UMBRAFLOR: “INVECE CHE DISMESSA TRASFORMATA IN AGENZIA E AFFIDATA A UN EX POLITICO” - NOTA DI CARBONARI (M5S)
In sintesi
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Grazia Carbonari, torna a parlare di partecipate e di Umbraflor che “invece di essere dismessa è stata trasformata in agenzia dalla Giunta Marini”. Carbonari stigmatizza che “l'azienda vivaistica sia stata affidata a un pensionato della politica, e non si capisce in virtù di quale curriculum o esperienza pregressa nel settore”.
(Acs) Perugia, 18 marzo 2016 - “La Giunta Marini ha un serio problema con le società partecipate che gravano sul bilancio pubblico, e quindi sui cittadini umbri. La UmbraFlor, passata in poco tempo da essere vicina alla dismissione al diventare entità di diritto pubblico con i conti in disordine, ne è un esempio palese”. È quanto dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Grazia Carbonari.
Per Carbonari “a definire 'non consentite' le partecipazioni di UmbraFlor, controllata dalla Regione Umbria con una quota del 99,54 per cento è la delibera della Giunta '370/2015'. La stessa delibera prevede 'l’indicazione di un percorso di dismissione della partecipazione regionale al capitale sociale' della UmbraFlor. Ma lo stesso atto riporta la decisione di 'trasformare la società di diritto privato (srl) in Ente pubblico economico (agenzia regionale), in quanto maggiormente confacente alla natura e all’oggetto dell’attività'. A tutti sfugge però cosa abbiano di particolare la natura e l'oggetto di UmbraFlor per essere considerata un ente pubblico economico. La delibera parla di 'difesa del patrimonio vegetale regionale', di 'miglioramento e potenziamento della vivaistica' e di 'conservazione della biodiversità e degli ecotipi locali'. Chiunque abbia un computer o uno smartphone e una connessione ad internet può andare su umbraflor.it. E quella che viene lì mostrata è una normalissima azienda che vende piante, con tanto di catalogo prodotti. Si specifica che svolge anche attività di ricerca, così come fanno tante altre imprese commerciali private senza che per questo vengano considerate enti pubblici economici”.
“UmbraFlor - aggiunge Carbonari - non è neanche un ente particolarmente virtuoso, anzi diciamo che è un mezzo disastro. Registra, infatti, perdite in bilancio da sette anni consecutivi: 33mila 560 euro nel 2009, 93mila 400 nel 2010, 10mila nel 2011, 79mila 973 nel 2012, e 307mila euro nel 2013. Come risulta dalla relazione sulla gestione del bilancio al 31 dicembre 2014 le 'perdite portate a nuovo' nel patrimonio netto ammontano a 691mila 984 euro e l’indebitamento è quasi esclusivamente verso la Regione Umbria per quasi 2 milioni di euro, di cui soli 549mila 700 per affitti e un milione 341mila per 'personale comandato'. Immancabili due evergreen nella contabilità delle partecipate: i crediti in sofferenza, per ben 287mila euro, e i rimborsi spese di 120mila euro per manutenzione di impianti sperimentali e 190mila per manutenzioni straordinarie”.
“Inoltre – prosegue Carbonari - a capo della UmbraFlor non vi è un tecnico, ma un politico. Anzi, un pensionato della politica. Dal giugno del 2014, infatti, il nuovo amministratore è Sandro Vitali: sindaco della città di Spello dal 2009 al 2014 ed eletto in una coalizione di centrosinistra. Un mese circa dopo le elezioni amministrative di due anni fa, alle quali Vitali non partecipò, l'ex primo cittadino di Spello è stato chiamato a guidare, come amministratore unico, proprio la UmbraFlor. In virtù di quale curriculum o esperienza pregressa nel settore – conclude - non è dato saperlo”. RED/dmb