SECONDA COMMISSIONE: ILLUSTRATA RELAZIONE SULL'ATTUAZIONE DEL PIANO REGIONALE DI TUTELA DELLE ACQUE – PREVISTA AUDIZIONE CON LA GIUNTA SULL'AGGIORNAMENTO IN ATTO DEL PIANO
Illustrata ieri in Seconda Commissione la relazione della Giunta regionale circa l'attuazione delle misure contenute nel Piano di tutela delle acque (Legge regionale '25/2009') in ottemperanza della prevista clausola valutativa contenuta nel testo legislativo. Prima del voto sulla presa d'atto del documento e l'invio in Aula, la Commissione ha deciso di approfondire l'argomento attraverso una imminente audizione con la Giunta che nel frattempo ha preadottato un aggiornamento del Piano, attualmente in fase di concertazione.
(Acs) 6 settembre 2017 – Con 5 voti favorevoli dei commissari della maggioranza (Brega, Chiacchieroni, Leonelli, Smacchi-Pd, Rometti-SeR), il voto contrario (2) di Fiorini-Ln e Liberati-M5S e l'astensione di Ricci-Rp, la Seconda Commissione ha preso atto della relazione della Giunta regionale circa lo stato di attuazione della legge regionale '25/2009' ('Norme attuative in materia di tutela e salvaguardia delle risorse idriche e Piano regionale di tutela delle acque'), in risposta alla prevista clausola valutativa contenuta nel testo legislativo.
Prima del voto sulla presa d'atto del documento e l'invio in Aula (relatore sarà il presidente Brega) la Commissione ha deciso di approfondire l'argomento attraverso una imminente audizione con la Giunta che nel frattempo ha preadottato un aggiornamento del Piano attualmente in fase di concertazione. Susanna Rossi (Servizio studi, valutazione delle politiche e organizzazione) ha illustrato la relazione della Giunta.
La clausola valutativa della legge prevede che ogni anno l'Esecutivo regionale presenti all'Assemblea una relazione illustrativa delle misure adottate in attuazione del Piano evidenziando, in particolar modo, il livello di efficienza ed efficacia raggiunto dai sistemi di depurazione in ambito civile, industriale e zootecnico; lo stato di qualità ambientale dei corpi idrici significativi e dei corpi idrici a specifica destinazione della Regione; il trend degli elementi inquinanti nelle zone vulnerabili.
Dalla relazione della Giunta regionale emerge che, in merito al livello di efficienza ed efficacia raggiunto dai sistemi di depurazione, in ambito civile, secondo la direttiva 91/271/CEE, relativa alla raccolta, al trattamento e allo scarico delle acque reflue generate da agglomerati urbani e da alcuni settori industriali, tutti gli agglomerati sopra ai 2mila abitanti equivalenti siano provvisti di rete fognaria ed impianti depurativi. Negli ultimi due anni sono state dunque affrontate le criticità riguardanti le reti fognarie ed i sistemi depurativi degli agglomerati superiori a 2mila abitanti realizzando parte degli interventi necessari per rendere gli agglomerati conformi alla normativa comunitaria. Un forte contributo per l'attuazione degli interventi è derivato dalle risorse Fas 2017-2013 riconosciute dal Governo.
Per quanto riguarda la 'disciplina regionale degli scarichi delle acque reflue' è stata attuata con l'emanazione delle Direttiva tecnica regionale approvata nell'aprile 2012 e successive modifiche. Il miglioramento della depurazione industriale ha avuto luogo grazie ad interventi adeguatamente sostenuti con opportuni strumenti finanziari.
Rispetto alla corretta utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, altro obiettivo del Piano come l'applicazione del programma di azione nelle zone vulnerabili da nitrati, la corretta utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide dei frantoi oleari, in considerazione delle problematiche legate agli impianti esistenti nei Comuni di Bettona e Marsciano, si è provveduto ad attuare le misure attraverso l'aggiornamento delle direttive tecniche regionali in materia. In particolare le azioni intraprese sono state finalizzate all'emanazione del regolamento regionale n. '4/2011'.
In merito allo stato di qualità ambientale dei corpi idrici, l'Arpa ha svolto un ciclo di monitoraggio (2008-2015) che ha portato alla classificazione del loro stato stato ambientale. Viene evidenziato che al termine del 2015 circa la metà del reticolo idrografico ha raggiunto l'obiettivo fissato di stato 'buono'. La classificazione evidenzia che oltre il 50 per cento dei 137 corpi idrici fluviali (1150 km su 2180 totali) presenta qualità ecologica compatibile 'buona'. Alcuni tratti, invece, localizzati prevalentemente nelle aree vallive a forte pressione antropica (Valle Umbra e Valle del Nestore) mostrano forti alterazioni sia a carico delle comunità biologiche che dei parametri chimico-fisici di base. In Umbria dei 137 corpi idrici fluviali, 20 sono caratterizzati da alterazioni idromorfologiche, mentre 3 presentano condizioni di artificialità. Per quanto riguarda lo stato chimico, circa 2mila km di lunghezza dei corpi idrici ha conseguito lo stato di 'buono', mentre il 5 per cento presenta criticità legate al superamento degli standard di qualità ambientale per il mercurio.
Sullo stato chimico-fisico dei corpi lacustri, il rapporto pubblicato da Arpa nello scorso mese di marzo fornisce un quadro aggiornato (periodo 2013-2015). Dal punto di vista ecologico, tutti i corpi idrici monitorati presentano moderate alterazioni della qualità ambientale che determinano il mancato raggiungimento dell'obiettivo di stato 'buono'. Per quanto riguarda lo stato delle sostanze prioritarie e pericolose, per i corpi idrici Aia, S.Liberato e Trasimeno sono state rilevate concentrazioni di mercurio superiori agli standard fissati. AS/