Regione Umbria - Assemblea legislativa


QUESTION TIME (4): “CONTROLLO E VIGILANZA DELL'ATTIVITÀ VENATORIA” - ROMETTI (SER) E GUASTICCHI (PD) INTERROGANO, L'ASSESSORE CECCHINI RISPONDE: “COLLABORAZIONE SEMPRE PROFICUA, CI VUOLE CONDIVISIONE”

(Acs) Perugia, 27 settembre 2016 – Nella seduta odierna dedicata al question time, i consiglieri regionali Silvano Rometti (Socialisti e riformisti) e Marco Vinicio Guasticchi (Pd) hanno presentato un'interrogazione per “conoscere quali siano gli intendimenti della  Giunta regionale in merito all'attribuzione dell'attività di controllo e di vigilanza in materia venatoria, ricordando il ruolo finora svolto in tale materia dalla Polizia provinciale che si è sempre distinta per la sua spiccata competenza e professionalità”. 

Rometti, che ha illustrato l'atto, ha spiegato che ha ormai avuto inizio la stagione venatoria 2016/2017, e che l'attività della caccia “necessita anche di un'attività di controllo e vigilanza, funzionale al mantenimento di un doveroso equilibrio ambientale e al rispetto delle regole vigenti. Durante il periodo venatorio – ha aggiunto -, l'attività di controllo e vigilanza era stata finora svolta dal corpo di Polizia provinciale, sulla base della legge  '157/'92', rimasta immutata anche a seguito della Legge Delrio, che riconosce un ruolo importante e fondamentale agli agenti della Polizia provinciale. Il  personale della Polizia provinciale, sulla base di una comprovata esperienza e di una professionalità acquisita con una specifica formazione nonché in base alla conoscenza del territorio e del mondo venatorio, risulta particolarmente dotato di competenze e di attrezzature idonee a svolgere il servizio in argomento, ma dal primo settembre 2016 non ha potuto più effettuare alcun servizio nell'ambito della caccia, lasciando il compito di vigilanza in mano alle guardie venatorie volontarie, alle guardie ambientali e al Corpo Forestale dello Stato. Le guardie venatorie volontarie, precedentemente coordinate e supportate nella propria attività dalla Polizia provinciale, ora si trovano ad operare senza alcun coordinamento ed il necessario supporto pratico da parte della stessa”.

All'interrogazione ha risposto l'assessore alla caccia, Fernanda Cecchini: “Il tema della riallocazione delle funzioni trasferite dalle Province in Regione è ancora in via di definizione. Per quanto riguarda la materia venatoria e anche quella della pesca, le funzioni sono rientrate in Regione, quelle che erano regionali, la vigilanza sta in capo al Corpo provinciale e a dire la verità non sono due cose alternative, il lavoro della Polizia provinciale e quello del Corpo forestale dello Stato, perché negli anni la Regione ha sempre portato avanti in modo triennale una convenzione con il Corpo forestale dello Stato per svolgere le funzioni di antincendio boschivo e per svolgere anche tutte quelle funzioni legate alla vigilanza e all’attenzione e alla cura delle tematiche ambientali, quindi anche quelle venatorie. In questo senso, l’aver sottoscritto di nuovo questa convenzione ha significato continuare un lavoro che già era in essere e mettere in sicurezza il fatto che pure in presenza di una fase di transizione il controllo nel territorio per l’attività venatoria c’era e c’è, e anche portato avanti da personale competente e con le funzioni adeguate.  Tra l’altro questo può continuare anche in futuro, perché nel momento in cui, dal primo gennaio, il Corpo forestale sarà assieme alll'arma dei Carabinieri credo che questo ci metterà nelle condizioni di non sottoscrivere di nuovo la parte di convenzione che riguarda l’antincendio boschivo, ma potranno rimanere inalterate tutte le funzioni dentro questa convenzione, vigilanza per la materia ambientale e venatoria, perché contemporaneamente abbiamo formulato alla Provincia di Perugia e di Terni una proposta di collaborazione con le risorse che avevamo in capo. In questa fase sappiamo che il riordino delle Province ha significato per la Giunta regionale un onere che va molto oltre i 30 milioni di euro, quindi con le risorse che avevamo abbiamo formulato una proposta di collaborazione alle due Province che a tutt’oggi non hanno risposto. Proprio in queste settimane credo sia stata raggiunta un’intesa per far rimanere alla Provincia di Terni nove unità, e alla Provincia di Perugia 29 complessivamente 32, e credo stiano chiedendo la possibilità di averne altri cinque. Comunque questo sarà il contingente delle polizie provinciali delle due Province. Nei prossimi mesi riapriremo il ragionamento con loro e vedremo in che modo portare avanti una collaborazione che, a dir la verità, è sempre stata proficua in questa fase di transizione che ha bisogno naturalmente di flessibilità e condivisione da parte di entrambe le parti”.

Nella replica conclusiva, Rometti ha sottolineato che “esercitare un’attività venatoria senza capacità di controllo e affidarla a soggetti che la effettuano in maniera transitoria credo non sia la scelta giusta. Mi rendo conto che è una questione che attiene alla capacità di spesa del nostro Ente. Una parte di questo personale può essere ritrasferito insieme appunto a quelli che già sono stati trasferiti, sia per le questioni ambientali che per quelle legate alla caccia”. PG/


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