LAVORI D'AULA (5): ILLUSTRATA LA RELAZIONE CONCLUSIVA DELLA COMMISSIONE D'INCHIESTA SUL SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI – VOTATA ALL'UNANIMITÀ MOZIONE PER PROSECUZIONE LAVORI IN COMMISSIONE SECONDA E ANTIMAFIA
Il presidente Gianfranco Chiacchieroni ha illustrato all'Assemblea legislativa la relazione conclusiva sull'attività svolta dalla Commissione d'inchiesta su “verifica e tenuta del sistema di gestione integrata dei rifiuti sul territorio regionale”. Al termine della discussione l'Aula, prendendo atto della relazione presentata, ha approvato la mozione a firma Chiacchieroni, Solinas, Casciari (Pd), Liberati (M5S) e Fiorini (Lega) che propone di proseguire il lavoro di approfondimento svolto dalla Commissione di inchiesta nell'ambito della Seconda commissione consiliare e, per quanto di competenza, della nuova Commissione regionali antimafia”.
(Acs) Perugia, 26 aprile 2016 - “Il piano rifiuti nel suo complesso appare valido, anche se ci sono dei ritardi. Le problematiche emerse verranno affrontate dall'Agenzia unica per i rifiuti e l'idrico (Auri) partendo proprio dall'armonizzazione del sistema, lavorando sulla proiezione della strategia che a livello regionale ci si è dati, rilevando inoltre difficoltà e ritardi sul sistema della differenziata, questo è l'approccio che Auri si è data dal momento della sua costituzione. Quanto all'interdittiva antimafia, le inchieste della magistratura devono fare il proprio percorso, che tutti auspichiamo sia celere, per i destini di una realtà economica molto importante per l'Umbria”. Il presidente Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha così avviato l'illustrazione all'Assemblea legislativa della relazione conclusiva sull'attività svolta dalla Commissione d'inchiesta su “verifica e tenuta del sistema di gestione integrata dei rifiuti sul territorio regionale, con particolare riferimento alla raccolta differenziata e valutazione delle implicazioni e ricadute sul sistema, dell'interdittiva antimafia notificata dal prefetto di Perugia a Gesenu, Ecoimpianti e Gest”.
Chiacchieroni ha evidenziato che “tra le criticità del sistema di gestione dei rifiuti riscontrate ci sono: la mancata diminuzione dei costi della raccolta differenziata per i cittadini, dovuti all'investimento iniziale necessario per attivarla; il basso costo del conferimento in discarica in Umbria; il mancato completamento del processo di economia circolare (superamento dei consorzi obbligatori e sostegno delle imprese private che lavorino materiali recuperati); la necessità di calcolare il materiale recuperato e non solo il differenziato; la necessità di innovare gli impianti di trattamento e di rendere efficienti quelli che esistono. Il superamento di questi nodi potrà determinare un minore impatto sulle discariche, lasciandole solo per una parte limitata del sistema complessivo (chiusura del ciclo)”.
Al termine del dibattito che è seguito all'illustrazione, l'Aula ha approvato all'unanimità (14 sì) la mozione sottoscritta dai consiglieri Chiacchieroni, Solinas, Casciari (Pd), Liberati (M5S) e Fiorini (Lega) che “preso atto del lavoro svolto dalla Commissione d’inchiesta sulla tenuta del sistema di gestione integrata dei rifiuti sul territorio regionale, propone di trasmettere tutto il materiale esaminato all’attenzione della Seconda commissione, così da permettere di proseguire il lavoro in continuità, convocando audizioni periodiche ogni tre mesi circa per affrontare le problematiche legate al ciclo della raccolta dei rifiuti in Umbria. Inoltre demanda alla costituenda Commissione Antimafia la trattazione delle problematiche inerenti l’interdittiva alla società Gesenu e la valutazione di eventuali reati sempre nell’ambito del ciclo dei rifiuti”.
IL DIBATTITO
VALERIO MANCINI (Lega nord, vicepresidente Assemblea): “APPROFONDITO UN TEMA QUASI SCONOSCIUTO per i consiglieri regionali. L'attività della Commissione, pur nei limiti imposti dalla maggioranza, ha confermato le considerazioni contenute nella richiesta di istituzione avanzata dalle opposizioni. Tutte le forze politiche hanno condiviso l'esigenza di continuare ad approfondire la questione, per assicurare alla comunità regionale un luogo di controllo, verifica e approfondimento del sistema rifiuti dell'Umbria. La proposta di trasformare la Commissione di inchiesta in un tavolo permanente permetterà di continuare l'attività di approfondimento sulla materia, seguendo i nuovi filoni come quello della Valnestore e di dare risposte ai punti inevasi alla base dell'istituzione della Commissione. La relazione del presidente è un resoconto notarile e l'attività della Commissione di inchiesta è stata limitata da scelte politiche. Due aspetti lo dimostrano: la Commissione ha risentito del taglio dei tempi imposto dalla maggioranza già al momento del voto per l'insediamento, limitando i lavori da 12 a 6 mesi, a cui vanno sottratte altre settimane di pausa; all'interno della Commissione si sono fronteggiate due posizioni, quella delle opposizioni e quella della maggioranza, che ha tentato di limitare al massimo gli orizzonti dell'inchiesta. La Commissione ha così lavorato in due fasi, la prima dedicata all'approfondimento dell'interdittiva e la seconda al sistema rifiuti nel suo complesso. La seconda parte è stata limitata in modo particolare dalla ristrettezza dei tempi. Sono stati sentiti vari soggetti coinvolti, ma le audizioni hanno dovuto tenere conto dello scarso tempo a disposizione. Il 3 marzo in una sola mattinata sono stati ascoltati alcuni dei comitati civici che seguono i dossier più spinosi dell'intero territorio regionale. Il 10 marzo sono stati convocati, nella stessa mattinata, numerosi sindaci umbri i cui territori sono interessati da impianti o discariche. Ancora il 17 marzo, sempre nella stessa mattinata, sono stati sentiti il direttore dell'Arpa, l'assessore competente e i rappresentanti sindacali dei lavoratori di Gesenu.
Le risposte ai quesiti posti dalla Lega hanno contribuito a fornire elementi importanti per fare chiarezza. Alcuni soggetti poi non si sono neppure presentati, come il presidente dell'Anci Umbria, i sindaci di Terni, Gualdo Tadino e Castiglione del Lago. Avevamo inoltre chiesto di sentire l'assessore regionale all'ambiente e alla sanità, i rappresentanti di Guardia di finanza e Forestale. Il presidente però non ha dato corso alle audizioni e non ci sono stati i sopralluoghi che avevamo chiesto nelle discariche e negli impianti di trattamento. La relazione del presidente Chiacchieroni dunque non fornisce risposte ai punti per i quali la Commissione è stata creata, limitandosi a ricostruire i lavori svolti. La parziale segretazione delle informazioni trasmesse dal prefetto ha limitato il lavoro della Commissione. Questo mentre gli stessi dati sono forniti senza omissis al Comune di Perugia. La società Gesenu ha ampliato in modo troppo ampio le proprie attività, allontanandosi dalla sua mission originale. Emblematica l'audizione con i sindacati, per le valutazioni espresse sull'efficacia del piano rifiuti. Si è parlato di totale assenza di governo nella gestione degli impianti.
Speriamo che l'Auri metta sotto governo l'intero sistema, arrivando ad un soggetto unico regionale, riducendo anche il costo del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti. Va scardinato il sistema clientelare che è stato creato negli anni, a danno dell'economicità e dell'efficienza del servizio. Sull'interdittiva antimafia, lasciamo che la magistratura faccia il proprio lavoro. È evidente la necessità di recuperare il potere di controllo della parte pubblica, liberandosi del peso di un socio privato decisamente ingombrante. Bisogna dare a Gesenu un vero piano industriale, eliminando zone d'ombra ed evitando avventure estemporanee. Preso atto del fallimento del piano regionale dei rifiuti, l'attività della Commissione si è concentrata sull'attendibilità dei dati sulla raccolta differenziata e la plausibilità degli obiettivi prefissati per il 2017/2018. Sulla base delle richieste della Lega abbiamo verificato il sistema di trasmissione all'Arpa dei dati sulla differenziata da parte dei Comuni: 70 Comuni su 92 hanno affidato la compilazione delle schede direttamente ai gestori del servizio, scelta che penalizza la obiettività dei dati stessi. I Comuni non svolgono controlli autonomi sui dati forniti dal gestore, senza controlli di Arpa o della Regione. Anche l'Auri ha definito irraggiungibili gli obiettivi di raccolta differenziata stabiliti con la delibera di Giunta. I tre principali impianti per il trattamento di rifiuti organici, gestiti da Gesenu, Vus e Sao, vengono gestiti in completa autonomia senza che ci siano linee di trattamento differenziate e senza chiarezza sull'origine dei rifiuti immessi. I Comitati dei cittadini hanno messo in evidenza anni di segnalazioni e criticità sugli effetti sanitari di alcuni rifiuti”.
ANDREA LIBERATI (M5S) “TROPPO BREVE IL TEMPO A DISPOSIZIONE PER PRENDERE IN ESAME I MOLTI PUNTI PREVISTI, ALCUNI DEI QUALI NON SONO STATI MINIMAMENTE TOCCATI - Quella della Commissione d'inchiesta è stata un'esperienza formativa per tutti i consiglieri che vi hanno partecipato. Purtroppo ha presentato criticità legate al breve tempo a disposizione per prendere in esame i molti punti previsti, alcuni dei quali non sono stati minimamente toccati. Tra gli aspetti positivi, la previsione di un tavolo permanente con le associazioni e i comitati, e questo ci sta particolarmente a cuore. Altro aspetto positivo riguarda noi che abbiamo potuto conoscere meglio certi meccanismi del sistema, con quello che doveva essere fatto e che non lo è stato e quello che adesso bisognerebbe fare. La Commissione d’inchiesta è nata un po’ zoppa ed inizialmente c'è stata una sorta di pregiudizio politico. Penso che avremmo potuto fare molto, molto di più con un differimento, una scadenza sostenibile. La Commissione non ha colto alcuni degli obiettivi che si erano prefissi, in particolare da un punto di vista metodologico. Ogni audizione ha rappresentato un mondo a parte. Ci sono stati momenti indubbiamente alti e di grande confronto e mi riferisco al professor Ganapini, una nomina felice da parte della Giunta Marini, però quell'audizione è rimasta come confinata in una bolla. Si è verificata una certa dispersione del lavoro in tanti rivoli e talvolta anche risposte approssimative da parte dei nostri interlocutori. Le interdittive hanno toccato Gesenu e altre società, praticamente l’intero Ati 2 visto anche quanto accaduto con Tsa, le gare d’appalto con i ribassi minimali ridicoli che ci sono stati non hanno avuto alcuna ricaduta in positivo, in fatto di tariffa, per cittadini, famiglie, imprese. De Paolis della Gesenu sosteneva che non è imputabile al gestore il non raggiungimento degli obiettivi sulla raccolta differenziata, il famoso 65 per cento, ma molto è imputabile ai Comuni. Ed in questa contrapposizione a distanza è stato interessante ascoltare, dall’altra parte, Betti, il nuovo capo dell’Auri, il quale sostiene, da sindaco di Corciano, che al contrario il problema è che i Comuni vengono lasciati soli. Ci sono alberghi di dimensioni normali che pagano 55 mila euro di smaltimento immondizia, come ha ricordato il sindaco Caldarelli, e per forza mandano a casa la gente, o pagano l’immondizia o pagano i dipendenti. In merito alla quantificazione dei danni ambientali, chiedevamo di verificare eventuali condotte illecite attuali e pregresse. Bisogna restituire efficienza ai protocolli di monitoraggio, lasciati troppo spesso a dormire. E a proposito della quantificazione dei danni ambientali oggi i nodi vengono al pettine. Il punto 3 del programma della Commissione era valutare se l’attuale sistema di programmazione e pianificazione della gestione rifiuti determini una particolare agibilità di attività criminose. Bisogna fare un passo avanti, soprattutto alla luce di quello che è accaduto, l’accentramento della gestione e della valutazione del ciclo nell’Auri, ha comunque di fatto deresponsabilizzato i Comuni che affidano ai gestori i compiti anche del controllo. Noi sosteniamo il tema della ripubblicizzazione completa del servizio. Noi ovviamente sosteniamo la libera impresa, ma ci sono delle questioni su cui forse è bene, anzi necessario che il pubblico torni a fare la sua parte. In merito ad eventuali conflitti d'interessi a carico di gestori di discariche e impianti di incenerimento, rispetto ai soggetti affidatari di raccolta gestione, i conflitti sono all’ordine del giorno, e con Auri le cose potrebbero persino peggiorare. Non c’è ancora alcuna possibilità di controllo da parte di cittadini, comitati e associazioni, occorre finalmente separare i gestori della raccolta dai gestori degli impianti di smaltimento. Sul raggiungimento di tutti gli obiettivi del vigente piano regionale rifiuti e delle direttive europee, crediamo che in questi anni ci sia stato un grande dispiegamento di mezzi mediatici per distogliere l’attenzione dai reali problemi che poi sono puntualmente esplosi, come la raccolta differenziata, il riciclo, l'effettivo riciclato, la riduzione all’origine e l'impiantistica. Le discariche sono ormai quasi piene, ma i piani alternativi latitano, e anche se partisse il Css, l’importante funzione delle discariche non verrebbe meno nel vigente quadro pianificatorio. Non si hanno invece notizie circa i controlli sulle procedure poste in essere dai gestori, se e quali esposti siano pervenuti negli ultimi cinque anni in riferimento a eventuali irregolarità. Nulla anche rispetto alla verifica dello stato di avanzamento delle operazioni e di messa in sicurezza dei siti di interesse regionale presenti nel piano di bonifica. Bene le audizioni fatte rispetto agli strumenti utili alle verifiche e valutazioni, ma non è stato fatto neanche un sopralluogo. Non è stato affrontato il tema relativo a proposte e azioni tese a prevenire infiltrazioni delle attività criminose. Molte quindi le criticità registrate nel lavoro della Commissione, per via soprattutto della tempistica. Ganapini ha proposto un modello di gestione radicalmente opposto da quello del piano regionale 2009: ci ha detto che l’Umbria è una piccola regione e sarebbe facile affrontare questo genere di problemi semplicemente applicando le normative vigenti, e quindi riducendo fortemente anche il rischio ambientale, ma lui parla un’altra lingua rispetto al duo Marini-Cecchini. Un tema importantissimo per noi è rimasto quello della pubblicizzazione dei servizi e quello delle scontistiche”.
CLAUDIO RICCI (RP): “BENE COMMISSIONE, ESPERIENZA DA TRADURRE IN FATTI LEGISLATIVI PER OTTIMIZZARE GESTIONE, CONTROLLO E RIDURRE COSTI. Questa commissione ha lavorato in un momento delicato di trasformazione perché da quattro Ati si va verso l'operatività dell'Auri che spero possa portare a risparmi per famiglie e attività. Lo scenario è molto complesso: anche se si raggiungesse il 70 per cento medio di raccolta differenziata, che sarebbe un grande risultato, rimarrebbe comunque un flusso da portare in discarica pari a 115mila tonnellate all'anno. Di fronte a noi abbiamo il tema di come gestire questa quota non piccola. Inoltre i lavori della Commissione ci hanno mostrato una sempre maggiore applicazione della tariffa puntuale: si paga in base a quanto si produce. Molti di noi sono contro l'ampliamento delle discariche e sono certi che sia un fatto ultimo quando non vi è altra modalità di chiudere prima il ciclo. Ma allora dove portiamo queste 115mila tonnellate di indifferenziato? I prossimi 2-3 anni saranno decisivi per rispondere a questa domanda. Auspichiamo che la riflessione fatta in questa Commissione di inchiesta possa continuare nel quadro di una Commissione permanente. Come mi auguro che con l'arrivo dell'Auri i mezzi che trasportano i materiali indifferenziati possano essere dotati di sistemi gps per poter controllare in maniera precisa l'origine, la destinazione e la tipologia del materiale che viene gestito. Bisognerà creare situazioni nelle quali si possa andare a scegliere nel mercato situazioni e modalità gestionali che possano portare al miglior risultato possibile, che si riverberi in un miglioramento sui costi per comuni, persone e attività. La Commissione è stata una grande occasione di approfondimento. Questo lavoro deve continuare sicuramente nella costituenda commissione permanente che si occuperà anche di tossicodipendenze, e poi nelle commissioni competenti per gli aspetti legislativi, come la Seconda”.
SILVANO ROMETTI (SER): “IL LAVORO COERENTE CON LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE DEGLI ANNI SCORSI. ORA PRESIDIARE GLI OBIETTIVI CHE CI DIAMO NEI PROGRAMMI. Non serve cambiare rotta sui rifiuti ogni anno, altrimenti non riusciremo a raggiungere i risultati prefissati. La Regione programma ma gli attori che hanno in mano il raggiungimento degli obiettivi sono i Comuni e i gestori. La proposta di Chiacchieroni di mantenere alta l'attenzione attraverso un monitoraggio continuo è una cosa buona per evitare che il risultato non arrivi malgrado la programmazione regionale. Ci sono anche dati buoni: nell'Italia settentrionale la differenziata è al 50 per cento, nel centro al 40, al sud al 30, mentre in Umbria siamo al 55 per cento. Quindi è stato fatto un lavoro buono. La criticità vera del sistema è l'ammodernamento impiantistico, andando verso sistemi di trattamento della frazioni di differenziata e non solo per il lavoro del tal quale come è oggi. È il lavoro da fare in questa legislatura, anche se la Regione ha messo risorse che non sono state spese. Altro obiettivo fondamentale è la semplificazione della gestione. Dobbiamo tenere sotto controllo con la Commissione per le infiltrazioni mafiose tutte le problematiche che le aziende ha avuto in questi mesi. Non ho partecipato ai lavori della Commissione ma credo che sia stato fatto un buon lavoro”.
GIACOMO LEONELLI (PD): “BENE LAVORO COMMISSIONE, ORA PROGETTO PD PER MIGLIORARE SISTEMA RIFIUTI IN UMBRIA. La Commissione non nacque sotto una buona stella, ma ha fatto un lavoro corposo. Oggi, a distanza di tre mesi, si fa chiarezza sul fatto che il Pd ha lavorato per fare sempre maggiore chiarezza su un tema sul quale si voleva far passare il partito come una sorta di custode delle malefatte. Abbiamo dimostrato che non è così. Per quanto riguarda la questione legata alle inchieste la magistratura dovrà fare il suo corso e dovremo lavorare per una sempre maggiore trasparenza. Sul versante del management delle aziende, ereditiamo una situazione non semplice. Quando ci sono tanti gestori c'è il rischio di non avere tutti bravi scolari. Dobbiamo assicurare sempre maggiore efficienza e con tariffe sempre più basse. Per quanto riguarda la questione politica è nostro dovere assicurare all'Umbria un intervento importante sull'impiantistica, e potrebbe essere utile sperimentare alcuni modelli come quello di Treviso, e mettere in campo tutte quelle attività per eliminare i rifiuti a monte. Con i comuni dobbiamo discutere per l'abbassamento delle tariffe proseguendo nel lavoro per aumentare le percentuali di raccolta differenziata. Spero che il nostro progetto possa essere condiviso anche dalle opposizioni perché si tratta di un tema delicato per l'Umbria”.
I LAVORI DELLA COMMISSIONE
“Dalla sua costituzione, il 24 novembre 2015, la Commissione – ha ricordato il presidente - ha svolto 13 sedute dedicate, in prevalenza, ad incontri con gli attori istituzionali, i responsabili aziendali, i soggetti sociali e le associazioni che svolgono un ruolo in ordine alle tematiche inerenti la gestione integrata del ciclo dei rifiuti sul territorio regionale. Dai documenti ricevuti sono emerse le partecipazioni di Gesenu in appalti e società nelle province di Messina e Catania, zone dove è consistente il fenomeno di penetrazione mafiosa. Il dirigente del servizio energia, qualità dell'ambiente, rifiuti, attività estrattive della Giunta regionale ha parlato delle funzioni e della missione del sistema rifiuti umbro, la suddivisione delle competenze. Ha chiarito il ruolo della costituenda Auri, affrontato la delicata questione dei termovalorizzatori previsti dal decreto 'Sblocca Italia', precisato le percentuali della raccolta differenziata e la situazione delle discariche umbre. È stata messa in evidenza la problematica legata al sistema delle discariche in esaurimento, l'avvio della raccolta differenziata, iniziata in tutta la regione ma con diverse percentuali raggiunte, e infine evidenziando la percentuale della raccolta differenziata rispetto alla quantità di rifiuti riciclata.
Il vicesindaco di Perugia, Urbano Barelli, ha a spiegato che l'interdittiva indirizzata a Gesenu ha creato difficoltà per il servizio e preoccupazione per l'occupazione, ribadendo inoltre che sono stati commissariati i contratti e non Gesenu. Barelli ha chiarito la volontà di chiudere le esperienze in Egitto e in Sicilia, evidenziando la necessità di concentrare l'impegno di Gesenu in Umbria e nei territori vicini e, al tempo stesso, sottolineando l'esigenza di un rilancio strategico di un'azienda che ha rappresentato per Perugia e per l'Umbria un punto di riferimento importante.
Il Consiglio di amministrazione di Gesenu, rappresentato da Dante de Paolis, ha espresso la situazione Gesenu in relazione all'interdittiva, in particolare in relazione a ciò che si contesta ai dipendenti assunti con reati a carico, spiegandone numeri e modalità assunzione e rescissione contrattuali; ci si è soffermati inoltre sulle questioni inerenti le attività svolte e la gestione generale dell'azienda, con un focus sulla raccolta differenziata.
Si è trattato il tema delle difficoltà aziendali per impossibilità, causa interdittiva, di partecipare a gare. Sulla questione della presenza di dipendenti cui si contestano reati mafiosi, si è precisato che la contestazione è rivolta a sei dipendenti che non hanno ruoli dirigenziali presso le partecipate in Sicilia, dei quali quattro sono stati licenziati, uno è sottoposto ad un programma di protezione in quanto pentito, e in un caso si trattava di un errore. Per gli altri casi di delinquenza comune il numero a calato da venti a dodici dipendenti, e in questi casi si tratta di persone affidate ai servizi sociali ai fini del reinserimento.
La Commissione ha inoltre incontrato la 'Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti su illeciti ambientali ad esse correlati', i rappresentanti di Associazione Orvieto Civica, Comitato No Incenitori, Terni, Comitato RifiutiZero Spoleto, Nuovo Comitato Belladanza, Osservatorio Borgogiglione, Italia Nostra Umbria, Comitato InceneritoriZero e Comitato 'No alla costruzione di un impianto di compostaggio a Lacaioli'. C'è stata inoltre l'audizione con il presidente dell'Auri, i sindaci di Corciano, Spoleto, Orvieto, Magione, Città di Castello e Marsciano, e il rResponsabile del Servizio Ambiente del Comune di Foligno. Da tutti è emersa la volontà di continuare la raccolta differenziata dei rifiuti come strategia di fondo, affrontandone i ritardi e le difficoltà. Attenzione particolare è stata dedicata dai commissari e dagli enti chiamati in audizione alla situazione dei conferimenti in discarica, la tenuta del sistema per durata legata a tempo e stoccaggio, e sull'importanza di metodologie all'avanguardia per un facile sistema sia di raccolta che di smaltimento, tutto ciò tenendo ben presente i costi, e la necessità di non gravare ulteriormente sulle spalle dei contribuenti. I sindaci interessati hanno inoltre evidenziato la situazione delle discariche presenti nei propri territori comunali e sulla necessità di ulteriori fondi per garantire al meglio lo svolgimento dei servizi, per una giusta informazione nell'educazione dei cittadini”.
Il direttore generale di Arpa, Walter Ganapini, ha approfondito il tema della salute in relazione allo smaltimento dei rifiuti, trattando anche quelli speciali, e del monitoraggio su discariche dismesse ed eventuali rischi conseguenti alla chiusura. Il quadro è quello della creazione di una economia circolare, utile per i vari comparti ambientali ed economici, quali l'industria per il riuso delle sostanze base e l'agricoltura per il riutilizzo delle sostanze organiche provenienti dalla raccolta differenziata. Sono stati inoltre affrontati i progetti e futuro è stata caratterizzata dal tema dell'educazione dei cittadini a nuovi sistemi di raccolta.
Con l'assessore regionale all'ambiente, Fernanda Cecchini, sono stati affrontati i rapporti con altre Regioni per ciò che riguarda lo smaltimento rifiuti, l'auspicabile riduzione del numero di gestori territoriali e la complessiva semplificazione la nascita di Auri risulta fondamentale. Prioritari: l'educazione ambientale e proprio specificatamente nel settore rifiuti, e di come la regione, unitamente alle società, e in particolare agli Ati, può essere utile per il coinvolgimento delle istituzioni appunto nell'educazione ambientale; l'ampliamento della raccolta differenziata proprio per diminuire la percentuale di ciò che va in discarica al fine di dare risposte adeguate al territorio”. MP/