GESENU: “COMUNE E REGIONE ESCANO DA INDECISIONE. SERVE SOTTOSCRIZIONE POPOLARE” – NOTA DI DE VINCENZI (RP)
Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Rp) invita “il Comune di Perugia, di concerto con la Regione, ad uscire il prima possibile dal limbo dell'indecisione sulla vicenda Gesenu”. Per De Vincenzi è necessario “intraprendere la strada di una sottoscrizione popolare che permetta, da un lato, di superare l'empasse delle interdittive antimafia e, dall'altro, offrire ai soci privati di Gesenu un’exit strategy percorribile”.
(Acs) Perugia, 13 maggio 2016 – “Il Comune di Perugia, di concerto con la Regione, esca quanto prima possibile dal limbo dell'indecisione, intraprendendo la strada di una sottoscrizione popolare che permetta, da un lato, di superare l'empasse delle interdittive antimafia e, dall'altro, offrire ai soci privati di Gesenu un’exit strategy percorribile”. È quanto dichiara il capogruppo regionale della lista Ricci Presidente, Sergio De Vincenzi.
Per De Vincenzi “le interdittive antimafia che hanno interessato in questi ultimi mesi il gruppo aziendale di Gesenu, la gestione non del tutto chiara e lineare dell'ampio e articolato sistema di discariche e impianti di compostaggio della rete di smaltimento dei rifiuti regionali, l'insediamento dell'Auri e da ultime le indagini sulle ceneri della centrale di Pietrafitta e sull’inquinamento legato ai vari impianti, rappresentano tutti pezzi di un puzzle ancora lontani dall’incastrarsi ed offrire un quadro chiaro e definito di rischi e prospettive. Tuttavia, tutte le rilevanti questioni sanitarie, giudiziarie ed economiche ricordate rischiano di passare in secondo piano di fronte al pericolo più che concreto del collasso del sistema regionale dello smaltimento dei rifiuti che, ad oggi, sarebbe stimato intorno ai due anni di autonomia”.
“Insomma – prosegue De Vincenzi - la campanella dell’ultimo giro è ormai suonata e dal sindaco di Perugia Andrea Romizi e dalla presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini tutti gli umbri si attendono una risposta celere, concreta e di ampia prospettiva. Una di queste possibili proposte potrebbe essere quella di una sottoscrizione popolare che, a fronte di un modico impegno per l’utenza, possa permettere al Comune di Perugia l’acquisizione del capitale privato di Gesenu in quota Cerroni e Noto La Diega, con il vantaggio di offrire a Comune di Perugia e Regione di veder tutelato il servizio, i decennali investimenti, definire prospettive certe e creare le condizioni di un Auri efficace e operativa in tempi brevi. In questo modo si potrebbe anche pensare di ripartire il futuro servizio regionale fra due gestori, uno per la provincia di Perugia e l’altro per quella di Terni, ottimizzando risorse e minimizzando i costi per i cittadini. Un’ipotesi del genere potrebbe incidere sulla singola utenza, limitandoci alle circa 80 mila del capoluogo di regione, per circa 12,5 euro ogni milione di euro di operazione, con ampia possibilità di modulazione fra famiglie e impianti produttivi. Un’operazione che potrebbe incidere anche molto meno se dovesse coinvolgere le utenze anche di altri comuni della provincia. Non va dimenticato, però, che un’iniziativa del genere potrebbe essere proposta ai cittadini solo dietro l’assicurazione di un servizio di smaltimento veramente efficiente, eco-compatibile e meno oneroso dell’attuale”. RED/dmb