BIODIGESTORE FOLIGNO: “DALL'ATI 3 TANTA ARROGANZA VERSO I CITTADINI E ANCORA NESSUNA RISPOSTA NEL MERITO DELLE TANTE CRITICITÀ SOLLEVATE” - NOTA DI CARBONARI (M5S)
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Carbonari interviene in merito al biodigestore di Casone di Foligno criticando l'Ambito territoriale integrato (Ati) n.3 “per il suo linguaggio e i suoi contenuti molto più consoni alla segreteria di un partito che di un organo di governo del territorio”. Per Carbonari l'Ati 3 “cerca di spostare l’attenzione del pubblico, giustamente perplesso, dal merito della questione dal biodigestore, cercando di far apparire il tutto come una semplice questione politica, con sprezzante arroganza e talvolta persino derisione".
(Acs) Perugia, 11 ottobre 2016 - “Chiunque può constatare che l'Ambito territoriale integrato (Ati) n.3 cerca di spostare l’attenzione del pubblico, giustamente perplesso, dal merito della questione dal biodigestore di Casone di Foligno (le tante criticità amministrative sulle quali ancora chiediamo chiarimenti, la sua dimensione spropositata rispetto alle esigenze del territorio, le tante questioni di carattere economico e sanitario), cercando di far apparire il tutto come una semplice questione politica, con sprezzante arroganza e talvolta persino derisione, cercando di creare confusione rispetto ai tanti temi poco chiari che ancora non hanno trovato risposte”. Lo afferma il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Carbonari, in una nota condivisa anche dia consiglieri comunali M5S di Foligno Valentina Ferrari e Fausto Savini.
Carbonari rileva che “da un organo di governo territoriale come Ati n.3 ci si aspetterebbe prima di tutto imparzialità ed onestà intellettuale, caratteristiche imprescindibili che rappresentano la base primaria per il rispetto dovuto verso i cittadini (tutti i cittadini), per conto dei quali si compiono scelte che incidono nella vita degli stessi. Ogni scelta di governo, per definizione, comporta rischi ed opportunità e chi ha la responsabilità di governare dovrebbe essere sempre guidato dall’interesse esclusivo dei cittadini amministrati. Già a suo tempo criticammo il volantino dell'Ati n.3, che per l’occasione si fregiava anche dei loghi di Regione Umbria e Comune di Foligno, per il suo linguaggio e i suoi contenuti molto più consoni alla segreteria di un partito che di un organo di governo del territorio”.
Secondo Carbonari però “con l'ultimo comunicato ufficiale l'Ati n.3, se possibile, fa ancora peggio: dimostra una mancanza assoluta di rispetto verso una parte di cittadini, nell’esclusivo interesse dei quali dovrebbe compiere le scelte che gli competono, definendoli addirittura 'seguaci' o con scarsa capacità di comprendere (non arrivano ad usare la parola 'imbecilli' solo per gentile concessione), tanto da firmare petizioni senza comprenderne il significato, addirittura sotto minaccia. L'Ati n.3 e il suo direttore dovrebbero ricordarsi che quelli che loro definiscono in maniera così sprezzante sono cittadini e sono liberi di pensarla come vogliono, essendo in democrazia. Nei suoi toni deliranti – aggiunge - il comunicato dell'Ati definisce Presenzini un portavoce del M5S, cosa falsa e inventata, dato che i portavoce a livello comunale del M5S sono Valentina Ferrari e Fausto Savini e sono loro, quindi, a parlare ufficialmente a nome e per conto del M5S di Foligno. Sauro Presenzini non ha alcun ruolo ufficiale nel M5S di Foligno e non si è nemmeno mai candidato per il M5S al Consorzio Bonifica, per il semplice fatto che il M5S non ha mai presentato una sua lista al Consorzio Bonifica”.
“Non voglio entrare ora nei contenuti della questione biodigestore – conclude - perché lo abbiamo già fatto nelle sedi opportune, ponendo delle domande, per alcune delle quali ancora attendiamo una risposta, che pubblicheremo appena ne entreremo in possesso. In questo caso non siamo indignati per scelte discutibili di governo, siamo indignati per una mancanza assoluta di rispetto verso i cittadini. Questo modo di comunicare, sia in termini che in contenuti, non è accettabile da parte di chi si deve occupare delle scelte di governo del territorio, perché evidenzia in modo chiaro che i cittadini vengono trattati come sudditi anziché come persone. Non ci faremo certo intimidire dall’arroganza del direttore Galilei e lasceremo che siano i documenti e i fatti a parlare”. MP