SCUOLA: “CON RIFORMA TANTI PROCLAMI E NESSUN RISULTATO. RIMANGONO I PRECARI, MANCANO 44 MILA INSEGNANTI DI SOSTEGNO, CLASSI TROPPO NUMEROSE” - MANCINI E FIORINI (LN) “OCCORRE INTERVENIRE CON URGENZA”
I consiglieri regionali della Lega Nord, Valerio Mancini e Emanuele Fiorini puntano il dito sulla riforma della Scuola messa in atto dal Governo Renzi, sottolineando che, “a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico è necessario che l'Assemblea legislativa dell'Umbria esamini ed approvi all’unanimità le mozioni presentate dalla Lega Nord sulla 'Buona scuola', affinchè la Giunta regionale intervenga con urgenza chiedendo chiarimenti al Ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini. Non si può cominciare l’anno scolastico con instabilità, incertezza e malcontento”.
(Acs) Perugia, 1 settembre 2016 - “La politica distruttiva del Governo Renzi non risparmia nessuno. Dopo aver fatto proclami senza risultati nel mondo del lavoro, nell’economia e tra i giovani ecco un’altra vittima sacrificale: la scuola”. Lo scrivono i consiglieri regionali della Lega Nord, Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini per i quali “a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico è necessario che l'Assemblea legislativa dell'Umbria esamini ed approvi all’unanimità le mozioni presentate dalla Lega Nord sulla 'Buona scuola' affinchè la Giunta regionale intervenga con urgenza chiedendo chiarimenti al Ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, poiché non possiamo cominciare l’anno scolastico con instabilità, incertezza e malcontento” .
I due esponenti del Carroccio fanno sapere che “in questi giorni siamo stati raggiunti da numerose richieste di intervento da parte di dirigenti scolastici umbri e abbiamo ascoltato le giustificate titubanze di tanti genitori. E ciò che emerge sono le insormontabili lacune che questa riforma ha apportato al mondo della scuola. Insegnanti che vengono trasferiti in ogni parte della penisola – continuano - senza tener conto di un giusto criterio di anzianità o di territorialità, precari che non avranno mai una cattedra, ma che saranno impiegati per supplenze o progettualità, docenti che vengono inviati alle scuole senza tener conto delle proprie deleghe. E così – spiegano – potrebbe accadere, come avvenuto a Città di Castello, che arrivano due professori per una stessa disciplina e nessuno per altre. Si tratta di uno svuotamento di graduatorie senza logica, utile solo alla politica dell’apparire, tipica di Renzi e del Pd. Con questa riforma – spiegano i due consiglieri leghisti – si è gettato ancor più nel caos il mondo della scuola, quando, ad esempio impiegando maggiori risorse economiche per questa giusta causa, si poteva ridurre il numero massimo degli alunni in ogni classe, fare più sezioni e conseguentemente aumentare i posti di lavoro”.
“Analoga e triste situazione – rilevano ancora Mancini e Fiorini – vale anche per gli insegnanti di sostegno le cui assunzioni con questa riforma sono state 25mila su 87mila, nonostante l’ultimo censimento del Miur conti 44mila cattedre scoperte. Ci chiediamo dunque dove sono finiti i parlamentari umbri del Partito democratico, che hanno sostenuto questa pseudo riforma. Soprattutto ci domandiamo dov’è l’azione dei sindacati e in primis della Cgil, per anni in piazza contro i Governi di centrodestra mentre adesso si limitano a flebili e sterili comunicati stampa nel sito ufficiale. Ma forse – concludono Mancini e Fiorini - non hanno avuto il tempo di recarsi presso i plessi scolastici e ascoltare i dirigenti e gli insegnanti. Ormai l’azione amministrativa del Governo Renzi non ha più alcuna collocazione politica se non quella dell’inefficienza dei proclami senza risultati”. RED/as