AMBIENTE: “CONSORZIO BONIFICAZIONE RESPONSABILE PER GLI ALLAGAMENTI NEL FOLIGNATE, DATO CHE NON CURA LA PREVENZIONE” - LIBERATI (M5S) “PIOVE, CONSORZIO 'LADRO'!”
Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, in una nota condivisa dal gruppo comunale pentastellato di Foligno, punta il dito contro il Consorzio della Bonificazione Umbria per i danni provocati dalle piogge torrenziali che nei giorni scorsi hanno causato allagamenti e smottamenti a Foligno, Bevagna, Spello e Cannara. “Il Consorzio – spiega Liberati - che dovrebbe gestire, prevedere, impedire e/o comunque mitigare il ripetersi di questi fenomeni ha oggettivamente fallito il suo compito primario che è la prevenzione. Milioni di euro stanziati e spesi per opere inappropriate”.
(Acs) Perugia, 16 febbraio 2016 - “Una pioggia insistente e le campagne, le città, finiscono inesorabilmente sott’acqua. Di chi è la colpa? Del cambiamento climatico che ci ha ormai abituato a piogge, violente e improvvise, ma non solo, perché una concausa non meno importante, se non la principale, è lo studio e la cura del territorio, il rispetto delle regole della natura, cercando di assecondare e mitigare i fenomeni meteo oggi in continua e rapida evoluzione”. Così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati che, in una nota condivisa dal gruppo comunale pentastellato di Foligno, punta il dito contro il Consorzio di Bonificazione per i danni provocati in questi giorni dalle piogge torrenziali che nei giorni scorsi hanno causato allagamenti e smottamenti a Foligno, Bevagna, Spello e Cannara.
“Il Consorzio – spiega Liberati - che dovrebbe gestire, prevedere, impedire e/o comunque mitigare il ripetersi di questi fenomeni ha oggettivamente fallito il suo compito primario che è la prevenzione, visto che milioni di euro sono stati stanziati e spesi per opere di difesa spondale, risagomazione e ampliamento degli alvei. Lavori che non hanno sortito alcun effetto pratico, se non quello di vedere svolazzare sul suo elicottero il progettista e l’esecutore di quelle opere, altamente remunerative per l’esecutore, ma con scarsi risultati pratici per la tutela delle popolazioni, come le recenti inondazioni hanno evidenziato”.
“L’approccio di tipo 'idraulico' al fiume – aggiunge l'esponente del M5S -, lo vede snaturato e violentato, considerato solo come un tubo, una sezione che trasporta acqua. Una visione questa miope, distorta e perdente, che non risponde nemmeno alla realtà statistica. Infatti nonostante le progettazioni che prevedono ipotetiche piene con tempi di ritorno da qui a 200 anni, queste non hanno poi nemmeno impedito le odierne esondazioni. La prima regola basilare per avere ragione sulle forze della natura è assecondarla. Un fiume è un elemento vivo, in continua modificazione che erode e si espande secondo precise dinamiche. Il suo profilo sinuoso ha il compito di rallentare la velocità delle acque e la sua conseguente erosione, l’ingegneria naturalistica è un approccio da preferire e più efficace rispetto al cemento, alle ruspe, alle canalizzazioni, solo che occorre una competenza, una professionalità, un’esperienza che nel nostro caso manca, ma che ha visto invece replicare e affidare lavori sempre alla stessa ditta e sempre con le stesse modalità”.
“Già i nostri antenati avevano imparato che le cosiddette casse di espansione/esondazione in zone disabitate - sottolinea il capogruppo pentastellato -, servivano a rallentare la piena, a calmarla e a controllarla, ma sembra che il nostro Consorzio di Bonifica abbia un approccio e una visione tutta sua, che condivide con il suo esecutore preferito: l’asso pigliatutto ing. Santini (un ex ferroviere), che ha realizzato molte delle opere oggi 'incriminate'”.
“Ruspo e quindi esisto – conclude Liberati - creo progetti, ovviamente di tipologia idraulica, i soli che sono in grado di realizzare, accedo ai finanziamenti, lavoro e faccio lavorare. Questo sembra essere il filo conduttore di una logica aberrante, che servirà sicuramente a creare consenso elettorale e occupazionale ma che non risponde a nessuna logica di carattere pratico, tanto meno di concreta azione di tutela e difesa del territorio. Ma purtroppo, questa politica si nutre di ciò. Ed è in perenne, vorace e bulimica necessità di denaro, potere e consenso”. RED/tb