INFRASTRUTTURE: “LA TERNI-RIETI È QUASI TUTTA DA RIFARE. CHIARIMENTI URGENTI E NECESSARI DA REGIONE E ANAS” - LIBERATI (M5S) ANNUNCIA INTERROGAZIONE
Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, annuncia la presentazione di un’interrogazione sulla Terni-Rieti nella quale chiede a Giunta e Anas di “fornire tempistiche certe per la riapertura di questa arteria, chiarendo le responsabilità di tale ennesimo disastro infrastrutturale e amministrativo”. Per Liberati “in un'Umbria la cui spina dorsale stradale E/45 sta peggio che mai, c'è ben poco da sperare”.
(Acs) Perugia, 20 marzo 2018 – “La Terni-Rieti è quasi tutta da rifare: pur avendo speso ben 220 milioni di euro per appena 10 chilometri di nuova superstrada, la tratta è ancora semi-incompiuta e, per il resto, malamente realizzata”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, che annuncia la presentazione di un’interrogazione nella quale chiede alla Giunta e ad Anas di “fornire tempistiche certe per la riapertura di questa importante arteria, auspicabilmente chiarendo le estese responsabilità di tale ennesimo disastro infrastrutturale e amministrativo”. Ma per Liberati “in un'Umbria la cui spina dorsale stradale E/45 sta peggio che mai, c'è ben poco da sperare”.
“I problemi sono molti – spiega Liberati - a partire dal fatto che non sono mai stai chiariti gli interessi di chi volle farla passare sotto la discarica di scorie della Thyssen Krupp. Idea infausta, con infortuni e inabilità a carico di quei lavoratori che furono contaminati dalla pioggerella di metalli pesanti che scolavano nel tunnel, tuttora non completamente impermeabilizzato. C’è poi la questione dello svincolo di Terni Est, già pessimamente disegnato e, soprattutto, prossimo al collasso strutturale, tanto da esser parzialmente chiuso da settimane. Senza dimenticare il mancato collegamento dello svincolo di Terni Est con via Breda e con l'Ast, continuando frattanto a ingolfare la città di camion, visto che nemmeno esiste un Piano del Traffico pesante per la città e le Acciaierie continuano a sottoutilizzare la ferrovia, dove ammorbano quartieri residenziali con vecchie locomotive diesel: molte realtà tra i Paesi emergenti stanno più avanti di noi. Inoltre non abbiamo neanche il memorabile svincolo di Piediluco, ancora fermo, dopo anni e anni di attesa, con fallimenti, riprese e nuovo blocco lavori. Infine dobbiamo ricordare il cedimento della soletta pedonale che si trova nella sezione superiore del tunnel Valnerina, ultimo preoccupante episodio di una valanga di anomalie concentrate in soli 10 chilometri, con imprevedibili costi ulteriori per le opere che saranno ritenute necessarie”.
“Si torna dunque all'antico – conclude Liberati - con una marea di Tir aggiuntivi a invadere la città di Terni. Per questo crediamo che entro la prossima seduta dell’Assemblea legislativa la Giunta e l’Anas dovranno indicare con urgenza cosa concretamente fare”. RED/