UMBERTIDE: “NESSUN CENTRO CULTURALE, MA UNA VERA E PROPRIA MOSCHEA. NEGATI GLI ACCESSI AGLI ATTI AD UN CONSIGLIERE REGIONALE” - MANCINI (LEGA NORD): “MORATORIA E REFERENDUM CITTADINO LE PRIORITÀ”
Il consigliere regionale della Lega Nord, Valerio Mancini si dice preoccupato dal fatto che “fra poco, ad Umbertide, troveremo una vera e propria moschea, di dimensioni gigantesche, con una superficie complessiva di circa 1200mq, la terza in Italia dopo Roma e Torino”. Mancini chiederà in Assemblea legislativa “una moratoria, uno stop alla costruzione in attesa di verificare l’iter tecnico e giuridico che ha portato al rilascio delle autorizzazioni” e proporrà anche un referendum “affinché siano i cittadini a scegliere”.
(Acs) Perugia, 1 aprile 2016 - “Quello che si è svolto mercoledì 30 Marzo ad Umbertide presso il centro anziani Irb è stato il tragico epilogo di una serie di notizie che i cittadini avevano vagamente sospettato: ciò che fra poco troveremo in via Madonna del Moro sarà a tutti gli effetti una vera e propria moschea, di dimensioni gigantesche, con una superficie complessiva di circa 1200mq, la terza in Italia dopo Roma e Torino”. Così il consigliere regionale della Lega Nord, Valerio Mancini dopo un dibattito svoltosi ieri sera ad Umbertide.
Per l'esponente umbro del Carroccio “è inevitabile chiedere in Assemblea legislativa una moratoria, uno stop alla costruzione della struttura in attesa di verificare l’iter tecnico e giuridico che ha portato al rilascio di tutte le autorizzazioni. Proporremo anche un referendum sulla questione affinché siano i cittadini a scegliere. Certe decisioni non si posso prendere senza il consenso popolare”.
Mancini fa quindi sapere che “durante il dibattito, particolarmente partecipato, sono emerse posizioni chiare. È evidente che la popolazione umbertidese non vuole quest'opera. Tra le maggiori preoccupazioni c’è la sicurezza cittadina e la gestione della struttura che, a pieno regime, potrà accogliere centinaia di persone provenienti da tutto il Centro Italia. Purtroppo – spiega Mancini - siamo davanti a due macro errori commessi sia dall’Amministrazione comunale sia dalla comunità islamica. E a quest’ultima respingiamo, senza se senza ma, ogni scusante di benevola integrazione manifestata durante il dibattito. Se i rappresentanti islamici avessero voluto far comprendere ai cittadini umbertidesi il loro progetto – continua Mancini - avrebbero potuto metterli al corrente fin dal lontano 2011, anno di inizio dell’iter tecnico amministrativo. Invece hanno sottaciuto fin tanto che non sono comparse le gru nel cantiere. Nel dibattito ho ricordato anche al signor Massimo Cozzolino, rappresentante della confederazione islamica italiana, che se nel nostro Paese non esiste un rappresentante unico riconosciuto dalle associazioni musulmane come previsto dalla Costituzione, è perché l’Islam ha, al suo interno, una marea di correnti e di fazioni perennemente in guerra tra loro. Quindi è assai complicato stabilire dei civili rapporti con chi per primo, a casa sua, non li sa mantenere”.
Secondo Mancini “in tutto questo caos anche l’Amministrazione comunale ha notevoli colpe: per ben 5 anni si sono emanate delibere di Giunta e determine dirigenziali come se si trattasse di una normale pratica edilizia di una qualsiasi abitazione privata. Questa è stata la risposta dell’onorevole Giulietti alla mia domanda sul motivo per cui lo scorso febbraio mi era stato negato l’accesso agli atti in qualità di consigliere regionale. Lo stesso servizio – fa sapere l'esponente leghista - è stato riservato anche ad altri cittadini umbertidesi che, preoccupati per la loro sicurezza, hanno pensato bene di chiedere chiarimenti. Ma questa è stata la risposta: 'si ravvisano i presupposti per l’esclusione dal diretto all’accesso in quanto non risulta un interesse concreto, diretto ed attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti per i quali è richiesto l’accesso'. La riflessione avviene spontanea – conclude Mancini -: come mai si negano gli accessi agli atti ad un consigliere regionale ed ad un cittadino residente? Che ci sia qualcosa da nascondere? Intanto chiederemo lo stop dei lavori”. RED/as