Regione Umbria - Assemblea legislativa


LAVORI D'AULA (4): “MORATORIA ALLA COSTRUZIONE DI NUOVI CENTRI ISLAMICI E DI NUOVE MOSCHEE” - L'ASSEMBLEA RINVIA IN COMMISSIONE LA MOZIONE DELLA LEGA NORD

In sintesi

Dopo una pausa dei lavori e una riunione dei capigruppo consiliari, l'Assemblea legislativa dell'Umbria ha deciso unanimemente di rinviare in commissione la mozione presentata dai consiglieri regionali della Lega nord Emanuele Fiorini e Valerio Mancini che impegnava la Giunta ad attivarsi presso il Governo nazionale per “una moratoria alla costruzione o all'apertura di nuovi centri islamici e di nuove moschee”.

(Acs) Perugia, 2 agosto 2016 – Dopo una pausa dei lavori e una riunione dei capigruppo consiliari, l'Assemblea legislativa dell'Umbria ha deciso unanimemente di rinviare in commissione la mozione presentata dai consiglieri regionali della Lega nord Emanuele Fiorini e Valerio Mancini che impegnava la Giunta ad attivarsi presso il Governo nazionale per “una moratoria alla costruzione o all'apertura di nuovi centri islamici e di nuove moschee”.

IL CONTENUTO DELLA MOZIONE
VALERIO MANCINI (Lega Nord-vicepresidente Assemblea legislativa): “LA GIUNTA REGIONALE SI ATTIVI NEI CONFRONTI DEL GOVERNO PER UNA MORATORIA DELLA COSTRUZIONE DI QUESTI EDIFICI RELIGIOSI FINO A QUANDO NON SARÀ STIPULATA UN INTESA CON LO STATO - La mozione è stata proposta a gennaio 2016 quando uscirono le prime notizie circa la costruzione di una moschea o centro islamico a Umbertide. Abbiamo richiesto all'Amministrazione comunale un accesso agli atti che ci è stato negato. Stessa cosa è accaduta per una analoga richiesta da parte di un cittadino preoccupato per motivi di sicurezza. In quell'occasione l'Amministrazione ha accampato la giustificazione che la richiesta non era accoglibile perché le questioni di sicurezza non erano di sua competenza. Nella città sono stati poi effettuati dibattiti in cui ha risaltato la reazione scomposta dell'Amministrazione e dell'onorevole del PD Giulietti. I lavori per la costruzione di questo centro di culto sono stati iniziati ed è stato chiaro anche dal progetto, che abbiamo poi avuto modo di visionare, che si tratta di una vera e propria moschea, di ampie dimensioni che in alcuni punti raggiunge un'altezza di 13 metri. Si tratta  quindi di un manufatto sproporzionato e con una ubicazione impropria: è vicino ad una antica chiesa, ad un mattatoio e ad un vivaio, peraltro utilizzato anche per scopi sociali. Tutti gli atti amministrativi sono stati adottati, sono quindi atti pubblici, malgrado questo sono sfuggiti all'attenzione dei consiglieri di maggioranza ma anche di minoranza di quel Comune. Su una questione così delicata si sarebbe dovuto coinvolgere la popolazione, ma prima, in fase preliminare, e non dopo e in maniera strumentale come è stato fatto in realtà. Umbertide nel proprio statuto prevede l'indizione di referendum consultivo su questioni di particolare interesse, ma su questa vicenda quanto previsto dalla Carta comunale è stato completamente disatteso. Si chiede quindi di valutare in primo luogo l'opportunità di carattere sociale circa la costruzione di questo centro di culto. Del resto occorre specificare che lo Stato italiano non ha stipulato alcuna intesa con la confessione religiosa islamica come previsto dalla Costituzione.  Il consiglio islamico nazionale a causa delle proprie divisioni interne ha impedito di fatto un accordo che portasse alla stipula di un accordo che regolasse le svariate modalità di esercizio di questa religione, ivi compresa la costruzione dei relativi luoghi di culto. Richieste in tal senso non sono state prese in considerazione dalla presidenza del Consiglio dei Ministri perché non c'è appunto un referente da tutti riconosciuti. Ora quindi, in assenza di questo atto di rilievo costituzionale è possibile costruire un centro culturale che di fatto, come nel caso di Umbertide, è una moschea vera e propria. Chiediamo alla Giunta regionale di attivarsi nei confronti del Governo perché stabilisca una moratoria nella costruzione di questi edifici religiosi fino a quando non sarà stipulata un intesa con lo Stato come previsto da Costituzione italiana”. 

GLI INTERVENTI
MARCO VINICIO GUASTICCHI (Pd - vicepresidente Assemblea legislativa) “VERIFICHIAMO TUTTI GLI ASPETTI RIGUARDANTI UN PROGETTO MOLTO DISCUTIBILE E NON CONDIVISIBILE. RINVIARE MOZIONE IN COMMISSIONE E CONVOCARE IN AUDIZIONE I SOGGETTI INTERESSATI, A COMINCIARE DAGLI AMMINISTRATORI COMUNALI DI UMBERTIDE, ATTUALI E PASSATI. La mozione, troppo generica nei contenuti e non in tutto condivisibile, punta l'attenzione su un problema reale e serio.  Nel caso specifico di Umbertide io chiedo che si verifichi a fondo sia l'opportunità che la regolarità della costruzione di una struttura che diventerebbe uno dei luoghi di culto islamico più grandi del centro Italia. Una macrostruttura che occupa una superficie di 1200 metri quadrati con un minareto che supererà i 9 metri di altezza. Tutto questo in assenza del necessario confronto e coinvolgimento dei cittadini che in altre città è avvenuto. Il Comune di Umbertide non ha attivato alcuna forma di partecipazione e questa struttura si costruirà in totale assenza di chiarezza, a partire dal problema delle risorse,  che si possono stimare in poco meno di 2 milioni di euro e che non si sa da dove provengono, certo non solo dalla colletta della comunità islamica di Umbertide che non ha grande consistenza. Rispetto a ciò si pone l'interrogativo che l'edificio in costruzione possa diventare in realtà la moschea di riferimento degli islamici a livello nazionale. Sicuramente gli atti tecnico-amministrativi saranno tutti legittimi e regolari ma rispetto alle grandi problematiche di opportunità che caratterizzano questa vicenda le responsabilità politiche dell'amministrazione di Umbertide sono enormi, tali da legittimare la richiesta di un attenzione particolare della Regione e del Governo nazionale su una questione che, nel contesto sociale di questa città di poco più di ventimila abitanti, ha un peso grandissimo. Umbertide è una comunità che è stata sempre accogliente e inclusiva, aperta al dialogo e al confronto culturale e religioso, è ora fortemente turbata ora da questo atto. Propongo quindi al gruppo della Lega di modificare il dispositivo della mozione tralasciando la richiesta di una moratoria nazionale e puntando invece l'attenzione sul caso specifico di Umbertide, chiedendo una verifica di tutti gli aspetti riguardanti la realizzazione di un progetto molto discutibile e allo stato delle cose non condivisibile. Una verifica che a livello regionale potremmo fare rinviando l'atto in Commissione e convocando in audizione i soggetti interessati, a cominciare dagli amministratori comunali di Umbertide, attuali e passati”.

RAFFAELE NEVI  (FI) “CERCHIAMO DI COSTRUIRE LE CONDIZIONI AFFINCHÉ LE COMUNITÀ MUSULMANA E CATTOLICA E LE ALTRE CONFESSIONI RELIGIOSE POSSANO CONVIVERE. RINVIAMO LA MOZIONE IN COMMISSIONE PER FARE TUTTI GLI APPROFONDIMENTI NECESSARI. Stiamo trattando un tema sul quale bisogna avere molta attenzione, perché è questione delicata, e sulla quale ritengo che il Consiglio regionale dell’Umbria possa marcare anche una posizione importante. L'oggetto della discussione riguarda un dibattito che si sviluppa a livello nazionale. C’è tutta la questione del controllo sulle moschee, un tema che è però  molto spigoloso e scivoloso per chi come me che sono liberale e pensa che la libertà religiosa sia uno dei fondamenti dello Stato laico occidentale e che va assolutamente rispettata. Io penso che quello che diceva il consigliere Guasticchi sia un approfondimento che è opportuno fare. Cerchiamo cioè di costruire le condizioni affinché le comunità musulmana e cattolica e le altre confessioni religiose possano convivere nel migliore modo possibile e facciamo di tutto affinché qui in Umbria si possa sperimentare anche un modello nuovo innovativo magari sul versante dei controlli e della organizzazione della sicurezza. Quello che viviamo è un momento molto delicato, ma io penso che dall’Umbria potremmo provare ad affrontarlo in positivo. Affrontiamo quindi seriamente la questione, magari nella sede della Commissione prendendoci un mese di tempo da impiegare in confronti che coinvolgano, ad esempio la Prefettura, il Ministero dell’Interno o, se possibile, la comunità musulmana, per evitare  di andare avanti a strappi, tra favorevoli e contrari buttandola come si dice in 'politica'. Valerio Mancini e Emanuele Fiorini hanno posto un tema vero su cui certo la competenza dell'Assemblea legislativa è quasi irrilevante, però sul piano politico possiamo fare qualcosa di importante di buono per lanciare un messaggio che possa travalicare anche i confini della nostra regione”.  

CLAUDIO RICCI (RP): “LA MOZIONE DI MANCINI E FIORINI È UTILE COME ELEMENTO DI RIFLESSIONE, PERÒ LE MOSCHEE UFFICIALE SONO I LUOGHI PIÙ CONTROLLATI E SICURI. ALTRO TEMA È L'ISLAM 'DOMESTICO' DI CUI NON ABBIAMO UN QUADRO CHIARO.  Quella di Umbertide rischia di essere la settima moschea ufficiale in Italia con minareto, determinando un impatto sociale e culturale di livello nazionale. La necessità di una fase partecipativa è un fatto doveroso e opportuno. Ad oggi sono 1,7 milioni i mussulmani che vivono in Italia, e non pochi di questi sono italiani di nascita. 800 sono i centri islamici nel nostro Paese e a volte non si ha la mappatura precisa di quale sia la loro natura. Serve dialogo ma senza sincretismo, un'esperienza di cammino insieme senza rinunciare alla nostra identità, tradizioni e simboli. Da non confondere la sicurezza con il terrorismo. I pericoli non stanno nelle moschee ufficiali ma nei centri islamici. Il quadro è molto complesso e serve il raccordo informativo tra i diversi stadi. Il comune ha degli strumenti, come la valutazione ambientale, e rispetto ai mille e 300metri quadrati di struttura ha lo strumento del piano regolatore. Lo sviluppo culturale e economico nasce da confronto tra culture e religioni diverse. C'è la necessità che la Regione Umbria possa fare un approfondimento e serve rimodulare la mozione nel tentativo di creare un luogo dove ci possa essere una fase partecipativa e di approfondimento”.

SILVANO ROMETTI (SER): “QUESTO È UN ARGOMENTO CHE DOBBIAMO APPROFONDIRE, CON MOMENTI DI RIFLESSIONE, COINVOLGENDO I SOGGETTI CHE HANNO IN MANO LA DECISIONE su questi progetti. Dobbiamo capire bene cosa ne pensa la comunità di Umbertide e capire se questo intervento è dimensionato con la città. La proposta di Nevi è sensata, visto che non c'è un consenso diffuso sul progetto. C'è un'esigenza di emersione e la libertà di culto deve essere garantita nel nostro paese. Questa è una scelta da ponderare e da far digerire bene a cittadini che abitano in quella realtà. Utile Un momento di approfondimento sentendo anche la comunità islamica di Umbertide, il Comune, la Prefettura. Avere un quadro chiaro può darci un indirizzo che può servire in questo e in altri casi che possono nascere in Umbria. Invito Mancini a dare la possibilità di fare un'istruttoria vera”.

MARCO SQUARTA (FDI):  “VOTERÒ LA MOZIONE MA RITENGO NECESSARIO UN APPROFONDIMENTO. SI ALLA LIBERTÀ DI CULTO MA NEL RISPETTO DELLE REGOLE che le circostanze ci impongono debbano essere chiare e certe. La nostra Costituzione garantisce la libertà di culto. Credo che non tutti i musulmani siano terroristi e che la maggior parte siano persone perbene. Però di fronte a fatti terroristici non possiamo chiudere gli occhi. Dobbiamo avere senso di responsabilità. Vanno chiuse le moschee illegali del nostro paese. Sulle moschee legali occorrono delle regole molto chiare. Serve un albo degli imam, vogliamo sapere cosa si dicono all'interno delle moschee, quindi devono predicare in italiano. Anche l'aspetto del finanziamento è importante, dobbiamo sapere chi è che mette i soldi. La regione non ha molti poteri ma non può rimanere inerte. È necessario approfondimento in Commissione. Aprire una discussione nell'ipotesi che altre moschee vengano realizzate in regione”. 

ANDREA LIBERATI (M5S): “BISOGNA APPROFONDIRE LA QUESTIONE CHE È SPINOSA, PER CAPIRE COSA È SUCCESSO E PER METTERE TUTTI SULLO STESSO PIANO POLITICO E AMMINISTRATIVO DI CERTEZZE, anche per rassicurare i cittadini. Come M5S abbiamo sollevato il problema a livello legalitario perché al di la del  problema di culto c'è un problema burocratico evidente e irrisolto. Dispiace che la presidente Marini sia assente. Il problema è anche dei finanziamenti di questi edifici di culto che restano nell'opacità. Bisogna sapere da dove arriva il denaro. A livello regionale dobbiamo soffermarci sul fatto che ci sono elementi amministrativi che non tornano. È mancato totalmente il percorso partecipativo. Rientriamo in uno stato di diritto. Evitiamo che il proselitismo integralista attecchisca anche qua”. 

GIANFRANCO CHIACCHIERONI (PD): “SERVE UN  APPROFONDIMENTO E  ASSUNZIONE DI MAGGIORE INFORMAZIONE. IL FUTURO È INSIEME, CON IDENTITÀ FORTI E CHIARE - La mozione è stata presentata circa sei mesi fa e le condizioni sono profondamente mutate. C'è stato un dibattito che condivido e condivido la proposta di Nevi di approfondire attraverso un confronto. L'Umbria è la regione del dialogo. Nel nostro paese in questi giorni c'è un tentativo di dialogo con l'islam, con i vescovi che pregano insieme agli imam. Il Papa verrà qui nei prossimi giorni e noi doveremo far trovare una comunità coesa nel dialogo e nel confronto. L'appello dei musulmani a altri musulmani a denunciare il terrorismo è un elemento di incoraggiamento che vanno costruiti sulla strada dell'iniziativa politica e istituzionale. Noi oltre a combattere la questione terrorismo dobbiamo anche prevenirlo e lo si fa non erigendo un muro contro il mondo musulmano, va isolato il mondo radicale. Se c'è la volontà di approfondimento e di studio, oggi anche chi ha condiviso l'iniziativa all'inizio oggi non è estraneo a interrogarsi su questo tema. Facciamo un momento di approfondimento e di assunzione di informazione maggiore, di incontro e di conoscenza. Tutto il mondo è impegnato a costruire un dialogo per far emergere i moderati e isolare i radicali”. 

GIACOMO LEONELLI (Pd): “NON CI SONO LE PREMESSE PER UN VOTO POSITIVO - La priorità per il consigliere Mancini sembra solo quella di apparire sui media regionali, dato che l'atto si riferisce ad una moratoria nazionale. Nelle premesse si fa esplicito riferimento al Comune di Umbertide, sulle cui scelte noi non abbiamo informazioni. Non sappiamo nulla neppure del referendum a cui si accenna e nutro dei dubbi anche sulla fondatezza giuridica di certe asserzioni contenute nella mozione. Per questi motivi appare necessario almeno un approfondimento tecnico”. 

VALERIO MANCINI (Lega): “La riunione dei capigruppo ha portato ad una apertura dell'Assemblea, il DOCUMENTO VERRÀ QUINDI APPROFONDITO IN COMMISSIONE per affrontare tutte le tematiche emerse. Magari anche per arrivare ad una proposta di legge condivisa, partendo dall'errore commesso nella comunità di Umbertide, dove non c'è stata condivisione per la scelta”. TB/DMB/MP


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