Regione Umbria - Assemblea legislativa


RIFIUTI: “UNA QUESTIONE DI NUMERI E DI VOLONTÀ” - CARBONARI (M5S) SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA E “LA MANCATA VISIONE STRATEGICA VERSO RIFIUTI ZERO”

In sintesi

Il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (M5S) interviene sul tema dei rifiuti puntando il dito “sull'inganno dei numeri relativi alla raccolta differenziata” e sulla “mancata visione strategica verso l'obiettivo 'rifiuti zero'”. Carbonari prende spunto dall'audizione di Cristian Betti (sindaco di Corciano e presidente dell'Auri) e di vari sindaci umbri sul tema della gestione del ciclo dei rifiuti, svoltasi la settimana scorsa a Palazzo Cesaroni. Per Carbonari è necessario puntare su: incremento della raccolta differenziata, riduzione drastica del conferimento in discarica, introduzione della tariffa puntuale, educazione ambientale nelle scuole.

(Acs) Perugia, 14 marzo 2016 - “Con l’istituzione dell’Autorità umbra per i rifiuti e le risorse idriche (Auri) si evidenzia, almeno a parole, un approccio diverso alla gestione integrata dei rifiuti, approccio che va nella direzione che Movimento 5 stelle e comitati propugnano da sempre: è stato messo finalmente sul tavolo il tema dell’inganno dei numeri sulla raccolta e l’effettivo smaltimento dei rifiuti differenziati”. Così il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (M5S) commenta l’audizione del neopresidente dell’Auri, Cristian Betti (sindaco di Corciano) e di vari sindaci umbri sul tema della gestione del ciclo dei rifiuti, svoltasi la settimana scorsa, a palazzo Cesaroni, in Commissione di inchiesta sulla gestione integrata dei rifiuti. “Lauri – ricorda Carbonari – , costituita il 29 febbraio scorso, sostituirà gli attuali 4 Ambiti Territoriali Integrati e si occuperà di regolamentare sia il servizio idrico integrato che il servizio di gestione integrata dei rifiuti”.

“Dall’interessante relazione del presidente Betti - continua Carbonari - sono emersi due concetti: in una gestione del ciclo integrale dei rifiuti è ormai imprescindibile percorrere linee guida che il M5S e i vari comitati hanno marcato da tempo immemorabile: incremento della raccolta differenziata, riduzione drastica del conferimento in discarica, introduzione della tariffa puntuale, educazione ambientale nelle scuole. Sembra qualcosa di scontato, ma così non è. È stato messo inoltre sul tavolo il tema dell’inganno dei numeri sulla raccolta e l’effettivo smaltimento dei rifiuti differenziati”. “Su questo la presa di posizione di Betti è stata, almeno a parole, netta e incontrovertibile. Egli si è infatti chiesto come sia possibile che 'un Comune che copre il 100 per cento del suo territorio riesca a raggiungere il 60 per cento di differenziata e lo stesso risultato possa ottenere un Comune che copre appena il 60 per cento'. I numeri non mentono mai e chi invece, qui, sta mentendo sono coloro che manipolano queste cifre, se per dolo o per negligenza non è dato sapere”.

Per Carbonari, “l’inganno sui numeri della raccolta differenziata viene scientemente perpetrato a danno dei cittadini. In questo caso non si tratta di una manipolazione delle cifre, ma di una sorta di manipolazione dell’informazione che arriva al cittadino/utente. Qualora si voglia stabilire l’efficienza del ciclo integrato, il dato importante non è infatti quello del totale dei rifiuti raccolti, quanto quello del totale riciclato, ossia la quantità dei rifiuti che viene effettivamente avviata al riuso/riutilizzo/riciclo. Tale dato determina la qualità della raccolta differenziata, elemento di vitale importanza in una visione moderna di economia circolare, giacché dalla qualità della differenziazione dipende l’efficienza e l’efficacia di molti cicli di riutilizzo (es. gli impianti di digestione anaerobica)”. “Prendiamo, per esempio, il caso di Foligno – spiega Carbonari -, Comune che appartiene all’Ati n. 3 e il cui gestore del ciclo dei rifiuti è Vus, impresa a totale partecipazione pubblica. Qui infatti, secondo dati ufficiali Arpa 2014, solo 2.150 tonnellate di rifiuto organico sono state effettivamente recuperate, portando la reale percentuale di materia recuperata solo al 32,16 per cento, eppure l’assessore di turno, dichiara con soddisfazione di aver raggiunto il 58 per cento. Questo 'balletto' di cifre tra la percentuale raccolta e quella effettivamente riciclata è la norma nei Comuni umbri tanto che Betti, cito di nuovo testualmente, ha invitato sindaci e Regione Umbria ad 'annunciare di meno e fare di più', abituandosi a fornire le cifre dell’effettivo riciclato. Se infatti è vero che la legge obbliga Comuni e Regione a fornire il solo dato della raccolta è anche vero che nessuna legge vieta di fornire anche quello dell’effettivo riciclo, e se un obbligo in questo caso esiste è quello morale, della trasparenza e correttezza informativa nei confronti dei cittadini, in particolar modo quelli virtuosi che si sentirebbero presi in giro al sapere che la propria meticolosa attenzione nel conferimento viene vanificata poi nello smaltimento”.

“A proposito di virtuosismo del cittadino e smaltimento – aggiunge Carbonari -, è qui, forse, dove si gioca la battaglia fondamentale tra una Regione che ritiene imprescindibile chiudere il ciclo bruciando materiale (con l’incenerimento in loco o con la produzione di Css poco cambia nella sostanza) e noi che, insieme a tanti comitati e associazioni, pensiamo che arrivare a 'Rifiuti Zero' sia possibile, oltre che auspicabile. Personalmente ragiono da madre e persona comune – conclude Carbonari -: basta che ognuno di noi faccia un piccolo sforzo e inizi a prestare più attenzione nella differenziazione dei rifiuti che produce, pesando e annotandosi le diverse frazioni prima di conferirle, e si accorgerebbe come mediamente siamo in grado, con estrema facilità, di differenziare quasi il 95 per cento dei nostri scarti limitando così al solo 5 per cento quello che, stanti le attuali tecnologie, dovrebbe essere avviato in discarica. Basta crederci. E noi ci crediamo”. RED/as


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