Regione Umbria - Assemblea legislativa


TERNI: “SAN VALENTINO OCCASIONE PER RIFLETTERE SU MENZOGNE E SILENZI DI ALCUNE AUTORITÀ” - LIBERATI (M5S) “NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO ECCLESIASTICO: I RESPONSABILI RESTITUISCANO TUTTO”

In sintesi

Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, commentando le parole del vescovo, monsignor Piemontese, parla di Terni come di “una comunità senza bussola, affondata da bugie e silenzi di alcune autorità che regolarmente continuano anche nel giorno di San Valentino”. Liberati, inoltre, dice “no alla svendita del patrimonio ecclesiastico: i responsabili del buco diocesano restituiscano tutto”.

 

(Acs) Perugia, 15 febbraio 2016 - “Terni è una comunità senza bussola, affondata da bugie che regolarmente continuano anche nel giorno di San Valentino. Come ha sostenuto correttamente il vescovo di Terni monsignor Piemontese, nel corso del pontificale tenuto in duomo il 14 febbraio, la città sembra affondata nella ‘bassa pressione in cui essa stessa si trova appesantita, e si fa fatica a comprendere le cause vere di tale situazione'”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, secondo il quale questa è “l'occasione per riflettere su menzogne e silenzi di alcune autorità civili e militari”.
 
Liberati ricorda che “il presule ha pure fatto cenno al 'delicato momento di passaggio, di esodo che si cerca di affrontare con umiltà e coraggio', relativamente al buco da una trentina di milioni che marchia a fuoco la quotidianità della diocesi di Terni. E ha pure sostenuto di essere in attesa 'della completa soddisfazione e conclusione della vicenda'.  Credo che, anche quale tributo non rituale al santo patrono di Terni, possiamo utilmente offrire il nostro apporto di comprensione sulla vicenda. Anzitutto sarebbe necessario che le autorità civili e militari, ospitate ieri nelle prime file del Duomo, cooperassero autenticamente tutte al bene comune, anziché indugiare nei medesimi silenzi che, da tempo, connotano non poche tra esse dinanzi a questa vicenda. Una situazione amplificata da una diffusa, colpevole e ultradecennale inerzia istituzionale dinanzi a un enorme scandalo che colpisce indistintamente cattolici e laici”.

“Essendomi all'epoca occupato in prima persona, assieme a pochissimi altri, di parte non marginale della vicenda – prosegue Liberati - sarei veramente curioso di sapere come mai la Guardia di Finanza, tra Terni e Roma, non abbia fin qui fatto conoscere se siano stati sequestrati o meno gli innumerevoli beni immobili di persone pesantemente coinvolte nell’evocata e intricata vicenda. Credo che il Nucleo di Polizia valutaria, a quattro anni dallo scoppio del bubbone, dovrebbe chiarire cosa sia successo a Terni, senza costringerci a rivolgerci al Comandante generale e al Ministro delle Finanze. Senza dimenticare l’Agenzia delle Entrate, usualmente così sollecita coi poveracci, ma per un decennio invero cieca dinanzi a variopinti personaggi in grado di accumulare patrimoni ingentissimi. No comment anche su svariati politici, laici e cattolici, senatori, deputati, presidenti, sindaci, assessori, solerti nel baciare l’anello, ma incapaci tutti del vero rispetto, poiché non hanno mai indicato al vescovo precedente e a quello attuale certe scabrose circostanze, fino alla prevedibile catastrofe. C'è da chiedersi se alcuni tra costoro sono a diverso titolo coinvolti nella vicenda, come credo e sostengo da allora. Dobbiamo poi riflettere sull’impotenza della Magistratura, partita assai tardivamente e tuttora semiparalizzata”.

“Si tratta – continua il capogruppo pentastellato - di riflessioni non peregrine, perché frattanto la diocesi, gravemente impoverita, ha ridotto l’orario di lavoro dei dipendenti e si fatica a capire i così detti superminimi di alcuni. Ma soprattutto si sta pure impropriamente spogliando di significativi beni culturali: se davvero si deve, almeno si proceda con gare pubbliche. Eppure altri dovrebbero urgentemente rispondere, rifondendo i defraudati, senza quindi esser costretti a cedere alcun immobile: si tratta di un patrimonio oggi comunque pubblico e disponibile a tutti, e costruito col sacrificio di tutti, cattolici e no. Ecco, Eccellenza: 'La bassa pressione in cui Terni si trova appesantita' – conclude Liberati - nasce dunque da verità molto profane, connesse a reiterate menzogne e ad assordanti silenzi di classi dirigenti largamente prive di dirittura morale, personalità invariabilmente anche oggi presenti tra le prime file in Duomo, come nulla fosse”. RED/dmb


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