Regione Umbria - Assemblea legislativa


GEOTERMIA: “IMPIANTI SULLA PIANA DELL'ALFINA VICENDA CHE PRESENTA IRREGOLARITÀ E GRAVI CONFLITTI DI INTERESSE” - FIORINI (LEGA NORD) SULLA DECISIONE DELL'AULA DI RINVIARE LA MOZIONE IN COMMISSIONE

In sintesi

Il capogruppo regionale della Lega Nord, Emanuele Fiorini punta il dito sulla maggioranza, “nonostante la firma posta sul documento da Leonelli (Pd) e Rometti (SeR)”, per aver rinviato in Commissione la mozione concernente il progetto per la realizzazione di impianti geotermici pilota sulla piana dell'Alfina, “elaborata per chiedere alla Regione di non decidere senza ulteriori approfondimenti”. “La nostra mozione – spiega Fiorini -  è stata presentata per esprimere parere negativo nei confronti del progetto pilota relativo all'impianto da realizzare nel territorio del comune di Castel Giorgio e di conseguenza a non sottoscrivere l'intesa con il Mise. L'impianto geotermico rappresenta un impressionante susseguirsi di irregolarità, strani comportamenti e gravi conflitti di interesse messi in atto per favorire un progetto lucroso, ma denso di rischi inaccettabili”.

 

(Acs) Perugia 1 dicembre 2015 - “Nonostante la firma dei consiglieri di maggioranza, Leonelli e Rometti, posta sull'atto relativo al progetto per la realizzazione di impianti geotermici pilota sulla piana dell'Alfina, ancora una volta, dopo la vicenda della Commissione d'inchiesta sui rifiuti, il Pd Umbro cambia traiettoria, decidendo di rinviare il tutto in Commissione e di non discutere della questione nonostante i sindaci dei Comuni del territorio in questione, presenti in Aula, con  qualcuno della stessa matrice politica della maggioranza”. Così il capogruppo regionale della Lega Nord, Emanuele Fiorini che ricorda come l'atto sia stato “elaborato per chiedere alla Regione di non decidere senza approfondimento, come da atto della Commissione Parlamentare. Adesso è stato rinviato in Commissione per approfondire, ma cosa”?

“La mozione della Lega Nord – spiega il capogruppo umbro del Carroccio - è stata presentata per esprimere parere negativo nei confronti del progetto pilota relativo all'impianto da realizzare nel territorio del comune di Castel Giorgio e di conseguenza a non sottoscrivere l'intesa con il Ministero dello Sviluppo economico, perché l'impianto geotermico rappresenta un impressionante susseguirsi di irregolarità, strani comportamenti e gravi conflitti di interesse messi in atto per favorire un progetto lucroso, ma denso di rischi inaccettabili”.

Fiorini definisce “molto strana, ad esempio, la presenza del professor Franco Barberi nella commissione Cirm (per gli idrocarburi e le risorse minerarie) del Mise che approva il suo progetto privato. È noto allo stesso Mise che il professore Barberi era primo firmatario e project supervisor del progetto riguardante i due impianti denominati Castel Giorgio e Torre Alfina. Auspichiamo che il Mise, il Ministero dell'Ambiente ed ogni autorità preposta, verifichino se la società proponente, la 'Itw-Lkw Geotermia Italia Spa', dispone di tutti i requisiti necessari per la realizzazione dell'impianto così complesso e delicato da poter provocare terremoti e inquinamento di bacini idropotabili. Secondo gli esperti, per realizzare i due progetti occorrono almeno 50 milioni di euro, quindi è importante verificare se  la società italiana, o il socio unico austriaco dispongano del capitale sociale per realizzare i progetti di Castel Giorgio e Torre Alfina”.

Fiorini evidenzia come “secondo l'ingegner Angelo Viterbo, membro del Cirm (Commissione per  idrocarburi e risorse minerarie) del Mise, i dati di 'permeabilità' sono probabilmente inferiori a quelli presentati nel modello, siccome tali dati non consentono una progettazione esecutiva affidabile, oltre che generare effetti ambientali (come i terremoti), ritiene indispensabile che la progettazione esecutiva debba essere eseguita solo dopo l'esecuzione di un pozzo di sperimentazione. Una delle criticità – aggiunge -  riguarda la possibile formazione nel processo di gas ricchi di inquinanti (come arsenico, mercurio, ammoniaca, metano), i quali possono risalire in superficie inquinando le falde acquifere. Altra criticità consiste nel fatto che, sia la diminuzione, che l'aumento della pressione genera sismicità indotta. Il problema della permeabilità è un problema fondamentale, con cui si è scontrata anche Enel quando ha dovuto rinunciare a sfruttare i pozzi dell'Alfina già negli anni '70-'80”.

Fiorini sottolinea poi che “in palese conflitto di interesse, quindi poco credibile e attendibile, è il parere reso dalla dottoressa Maria Luisa Carapezza, funzionario dell'ente pubblico Ingv, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, incaricata dall'istituto di predisporre dati e relazioni sul progetto, ma anche consorte del professor Franco Barberi progettista dell'impianto. Ed infine, anche la Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, ha più volte espresso parere critico sulla compatibilità paesaggistica del progetto. L'opera – conclude il capogruppo leghista - è stata ritenuta non compatibile con la vocazione paesaggistica delle aree interessate. Anche autorevoli scienziati pongono il concreto problema della sismicità indotta ed innescata. Una verità occultata dal circuito degli imprenditori geotermici attratti dagli enormi incentivi statali”. RED/as


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