POLITICA: “CENTRODESTRA SCONFITTO AD ASSISI DOPO 20 ANNI DI BUON GOVERNO. NECESSARIA NUOVA PROPOSTA POLITICA AL NETTO DELL'EGEMONIA DEI PARTITI” - DE VINCENZI (RP) SULL'ESITO DEL BALLOTTAGGIO
Il consigliere regionale di opposizione Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) interviene sul risultato del ballottaggio di Assisi, evidenziando che si tratta di “una sconfitta netta e pesante, che stigmatizza in modo definitivo questioni non più procrastinabili nel centro-destra”. Per De Vincenzi “dopo Assisi non può che iniziare una nuova fase per il centro-destra umbro, costretto, senza più proroghe, a ricomporsi e tracciare una nuova proposta politica”.
(Acs) Perugia, 21 giugno 2016 - “Nonostante le ampie possibilità di vittoria, la città di Assisi è passata al centro-sinistra, proponendo un candidato sindaco prestato al Pd e con una traiettoria politica certamente non di sinistra. Anche per questo una sconfitta ancor più netta e pesante del semplice risultato che stigmatizza in modo definitivo questioni non più procrastinabili nel centro-destra e nelle liste civiche di riferimento, in primis nei confronti dei propri elettori ai quali dobbiamo risposte chiare”. Lo afferma il consigliere regionale di opposizione Sergio De Vincenzi (Ricci presidente), commentando il risultato del ballottaggio.
Per De Vincenzi alcuni fattori di novità come la vittoria di Romizi a Perugia nel 2014, l'affermazione di Laura Pernazza ad Amelia, il “ballottaggio sfiorato a Città di Castello”, “ci interrogano sulla netta sconfitta della coalizione del centro-destra ad Assisi, dopo venti anni di indiscutibile buon governo. Una città culturalmente non di sinistra che nel primo turno ha fatto registrare quasi il 60 per cento di consensi per le liste di centro-destra e civiche (Bartolini, Lunghi, Mignani, Buini e Iacono). Una sconfitta che risuona come un appello alla responsabilità per chi ha scelto un candidato sindaco concepito più come signorotto di tipo feudale, che come espressione del sentimento popolare e di collegamento fra le liste di coalizione. Una responsabilità per chi non ha saputo o voluto elaborare una sintesi esauriente gradita a tutti gli schieramenti, magari chiudendo il dialogo, ma anche per chi non ha voluto fare un doveroso passo indietro, anche a scapito di logiche di partito”.
Secondo Sergio De Vincenzi “il voto di Assisi rappresenta un richiamo alla responsabilità per tutti: per chi ha puntato sull'usato sicuro senza prospettive di vittoria, esaltando il ruolo e l'immagine dei partiti, in un momento storico e politico nel quale i cittadini hanno voglia di premiare il civismo. Ma anche per i civici che non hanno manifestato il buon senso o la capacità di affermare le proprie prospettive e potenzialità. Con il dopo Assisi – conclude - non può allora che iniziare una nuova fase per il centro-destra umbro, costretto, senza più proroghe, a ricomporsi e tracciare una nuova proposta politica al netto dell'egemonia dei partiti e delle vecchie logiche di potere”. RED/mp