POLITICA: “LA CGIL NON PENSI SOLO AGLI IMMIGRATI MA ANCHE AI GIOVANI SENZA LAVORO, ALLE FABBRICHE CHE CHIUDONO E ALLE FAMIGLIE UMBRE” – NOTA DI FIORINI (LN)
Il capogruppo regionale della Lega nord, Emanuele Fiorini, critica la “Cgil che dovrebbe pensare ai giovani senza lavoro, alle fabbriche che chiudono e alle famiglie umbre”. Per Fiorini “quando si parla di immigrazione non si può trascurare l’aspetto economico, l’impatto sociale e il fattore criminalità”.
(Acs) Perugia, 14 dicembre 2017 – “La Cgil pensi ai giovani senza lavoro, alle fabbriche che chiudono e alle famiglie umbre. Quando si parla di immigrazione non si può trascurare l’aspetto economico, l’impatto sociale e il fattore criminalità”. È quanto dichiara il capogruppo regionale della Lega nord, Emanuele Fiorini.
Per Fiorini “gli ultimi dati sul lavoro e il crescente numero di occupati a termine che fa dell’Italia un paese dove i contratti durano anche un solo giorno; il freddo intenso che è arrivato sui terremotati umbri ancora costretti a vivere nei container ad oltre un anno dal sisma; le incertezze legate alla possibile cessione di Ast, quelle riguardanti il futuro del polo di mantenimento di armi leggere, il taglio alle corse del trasporto pubblico per disabili, i cassaintegrati di Terni della Novelli. Niente di tutto questo preoccupa i rappresentanti della Cgil quanto il tema dell’immigrazione e dell’inserimento degli immigrati nel tessuto sociale locale. Togliete pure i diritti, togliete il lavoro e le pensioni, ma alla Cgil non dovete assolutamente toccare quel tasto dolente, altrimenti qualcuno potrebbe arrabbiarsi di brutto, magari organizzare un altro, ennesimo, dibattito ricco di luoghi comuni. Ecco come un sindacato ormai allo sbando, divenuto più un partito politico stampella del Pd, dimentica i giovani in cerca di lavoro, gli anziani senza pensione, i lavoratori senza certezze, le famiglie senza futuro e preferisce parlare di come gli immigrati siano una risorsa per Terni in termini demografici e non solo”.
“Si parla – prosegue Fiorini - di fake news, di inutile allarmismo e ci si dimentica di sottolineare altri fattori importanti, altre realtà evidenti. Nessun riferimento ai livelli di criminalità, nessuna parola sulle risse per il controllo dello spaccio di droga, niente su accoltellamenti, furti, aggressioni alle forze dell’ordine. Neanche un attimo è stato dedicato al tema della falsificazione di registri presenze, all’accattonaggio molesto per strada, in centro, fuori da ogni bar, ogni esercizio commerciale. Totale silenzio sui parcheggiatori abusivi, sul racket che si nasconde dietro alla presenza costante e capillare di certi individui. Realtà scomode che non siamo noi ad inventare. Basta leggere i giornali, basta chiedere ai ternani. La paura è tanta, la percezione del pericolo è alta. Ci si sbriga a dire che i 35 euro al giorno a testa riservati agli immigrati non vanno direttamente nelle loro mani: si tratta di una realtà abbastanza risaputa, ma utilizzata per nascondere il dato reale riguardante la spesa complessiva prevista per finanziare il business dell’immigrazione tra Sprar, servizi di accoglienza, immobili affittati, servizi, trattamenti sanitari, trasporti, personale impiegato. E su certi aspetti stiamo effettuando i dovuti controlli”.
“In Umbria nel 2017 – spiega Fiorini - sono stati spesi circa 30milioni di euro per l’accoglienza degli immigrati. Soldi pubblici che provengono dall’Europa o dal Governo, eppure solo al 10 per cento di coloro che sbarcano sul nostro territorio viene riconosciuto lo status di rifugiato. Ma intanto quei soldi sono stati spesi, quando, invece, cambiando destinazione d’uso, potevano essere utilizzati per altri scopi e riservati a giovani senza lavoro, anziani in attesa di pensione, famiglie in difficoltà, lavoratori in cassa integrazione. Se in Umbria assistiamo ad un calo demografico c’è un motivo ben preciso legato anche alle prospettive di vita e alla crisi economica. Basti pensare agli 8mila giovani fuggiti dall’Umbria per cercare lavoro all’estero. La soluzione – conclude - non è ripopolare il paese con gli immigrati nuovi elettori, ma creare le condizioni affinché i cittadini umbri tornino ad avere fiducia del paese dove vivono”. RED/dmb