INCHIESTA COMUNE TERNI: “ESISTE UNA PROFONDA QUESTIONE MORALE, ISTITUZIONI DELEGITTIMATE” - LIBERATI (M5S) RINGRAZIA LA MAGISTRATURA E AUSPICA “UNA RINNOVATA ONESTÀ INTELLETTUALE”
(Acs) Perugia, 18 novembre 2016 - “Nel ringraziare la magistratura e gli operatori della sicurezza pubblica per la propria delicata missione, il proprio lavoro, ancor prima di qualsiasi valutazione di fatti e di atti giudiziari, sommessamente e nuovamente avverto la necessità di richiamare ogni protagonista a una rinnovata onestà intellettuale. A una superiore tensione morale”. Lo dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle all'Assemblea legislativa dell'Umbria, Andrea Liberati, facendo riferimento all'inchiesta che ha coinvolto il Comune di Terni e annunciando la propria partecipazione alla conferenza stampa che M5S terrà domani in città, alle 18,30, davanti a Palazzo Spada.
Ricordando che il Movimento 5 Stelle “sin dal proprio esordio nelle istituzioni affronta la questione del rapporto tra politica e affari”, Liberati sottolinea che “l’eccessivo e, non di rado indebito peso del sistema delle cooperative nell’economia e nella politica regionale genera alcune grandi distorsioni sia nella libera concorrenza tra imprese che entro la normale dialettica pubblica”.
Per l'esponente pentastellato “uno dei fatti più esecrabili di questo sistema è rappresentato da crescenti masse di lavoratori pagati poco e senza tutele, tuttavia caldamente incoraggiati a votare l’uno o l’altro dal potente caporale di turno: tale deriva, intrapresa da parte di brani non marginali del pubblico e del privato, in connubio tra loro, fa male più di tutto, perché trafigge la libertà di persone già deboli, distruggendo gradualmente il patto sociale, delegittimando politica e istituzioni. Eppure – continua Liberati - chiunque abbia avuto l’onore di candidarsi a un pubblico incarico per poi magari ricoprirlo, ha potuto coltivare con i propri progetti, le proprie idee, il proprio voto, i semi della libertà: si può tradire e perfino disonorare un simile alto principio, denegandolo al cittadino elettore?”. MP/