Regione Umbria - Assemblea legislativa


EMISSIONI ODORIGENE: “PER ZOOTECNÌA GIÀ PREVISTE STRINGENTI NORMATIVE. NO A NUOVA LEGGE” - IN SECONDA COMMISSIONE AUDIZIONE DI ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SULLA PROPOSTA DI LEGGE DI SOLINAS (MDP)

In sintesi

La Seconda Commissione, presieduta da Eros Brega, ha terminato stamani le audizioni legate alla proposta di legge del consigliere Attilio Solinas (Misto-Mdp) che mira a disciplinare le “emissioni gassose in atmosfera derivanti da attività a forte impatto odorigeno”. È stata la volta delle Associazioni di categoria i cui rappresentanti hanno espresso una generale preoccupazione per l’iniziativa, che se approvata nel testo originario, andrebbe a mettere in difficoltà il settore della zootecnica. Di diverso avviso, rispetto all’importanza di una legge regionale in merito, Luciano NERI (Osservatorio Beni comuni) che ha invece sottolineato come l’inquinamento odorigeno riguardi migliaia di persone e diversi territori umbri, auspicando di arrivare a soluzioni compatibili con gli interessi di tutti.

 

(Acs) Perugia, 9 aprile 2018 – La Seconda Commissione, presieduta da Eros Brega, ha terminato stamani le audizioni legate alla proposta di legge del consigliere Attilio Solinas (Misto-Mdp) che mira a disciplinare le “emissioni gassose in atmosfera derivanti da attività a forte impatto odorigeno”. Dopo il Comitato antinquinamento di Olmeto, l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa), gli assessori regionali Luca Barberini (Ambiente) e Fernanda Cecchini (Ambiente) e la Coldiretti Umbria, è stata la volta di tutti gli altri soggetti interessati alla materia, a partire dalle varie associazioni di categoria.

Dai rappresentanti delle associazioni è emersa, una generale preoccupazione per l’iniziativa legislativa in discussione, che andrebbe, se approvata nel testo originario, a mettere in difficoltà un settore, quello della zootecnica (“già alle prese normative particolarmente stringenti”), che, come è stato più volte rimarcato, vale il 40 per cento del Pil regionale. L’auspicio è stato quello di non mettere in discussione un Piano zootecnico regionale che sta funzionando bene e regolato da una precisa normativa. É stata comunque espressa una volontà condivisa di trovare, dove ce ne fosse bisogno, azioni e soluzioni condivise.

Condivisione invece per la proposta di legge è stata espressa da Luciano Neri (Osservatorio Beni comuni) secondo il quale “L’inquinamento odorigeno è una realtà che riguarda migliaia di persone e diversi territori umbri” e da Stefano Goretti (Comitato salute e ambiente) per il quale “vanno trovati sistemi che possano alleviare i problemi olfattivi”.

Negli interventi, Stefano PIGNANI (Associazioni regionale allevatori) ha definito il testo legislativo proposto “generico e trasversale. È una norma – ha spiegato - che mette in difficoltà un settore, quello della zootecnica che vale il 40 per cento del pil regionale, già alle prese normative particolarmente stringenti. Bisogna fare attenzione a mettere in discussione un Piano zootecnico regionale che sta funzionando, regolato da una precisa normativa”. Andrea DI MATTEO (Confindustria Umbria) ha rilevato che “il testo di legge in questione ha elementi di indeterminatezza con grande parte dell’articolato identico a quello della Regione Puglia. Il rischio è quello di penalizzare le attività economiche che rientrano nel campo delle applicazioni. Si rischiano di portare inutili aggravi ad imprese già autorizzate. Nell’affrontare certe problematiche – ha detto - vanno maggiormente coinvolti i Sindaci, predisponendo tavoli partecipati di confronto per il raggiungimento di soluzioni condivise”. Anche Matteo BARTOLINI (presidente Cia) si è detto “disponibile a portare avanti azioni condivise, ma senza criminalizzare nessuno e senza chiedere delocalizzazioni di strutture già autorizzate. Il settore zootecnico – ha rimarcato - è un importantissimo volàno dell’economia regionale e con il Piano regionale c’è stata una forte azione di rilancio che rischierebbe di essere sacrificata da questa proposta legislativa, che andrebbe a colpire in maniera generalizzata le aziende, impedendo loro di fare economia. In altre Regioni, in merito alle emissioni odorigene, non ci sono riferimenti alle attività agricole, normate già a livello comunitario”. Alessandro SDOGA (Confagricoltura Umbria) ha evidenziato come oggi “diventa difficile fare impresa perché il cittadino imprenditore non si sente tutelato. La priorità nel contesto ambientale è rappresentata dalla chiarezza delle norme vigenti. Questo testo non è la risposta giusta per affrontare le problematiche in questione. Sono due gli elementi da tenere in considerazione per intervenire fattivamente: la pianificazione e la programmazione”.

Di diverso avviso, rispetto all’importanza di una legge regionale in merito, Luciano NERI (Osservatorio Beni comuni) che ha invece sottolineato come “i problemi segnalati dai cittadini vanno risolti tenendo conto di tutti gli interessi, ma senza occultarli. L’inquinamento odorigeno – ha detto - è una realtà che riguarda migliaia di persone e diversi territori umbri e l’auspicio è dunque di arrivare a soluzioni compatibili con gli interessi di tutti. In Umbria servono scelte e normative chiare per rispondere ad un problema reale”. Sulla stessa linea, Stefano GORETTI (Comitato salute e ambiente) secondo cui “nel mondo c’è l’immagine di un Umbria verde e pulita. Ed è questo che siamo tutti chiamati a mantenere. Ma nel territorio, spesso – ha rilevato -, non è così e chi viene a farci visita trova situazioni di criticità ambientale. Vanno trovati, attraverso specifica normativa, sistemi che possano alleviare i problemi olfattivi”.

Terminata la fase delle audizioni, sin dalla prossima riunione, inizierà il confronto all’interno della Commissione sul testo legislativo originario sul quale i commissari, anche alla luce delle proposte emerse nei vari incontri con le parti interessate, potranno presentare modifiche all’articolato. Lo stesso presentatore dell’atto, Solinas ha aperto la sua proposta ad eventuali suggerimenti e correzioni.

IN SINTESI La proposta legislativa detta norme in materia di emissioni odorigene per le procedure in fase di autorizzazione e di gestione delle attività antropiche che prevedono la manipolazione, trasformazione, produzione di beni, nonché le azioni da intraprendere nel caso di superamento delle concentrazioni limite previste. La legge è finalizzata ad individuare dunque gli strumenti e le regole di autorizzazione, prevenzione e controllo in materia di emissioni odorigene e definisce il campo di valori entro i quali le attività umane possono considerarsi, in via precauzionale, compatibili con la salute ed il benessere pubblico e la tutela dell’ambiente nel suo complesso, nel rispetto dei limiti di legge che sono stati definiti così da consentire al cittadino di fruire di un ambiente salubre e piacevole. AS/


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