Regione Umbria - Assemblea legislativa


AMBIENTE: “BASTA POLEMICHE SULL'AMIANTO. SI OPERI IN FRETTA O AVVIEREMO RACCOLTE FIRME TRA I LAVORATORI” – NOTA DI LIBERATI (M5S)

In sintesi

Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, torna ad occuparsi della vicenda amianto e invita tutti a “non fare polemiche ma ad operare in fretta, altrimenti avvieremo una raccolta firme tra i lavoratori”. Per Liberati i “benefici amianto non solo restituirebbero giustizia agli esposti e alle loro famiglie, ma comporterebbero anche centinaia di nuove possibili assunzioni in molte città dell’Umbria”.

 

(Acs) Perugia, 22 luglio 2016 – “Sulla vicenda amianto non servono polemiche ma è necessario operare in fretta, altrimenti avvieremo una raccolta firme tra i lavoratori”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati.

Per Liberati “anziché indugiare sulla politica politicante, sull’autoreferenzialità, sui traguardi di bottega, cerchiamo di tenere sempre a mente per chi stiamo lottando e perché. Operiamo dunque per il comune obiettivo, senza perdere altro tempo, altrimenti procederemo a una raccolta firme tra lavoratori e cittadini di Terni (Thyssen, polo chimico), Narni (SGL Carbon e altri) e Foligno (Officine Grandi Riparazioni): non è una questione del Movimento 5 Stelle o di parte. Si tratta di una doverosa battaglia di civiltà”.

“Per i tanti lavoratori umbri esposti all'amianto e per le loro famiglie -spiega Liberati - si chiude una settimana tra le più importanti degli ultimi lustri. È davvero rilevante l'incontro istituzionale registrato lunedì scorso a Palazzo Cesaroni, in Seconda commissione regionale. Nei giorni seguenti sono state rilasciate molte dichiarazioni, apparentemente improntate a cogliere l'obiettivo comune. In controluce si leggono però alcune diffidenze, autentiche resistenze da parte di qualche protagonista aduso a ciurlare nel manico. Sono talora gli stessi che non si sono mai accorti dei sodalizi criminali che intrappolano la ThyssenKrupp e le sue maestranze, con un enorme danno finanziario-industriale, ambientale e sociale, tuttora da decifrare pienamente. Danno che rappresenta con ogni probabilità la reale base della drammatica vertenza del 2014, vertenza alimentata più dall’accolita di banditi attivi dentro e fuori Ast-Tk, che da veri problemi di mercato. Torneremo ben presto a parlarne a tutti i livelli, fornendo spunti di profonda riflessione”.

“E oggi – prosegue Liberati - anziché convergere sollecitamente e concretamente su nuove basi valoriali per una più proficua ripartenza, ci si sofferma ancora sul chi doveva fare cosa. Eppure sull’amianto, largamente e incontrovertibilmente presente in Ast-Tk, così come altrove, in Regione è stato soltanto riferito che c’era ‘disponibilità’ da parte del Governo. D’altronde sarebbe stato discriminatorio un contegno opposto, visto che i benefici amianto erano già stati riconosciuti a poli siderurgici quali Torino, Trieste, Piombino e Taranto. Perché l'Umbria non li ha ottenuti? Alcuni potrebbero offrire una risposta definitiva, sebbene ormai inutile e tardiva, quale che essa sia. Né aiuta il rilanciare la palla fuori dalla Conca, in un apparente intento autoassolutorio”.

“Vogliamo ancora fermarci al 2014 – chiede Liberati - oppure essere determinati per il futuro? Vogliamo indugiare e persino fuorviare la pubblica opinione e i lavoratori oppure riconsegnare sollecitamente loro quei diritti economici e previdenziali a lungo sottratti? A questo punto non servono parole, ma azioni incisive: si dichiari esplicitamente e immediatamente chi è favorevole e chi è contrario. Facciamo chiarezza, anziché depistare, mettendo oltretutto in difficoltà chi si sta adoperando sia in Regione, sia in sede nazionale, sia in sede locale per l'ottenimento dei benefici. Ci sono le condizioni e il clima giusto: perché attardarsi ancora?”.

“Qui – conclude Liberati - ci sono lavoratori, stanchi e non di rado malati, costretti a subire pure un dibattito inconcludente: vogliamo recuperare senza friggere ulteriormente l’aria? I 'benefici amianto' non solo restituirebbero una qualche giustizia agli esposti e alle loro famiglie, ma comporterebbero anche centinaia di nuove possibili assunzioni per giovani e meno giovani in molte città dell’Umbria”. RED/dmb


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