POLITICA: “ANCORA UNA VOLTA IL PD ANTEPONE I SUOI INTERESSI A QUELLI PIÙ GENERALI DELLA CITTÀ DI TERNI” - LIBERATI (M5S) “UN PARTITO COSÌ ANDREBBE COMMISSARIATO”
Il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati, interviene sulla questione relativa alla situazione interna del PD di Terni impegnato nella fase pre-congressuale e sostiene che “Ancora una volta si salvaguardano gli interessi di fazione anteponendoli a quelli più generali: una prassi che è indegna di un partito il quale da anni governa, malissimo, la nostra città”. Secondo Liberati “Terni non può permettersi, e nemmeno merita, una classe dirigente così compromessa con la vecchia”.
(Acs) Perugia, 4 ottobre 2017 - “Ancora una volta si salvaguardano gli interessi di fazione anteponendoli a quelli più generali: una prassi che è indegna di un partito il quale da anni governa, malissimo, la nostra città”. Il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati, interviene sulla questione relativa alla situazione interna del PD di Terni impegnato nella fase pre-congressuale.
Liberati ironizza sulla professione (medico) di uno dei candidati (Pardini) alla segreteria che “Vorrebbe guarire il malato - la città di Terni - senza chiarire patologia ed eziologia, senza cioè fare nomi e cognomi. In realtà – spiega – c'è piena continuità tra il sindaco di Terni, che deve pure rispondere di alcune serie vicende giudiziarie riguardanti l'Amministrazione comunale di Terni, e vari candidati alla segreteria. Questi ultimi – spiega -, pretendendo magari anche di rappresentare interessi generali, per vincere l'annunciato congresso avranno certo bisogno non tanto di idee, quanto molto più prosaicamente di tante tessere: incluse quelle sottoscritte non per adesione ideale e politica, ma per motivi di altro genere, e non certo nobile”.
“Colpisce poi – aggiunge Liberati – il fatto che alcuni componenti del gruppo dirigente del PD ternano, impegnati nella cosa pubblica, rimangano al loro posto pur essendo coinvolti in inchieste giudiziarie di rilievo pubblico che stanno svelando un sistema opaco in cui si intreccerebbero interessi di carattere politico, istituzionale e imprenditoriale. A nostro giudizio quindi un partito come questo andrebbe commissariato rapidamente perché, ad esempio, in una situazione come questa potrebbe sorgere più di un fortissimo dubbio sulle corrette modalità del tesseramento. Come pure – prosegue - potrebbe esserci il rischio che in un sistema come quello che sembra emergere anche dall'attività giudiziaria, i voti ai candidati possano arrivare non solo da un libero consenso, ma, estesamente, da variopinte clientele, o da una massa di negletti lavoratori e precari, magari sottoposti a qualche 'pressione''”.
Secondo Liberati “Terni non può permettersi, e nemmeno merita, una classe dirigente così compromessa con la vecchia e che origina gattopardescamente personaggi presto ostaggio di consolidate, inaccettabili e opache pratiche politico-istituzionali-imprenditoriali. Terni – aggiunge – non ha certo bisogno di modesti replicanti di 'sistema', ma di persone in grado di delineare seri progetti e, soprattutto, capaci di respingere il soffocante abbraccio di miserrime cricche da strapaese, denunciandole senza indugi. È stato invece il silenzio – conclude Liberati - a garantire le piovre di un perdurante e milionario malaffare. Non a caso, secondo Martin Luther King, non bisogna aver paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti. Nel caso di specie, un silenzio assordante e di lunga data”. RED/tb