COMUNE TERNI: “DOVRÀ RICREDERSI CHE PENSAVA CHE LA GIUNTA 'DI GIROLAMO' AVESSE TOCCATO IL SUO PUNTO PIÙ BASSO” - NOTA DI FIORINI (LEGA) DOPO GLI ULTIMI PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI
Il capogruppo regionale della Lega, Emanuele Fiorini torna a puntare il dito sulla Giunta comunale di Terni. Lo fa dopo la notizia di ieri di “nuove perquisizioni a Palazzo Spada e, poco dopo, la decisione del Gip della misura degli arresti domiciliari per l’amministratore unico di TerniReti, il suo consulente e dell’assessore al Bilancio, Piacenti d’Ubaldi”. Secondo Fiorini, “Terni, già in un contesto di profonda crisi economica ed occupazionale non riesce a reagire, paralizzata da una classe politica di centrosinistra arrivata ormai al capolinea”.
(Acs) Perugia, 22 dicembre 2017 - "Chi pensava che la Giunta Di Girolamo (Terni) avesse toccato il suo punto più basso dovrà ricredersi. Ecco infatti arrivare la notizia di nuove perquisizioni a Palazzo Spada e, poco dopo, la decisione del Gip della misura degli arresti domiciliari per l’amministratore unico di TerniReti, il suo consulente e dell’assessore al Bilancio, Piacenti d’Ubaldi”. Così il capogruppo regionale della Lega, Emanuele Fiorini per il quale, “dopo i milioni di euro di debiti contratti, le inchieste, i primi arresti domiciliari tra cui quelli del sindaco, la bocciatura del piano di riequilibrio, la decisione dell’accesso al fondo di rotazione e il conseguente aumento indiscriminato delle tasse locali ecco un’altra, ennesima, brutta pagina di storia politica ternana firmata Pd”.
“Mentre nel resto dell’Umbria si discute di come sviluppare i territori e si ottengono dei risultati – commenta Fiorini -, la città di Terni rischia di venire 'scippata' del tribunale e di essere marginalizzata dal sistema trasporti umbro a causa dell’inerzia dei suoi rappresentanti politici di maggioranza alle prese con beghe personali e giudiziarie”.
“La città, inserita in un contesto di profonda crisi caratterizzato da imprese che chiudono e un tasso di disoccupazione sempre più alto – conclude il capogruppo del Carroccio -, non riesce a reagire, paralizzata da una classe politica di centrosinistra arrivata ormai al capolinea, inerme, sofferente, incapace di ogni azione risolutiva. Cosa ulteriormente deve accadere perché possano, finalmente, rassegnare le dimissioni e andarsene a casa?”. RED/as