PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: 'NUOVA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA E LIBERTÀ DI ACCESSO ALLE INFORMAZIONI': UNA GRANDE SFIDA PER LA PA E PER LA SOCIETÀ CIVILE – PRESENTATO IL VOLUME CURATO DA BENEDETTO PONTI
Un commento articolato al decreto legislativo “33/2013” (cd “Trasparenza”), una legislazione recente e molto importante perché introduce per la prima volta nel nostro Paese la libertà di poter accedere a tutte le informazioni in possesso della Pubblica amministrazione. Un'analisi degli istituti, l'operatività ed i limiti del nuovo accesso civico generalizzato, uno squarcio sull'ambiente in cui si svilupperanno le relazioni informative tra cittadini, istituzioni e società. Questi i punti centrali del volume “Nuova trasparenza amministrativa e libertà di accesso alle informazioni”, curato da Benedetto Ponti (edizioni Maggioli) che è stato presentato stamani a Perugia, nella Sala Multimedia di Palazzo Cesaroni.
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(Acs) Perugia 24 novembre 2016 - Un commento articolato al decreto legislativo “33/2013” (cd “Trasparenza”), una legislazione recente e molto importante perché introduce per la prima volta nel nostro Paese la libertà di poter accedere a tutte le informazioni in possesso della Pubblica amministrazione. Un'analisi degli istituti, l'operatività ed i limiti del nuovo accesso civico generalizzato, uno squarcio sull'ambiente in cui si svilupperanno le relazioni informative tra cittadini, istituzioni e società. Questi i punti centrali del volume “Nuova trasparenza amministrativa e libertà di accesso alle informazioni”, curato da Benedetto Ponti (edizioni Maggioli) che è stato presentato stamani a Perugia, nella Sala Multimedia di Palazzo Cesaroni nel corso di un incontro promosso dal Servizio comunicazione dell'Assemblea legislativa e dal Centro servizi bibliotecari Università di Perugia, nell'ambito del progetto “Biblioteche Insieme”.
I contenuti del disposto normativo, commentato nel saggio, sono stati discussi da Enrico Carloni, professore di diritto amministrativo, Università di Perugia, Daniele Donati professore di diritto amministrativo, Università di Bologna, Stefano Fantini, magistrato amministrativo, consigliere Tar Umbria, Vittorio Pasteris, giornalista, direttore di Quotidianopiemontese.it e da Francesco Merloni, componente dell'Autorità nazionale anticorruzione.
Come ha spiegato il curatore Benedetto Ponti il volume è un commento articolato ad una legislazione recente, “molto importante perché introduce per la prima volta nel nostro Paese la libertà di poter accedere a tutte le informazioni in possesso della PA, fatte salve alcune poche eccezioni. Quella di oggi è una prima occasione per cominciare a capire se il nostro sistema amministrativo Paese è pronto per una novità impegnativa e sfidante come questa, e se se tutto ciò sarà efficace per contribuire ad accrescere il livello di qualità del dibattito pubblico e la capacità della società di sottoporre ad un controllo generalizzato le scelte compiute dai pubblici poteri. Questa legge introduce una grande innovazione nel nostro sistema, prima di essa l'Italia era buona ultima nel contesto UE perché non possedeva ancora una legislazione che riconoscesse ai cittadini il diritto e la possibilità di accedere e conoscere tutte le informazioni. Sarà decisiva per attuare tutta una serie di azioni di enti intermedi, amministrazioni con compiti regolatori come Anac e Garante privacy ma, soprattutto, adeguare l'atteggiamento anche culturale delle nostre amministrazioni che non sono abituate a condividere le informazioni in loro possesso”.
Secondo il componente dell'Anac, Francesco Merloni, il decreto legislativo “33/2013” “va nella direzione giusta, anche se dal punto di vita tecnico qualcosa poteva essere scritto meglio, ma il vero problema sono le amministrazioni che dovranno adempiere quanto stabilito dalla legge. Non si può pensare che le amministrazioni cambino in poco tempo, quella della messa a disposizione dei cittadini di tutte le informazioni secondo criteri di trasparenza è una modalità operativa che dovrà essere acquisita dalla PA. E questa nuova cultura amministrativa non potrà che essere formata nel tempo, attraverso una verifica precisa di ciò che il cittadino chiede. Le Amministrazioni dovranno quindi far sì che gli uffici che più sono esposti alle domande di accesso siano posti nella condizione di dare efficaci risposte”. TB/