Regione Umbria - Assemblea legislativa


PRIMA COMMISSIONE: APPROVATA L'AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO PROVVISORIO. INIZIATO IL CONFRONTO SULLA PROPOSTA DI LEGGE M5S SUL DEMANIO IDRICO – I LAVORI DI OGGI

In sintesi

La Prima commissione dell'Assemblea legislativa ha approvato questa mattina l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio di previsione, predisposta dalla Giunta regionale per evitare vuoti gestionali. La Commissione ha poi ripreso la discussione della proposta di legge firmata da Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati (M5S) sull'innalzamento dei canoni concessori pagati dalle società che sfruttano l'acqua pubblica per produrre energia elettrica.

(Acs) Perugia, 2 dicembre 2015 - La Prima commissione dell'Assemblea legislativa, presieduta da Andrea Smacchi, ha approvato questa mattina (astenuti i consiglieri di opposizione) l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio di previsione, predisposta dalla Giunta regionale per evitare vuoti gestionali. L'atto prevede che, in attesa dell'approvazione della manovra regionale di bilancio, l'Esecutivo di Palazzo Donini possa autorizzare spese al massimo per i primi tre mesi del nuovo anno.
La Commissione ha poi ripreso la discussione della proposta di legge firmata da Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati (M5S) sull'innalzamento dei canoni concessori pagati dalle società che sfruttano l'acqua pubblica per produrre energia elettrica. L'analisi del testo proseguirà nelle prossime sedute con l'audizione della Giunta regionale e la valutazione di elementi comparativi rispetto alle esperienze delle altre Regioni italiane.

LA PROPOSTA DI LEGGE M5S. Il provvedimento mira a “innalzare i canoni di concessione pagati dalle società che sfruttano le acque superficiali per produrre energia elettrica, riferendoli alla potenza efficiente e non più a quella nominale. Trasferire ai Comuni su cui insistono derivazioni di acqua pubblica, per finalità di riqualificazione ambientale, l'80 percento di quanto incassato dalla Regione Umbria. Riaprire in modo permanente la cascata delle Marmore, riducendo magari la portata durante la notte ma senza mai interromperla, valorizzandone l'enorme potenziale turistico, attualmente inespresso”.

Gli Uffici dell'Assemblea hanno elaborato una prima istruttoria da cui è emerso che la Regione Umbria incassa circa 5,4 milioni di euro all'anno di canoni idroelettrici. Sarebbe necessario quantificare meglio l'entità dell'incremento dei canoni e se si tratta di quelli relativi a tutte le acque o soltanto all'idroelettrico, verificare quanto previsto nel Piano di gestione della cascata in relazione agli orari di rilascio, approfondire gli esiti del tavolo tecnico nazionale costituito proprio per determinare valori massimi dei canoni uniformi sul territorio nazionale. Sarebbe poi opportuno specificare i criteri di ripartizione dei proventi ai singoli Comuni e verificare se gli accordi in vigore possono essere modificati.

Il consigliere Liberati ha chiesto di “analizzare quanto avvenuto nelle altre Regioni rispetto ad accordi e convenzioni con le società che utilizzano l'idroelettrico. Vedere poi come vengono gestite le cascate legate ad impianti idroelettrici nel resto del mondo. Chiarire la reale portata del bacino idrografico e gli effetti dell'apertura della cascata tutto il giorno, ricordando che l'energia prodotta non viene neppure utilizzata sul nostro territorio". MP/


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