PIANO 'TUTELA' ACQUE: “ENNESIMO FIASCO AMBIENTALE. GRAVE LA SITUAZIONE DI ALCUNI SCARICHI, LUNGA DEREGULATION SUGLI ATTINGIMENTI” - NOTA DI LIBERATI E CARBONARI (M5S)
I consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari intervengono in merito al Piano regionale di tutela delle acque, sull'attuazione del quale è stato relazionato, nell'ambito della clausola valutativa, in Seconda Commissione. Per i due esponenti pentastellati, “ tale Piano, pur teoricamente vigente, è stato ampiamente sospeso dal 2011 con semplici quanto illegali delibere di Giunta e determine dirigenziali. Basti pensare – commentano - al congelamento dell'applicazione della direttiva europea e della legge nazionale riguardanti il deflusso minimo vitale, che rappresenta l'elemento base di qualsiasi pianificazione che miri a realizzare veri risultati e non soltanto a produrre parole”.
(Acs) Perugia, 8 settembre 2017 - “Prosegue il nostro impegno per la salvaguardia delle acque, nel più ampio contesto della valorizzazione dell'acqua pubblica, tema principe della miglior politica e questione ambientale nazionale”. Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari che evidenziano “l'approssimarsi della discussione in Aula della cosiddetta 'clausola valutativa' concernente il Piano di tutela delle acque, approvato dall'allora Consiglio regionale nel 2009”.
Per i due esponenti pentastellati, “la vicenda è però paradossale, come abbiamo avuto modo di spiegare in Commissione. Infatti tale Piano, pur teoricamente vigente, è stato ampiamente sospeso dal 2011 con semplici quanto illegali delibere di Giunta e determine dirigenziali. E allora cosa valutiamo, anni dopo, se non un plateale fallimento? Basti pensare – commentano - al congelamento dell'applicazione della direttiva europea e della legge nazionale riguardanti il deflusso minimo vitale, che rappresenta l'elemento base di qualsiasi pianificazione che miri a realizzare veri risultati e non soltanto a produrre parole. Esistono lettere recenti del Ministero dell'Ambiente, missive di fuoco indirizzate alla Regione e relative a queste misteriose disapplicazioni di norme cogenti: dalla Giunta regionale silenzio tombale”.
“La Regione, fin qui – aggiungono Liberati e Carbonari -, col vecchio Piano acque, ha soprattutto tutelato interessi privatissimi, non certo quelli collettivi e tantomeno le acque medesime, il cui stato resta infatti estesamente degradato. A dispetto della propaganda di partito, l'Umbria vanta diversi primati nazionali negativi: ad esempio, il 95 per cento dei bacini fluviali ammorbati da pesticidi. D'altra parte, fino a qualche mese fa abbiamo assistito alla totale deregulation tanto sugli scarichi quanto sugli attingimenti, pure con denari pubblici mai riscossi da Province e Regione. Tutto questo disegna una situazione ampiamente fuori controllo”.
“Non a caso – continuano - il 50 per cento dei fiumi umbri presenta un giudizio ecologico di qualità 'buono' solo laddove fluenti in zone non antropizzate o montane: nelle aree urbanizzate, viceversa, l'inquinamento è profondo ovunque e i depuratori, nonostante le decine di milioni spesi negli ultimi lustri, non paiono sortire grandi effetti. Attualissima – rimarcano i consiglieri pentastellati - è la vicenda dei pesci morti a Bevagna che ha portato all'accorato appello del locale Sindaco alla Giunta regionale affinché faccia il suo dovere, anziché esser prona ai desiderata delle multinazionali in connubio con alcune associazioni di categoria che non hanno a cuore evidentemente il bene comune, con esiti disastrosi. E, appunto, sta lì a dimostrarlo proprio la vicenda dei pesticidi che ammorbano quasi ovunque i fiumi dell'Umbria, triste primato d'Italia”.
“Il M5S sta pertanto preparando nuove interrogazioni e molte altre iniziative – concludono - affinché il nuovo Piano di tutela delle acque riparta dall'unico ed esclusivo interesse possibile, quello dei cittadini: l'esatto opposto di quanto accaduto sinora”. RED/as