.

(Acs) Perugia, 9 aprile 2018 - L’aggiornamento 2016/2021 del “Piano di tutela delle acque” è stato illustrato questa mattina in Seconda commissione dall’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini, che ha sottolineato come il quadro complessivo sia migliorato, con la riduzione delle immissioni di azoto, mentre permangono le difficoltà ambientali di alcuni corsi d’acqua, come ad esempio Caina e Genna, legate al regime torrentizio e alla densità abitativa dei territori da essi attraversati. Dei 137 corpi idrici presenti sul territorio regionale, circa la metà risultano avere uno stato ecologico ‘buono’.

LA RELAZIONE DELL’ASSESSORE. L’adeguamento parte da “un miglioramento qualitativo e quantitativo su tutto il territorio regionale: in alcuni casi grazie alla normativa in altri per la dismissione dell’allevamento intensivo, soprattutto dei suini. C’è stata quindi una rivisitazione delle aree sensibili e vulnerabili che ha portato a definire interventi nuovi e meno pesanti, concordati con le associazioni agricole, dei produttori e con le associazioni ambientaliste. Tutto ciò nell’ottica di prevenire e ridurre l'inquinamento, proteggere le acque ad usi particolare, puntare ad usi sostenibili delle acque potabili, mantenere la capacità dei corpi idrici di sostenere comunità umane e animali. La misurazione della qualità delle acque avviene ora sulla base del ‘quadro ecologico” e non più soltanto delle analisi chimiche. Il fiume che ha in assoluto i parametri e lo stato ecologico migliori è il Corno mentre permangono delle criticità: ad esempio per il Genna e il Caina, su cui insistono moltissimi abitanti di Perugia e Corciano e le cui acque non riescono ad essere migliorate a causa della forte presenza umana e del regime torrentizio. Nel Caina, ad esempio, scorre un’acqua che al 90 per cento che esce dal depuratore.

La situazione complessiva risulta migliorata, anche grazie ai grandi investimenti effettuati per fogne e depuratori. Il comparto privato e le industrie si sono adeguati ai nuovi parametri europei, permettendo di raggiungere parte degli obiettivi del vecchio Piano. Per quanto riguarda l’azoto c’è stata una riduzione del 32 per cento delle immissioni annuali nei corpi idrici. Circa la metà dei corpi idrici presenti sul territorio regionale risultano avere uno stato ecologico ‘buono’ mentre i rimanenti hanno uno stato ‘scarso’ o ‘insufficiente’”.

 

GLI INTERVENTI. Andrea LIBERATI (M5S): “Al di là di qualche miglioramento sulle concentrazioni di azoto, i corpi idrici dell’Umbria restano pesantemente ammorbati, dal bacino del Teverone-Timia-Marroggia al torrente Genna a Perugia, sino a quello del Nera a valle degli scarichi Thyssen Krupp a Terni: pesca e attingimenti dovrebbero essere interdetti. L’aggiornamento, partito nel 2014, è durato 4 anni per poi lasciare le cose così come sono. Solo le lobby sono state davvero ascoltate per la stesura degli aggiornamenti. La Giunta dovrebbe consegnarci la corrispondenza con l’Autorità di bacino, visto che ha fornito ulteriori indicazioni di cui dobbiamo essere messi a conoscenza. E’ inattendibile il dato qualitativo del fiume Nera a Terni città, il cui stato ecologico sarebbe ‘sufficiente’ quando, al contrario, fauna e flora acquatica sono pesantemente ammorbate da un carico illecito di metalli pesanti: quindi o i dispositivi di rilevazione Arpa sono collocati in punti sbagliati o sono le lobby ad aver contribuito a scrivere queste conclusioni”.

Gianfranco CHIACCHIERONI (Pd): “La consistente riduzione delle emissioni di azoto è molto importante anche se ha avuto delle conseguenze economiche. Servirebbe un intervento strutturale molto consistente, su cui coinvolgere anche i Comuni, per risolvere la questione. Il fiume Corno in alcune parti dell’anno non ha acqua. Il Sordo invece ha un nuovo affluente, il Torbidone, che prima non c’era, e che porta acqua limpida e pulita da un lago sotterraneo sotto il Vettore in seguito al terremoto”.

Claudio RICCI: “Positivo lo sforzo per l’istituzione delle banche dati dinamiche, fondamentale per la gestione delle priorità che emergono. Forse la misura indiretta più importante è proprio questa. La riduzione della presenza di azoto rappresenta un obiettivo di tutto rilievo così come il fatto che circa il 50 per cento dei corpi idrici sia in condizioni buone in termini di carico ambientale”. MP/


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