Regione Umbria - Assemblea legislativa


BIODIGESTORE FOLIGNO: “LA REGIONE RIPETE L’ERRORE DI S. ORSOLA” - CARBONARI (M5S): “ESCLUDENDO ASSOGGETTIBILITÀ A VIA APRE PORTA A PROBABILI RICORSI AL TAR”

In sintesi

Il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (M5S) torna a puntare il dito sull'Esecutivo regionale per il Biodigestore di Casone di Foligno. Per l'esponente pentastellata, la Regione Umbria “come fece per l'ampliamento della discarica di Sant'Orsola, escludendo l'assoggettibilità a VIA (Valutazione di impatto ambientale) del progetto, abusando della propria discrezionalità ed aprendo la porta a ricorsi al TAR, anche per il biodigestore di Casone si appresta a ripetere lo stesso errore”.

 

(Acs) Perugia, 29 settembre 2016 - “Come fece per l'ampliamento della discarica di Sant'Orsola, escludendo l'assoggettibilità a VIA (Valutazione di impatto ambientale) del progetto, abusando della propria discrezionalità ed aprendo la porta a ricorsi al TAR, anche per il biodigestore di Casone (Foligno) la Regione si appresta a ripetere lo stesso errore”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Grazia Carbonari che evidenzia come “lo scrittore George Bernard Shaw era solito dire che 'il successo non consiste nel non commettere errori, ma nel non fare lo stesso una seconda volta'”.

“Siamo sempre più convinti – commenta l'esponente del M5S - che in Regione Umbria non si vuole assolutamente perseguire la strada del successo, ma piuttosto aprire quella del ricorso (altrui) ai tribunali amministrativi. Le recenti sentenze del TAR Umbria, relative alla discarica di S.Orsola – spiega -, hanno chiarito che per poter escludere l’assoggettabilità a VIA per un progetto riguardante i rifiuti (e, per analogia, l’assoggettabilità a VAS per un Piano Rifiuti) occorre un grado di certezza circa l'assenza di impatti negativi e che, in caso di incertezza o di impatto anche solo potenziale, si deve ricorrere sempre e comunque alla procedura VIA in ossequio al principio, di matrice comunitaria, di massima precauzione in materia di tutela ambientale”.

“Il TAR – ricorda - ha annullato gli atti regionali e provinciali riconoscendo che, da una parte, evidenziavano problematiche ambientali indotte anche dal progetto assoggettato a verifica ma, da altra parte, abusando di ampia discrezionalità avevano ritenuto 'non necessario' procedere con la VIA. La sentenza dice infatti che 'i provvedimenti di esclusione dalla VIA sono comunque sindacabili in caso di evidente assenza dei presupposti previsti dalla legge (più in particolare, assenza di certezze circa inesistenza di impatti negativi e significativi sull’ambiente)'. Una situazione analoga – sottolinea - si sta verificando per il caso del biodigestore previsto a Casone di Foligno. Infatti, a fronte di una situazione generale critica in cui versa la zona di Casone per la presenza di impianti inquinanti e di varie altre criticità ambientali (non adeguatamente considerati) e delle caratteristiche dell’impianto, non certo 'innocuo', che vi si vorrebbe costruire, la Regione, con determina dirigenziale (n.6049 del 20/8/15), ha ritenuto non dover assoggettare a VAS la modifica del Piano Rifiuti ATI3 (peraltro approvata dall'Assemblea dei Sindaci di ATI nel 2014, ovvero prima dell'atto regionale) che ha introdotto e previsto la costruzione del biodigestore. Allo stesso modo – continua - con determina dirigenziale (n.10125 del 22/12/15) anche il Servizio regionale competente decide di non assoggettare a VIA il progetto del biodigestore. Dall'atto risulta, peraltro, che il rappresentante del Comune di Foligno avrebbe dichiarato 'compatibile' con il PRG quando, invece, è stato già acclarato in atti ufficiali che per costruire tale opera si rende necessaria una variante al PRG e anche su questo punto il M5S farà chiarezza nelle sedi opportune”.

Per Carbonari, di fatto, quindi, “il biodigestore sarebbe stato oggetto di verifiche superficiali e non certo approfondite come quelle che si effettuano (o si dovrebbero effettuare) con le procedure VAS e VIA. Quindi non solo sarebbe stato violato il principio comunitario di massima precauzione, ma sarebbero state derogate tutte le norme nazionali e regionali che, in teoria, dovrebbero consentire la tutela dell'ambiente e la massima trasparenza e partecipazione. Da evidenziare infine il fatto – rileva - che la decisione di non assoggettare a VAS la modifica del Piano Rifiuti ATI3 con la quale è stato previsto il biodigestore di Casone è scaturita anche dal contenuto del Rapporto preliminare ambientale (per la VAS) elaborato da ATI3”. “Nel recente passato – puntualizza Carbonari -, in occasione della redazione del Piano Rifiuti ATI3, la stessa ATI3, non possedendo competenze tecniche specifiche in materia di VAS e VIA, è stata costretta a nominare quale consulente esterno (incaricato della redazione dei Rapporti Preliminari e di tutta la procedura necessaria) il Dott. Walter Ganapini, attuale Direttore di ARPA Umbria. Il M5S verificherà quindi non solo se l'autore dei Rapporti preliminari ambientali per la VAS e la VIA ha tenuto conto (o meno) delle criticità ambientali già presenti nella zona di Casone e destinate ad aggravarsi con il biodigestore, ma anche – conclude - se sussistono incompatibilità tra l'autore dei suddetti Rapporti e le figure di vertice degli Enti chiamati ad esprimersi sulla VAS e sulla VIA per il biodigestore”. RED/as


Source URL: http://consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie/comunicati/biodigestore-foligno-la-regione-ripete-lerrore-di-s-orsola

List of links present in page