ASSEMBLEA LEGISLATIVA: “LA PRESIDENTE PORZI RIPENSI ATTENTAMENTE LE SUE CONSIDERAZIONI SULLA PRASSI E SULLE REGOLE NELLA GESTIONE DELL'AULA” - NOTA DI DE VINCENZI (RP)
Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Rp) controreplica ad una nota della presidente dell'Assemblea legislativa, Donatella Porzi che aveva risposto ad alcune critiche gestionali dell'Aula rimarcate dallo stesso De Vincenzi e relative all'ultima seduta assembleare. De Vincenzi intende far notare che “non ho rivolto alcuna domanda, ma semplicemente ho espresso semplici constatazioni rispetto a prassi ormai consolidate in violazione del regolamento interno dell’Assemblea legislativa regionale, un regolamento peraltro che a suo ritenere prevede anche l'utilizzo della sfera di cristallo”.
(Acs) Perugia, 22 settembre 2017 - “Ringrazio la Presidente Donatella Porzi che ha ritenuto doveroso rispondere alla mia nota dei giorni precedenti (nota De Vincenzi - https://goo.gl/QvFwPx - nota Porzi - https://goo.gl/QrtgDG ), anche se ad onor del vero faccio umilmente notare che il sottoscritto non le ha rivolto alcuna domanda, ma semplicemente ha espresso semplici constatazioni rispetto a prassi ormai consolidate in violazione del regolamento interno dell’Assemblea legislativa regionale, un regolamento peraltro che a suo ritenere prevede anche l'utilizzo della sfera di cristallo”. Così il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) torna a commentare l'esito dell'ultima seduta d'Aula, interrotta e chiusa per mancanza di numero legale.
“In genere – scrive De Vincenzi rispondendo alla presidente Porzi - non tendo a polemizzare, ma questa volta non posso proprio esimermi dal far notare alla Presidente che nemmeno in una riunione di condominio si adottano misure improntate alla prassi. Anzi, il regolamento è norma che mai viene persa di vista nel prendere decisioni, anche le più scontate, per non finire in contenziosi civili annosi, come rammentato sempre dagli amministratori. Avrebbe perciò fatto molto meglio la Presidente ad incassare benevolmente'“la ciliegina sulla torta' e a far tesoro per il futuro delle sottolineature rammentatele dal momento che non è la prima volta che l’applicazione del regolamento interno è disatteso”.
“Tanto per non dimenticare, ad esempio – aggiunge De Vincenzi -, in occasione della discussione dell’atto 15 bis, quello sulle 'Norme contro le discriminazione legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere' il suo comportamento ha costretto allo stallo per due sedute i lavori dell’Assemblea prima che l’atto stesso potesse essere esaminato e, nonostante tutto, ricorrendo a pareri dei dirigenti contrastanti fra una seduta e l’altra, cosa che forse nemmeno in Bulgaria, ai tempi 'rossi', vi è memoria. E nonostante tutto, l’atto sarebbe dovuto ritornare in Commissione per completare correttamente l’iter, ma ciò non avvenne. Ma di esempi come questo ne potremmo rammentare tanti altri”.
“Così – commenta De Vincenzi -, se la Presidente Porzi pensa che l’Assemblea legislativa possa essere gestita alla stessa stregua di una partitella fra bambini al campetto sotto casa, credo che non si sia resa conto che essa sovrintende invece i lavori dell’espressione democratica di una popolazione, quella umbra, che si attesta a poco meno di un milione di abitanti. Invito perciò caldamente la Presidente a ripensare attentamente le sue considerazioni sulla prassi e sulle regole perché non si abbia a squalificare ancor di più il consesso politico-amministrativo che ha l'onore di sovrintendere”.
“Se i cittadini non vanno più a votare – spiega De Vincenzi -, se non hanno più fiducia nelle istituzioni, è anche perché considerazioni come le sue non aiutano al rispetto e alla considerazione. È vero, c’è un detto evangelico molto adatto: medico, cura te stesso. E se la Presidente avesse intenzione di ricordarcelo, ammettendo che è pur vero che ognuno deve per primo applicarlo a se stesso, ma questo non può che cominciare dalla testa fino ad arrivare a tutte le membra. Così, ognuno pensi a ricoprire con responsabilità il proprio ruolo, compresi i consiglieri, certamente, ma è anche altrettanto vero che, se come minoranza non si può nemmeno chiedere il rispetto delle regole, allora è proprio vero: meglio tornare tutti a casa. Ci dispiace infine constatare – conclude De Vincenzi - che la morale del detto popolare 'non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire', in questo frangente, appare assolutamente rispettata”. RED/as