POLITICA E VALORI: “SOSPETTO DI CHI OSTENTA RICHIAMI IDENTITARI MA PER ANNI HA AVALLATO LA DISTRUZIONE DEL SISTEMA VALORIALE DI UN POPOLO” - DE VINCENZI (RP) SULL'UMBRIA “DEL DOPO PARIGI”
Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) interviene in merito alle prese di posizione su “identità e valori” di alcuni esponenti politici umbri. De Vincenzi dice di “sospettare di chi ostenta richiami alla cattolicità o invoca un'appartenenza identitaria di fronte alle tante ingiustizie o agli attacchi dell'Isis, quando con la propria proposta politica ha per anni avallato la sistematica distruzione del sistema sociale, valoriale e identitario di un popolo”.
(Acs) Perugia, 19 novembre 2015 - “Non posso che sospettare di chi ostenta richiami alla cattolicità o invoca un'appartenenza identitaria di fronte alle tante ingiustizie o agli attacchi dell'Isis, quando con la propria proposta politica ha per anni avallato, se non promosso e concretamente realizzato, la sistematica distruzione del sistema sociale, valoriale e identitario di un popolo”. Lo dichiara il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente), facendo riferimento a prese di posizione “che cozzano violentemente alla prova dei fatti”, come “l'uscita di Marco Vinicio Guasticchi (Pd) a proposito del crocifisso nelle scuole (http://goo.gl/ZgIVdX), le ripetute affermazioni in Aula o in Commissione di Giuseppe Biancarelli (UpU), che giusto martedì scorso faceva riferimento alle opere materiali di carità, o di Silvano Rometti (SeR) o di altri ancora”.
Secondo De Vincenzi alcune parti politiche hanno “contribuito a rubare la speranza ed il futuro di migliaia di giovani e di famiglie, per i quali hanno speso solo parole di retorica e di opportunismo politico. Non è più sufficiente invocare identità e valori, è ormai invece ineludibile incarnare quell'identità e quei valori in prassi di vita, in ogni atto della vita politica. In una parola fare pubblica ammenda dei propri errori e cambiare rotta. Questo, ben inteso, vale sicuramente per la sinistra ma anche per molti settori della destra, che solo a parole hanno creduto e incarnato, nel recente passato, i valori cristiani. Allora poche parole e molti fatti, a cominciare da tante questioni iscritte nell'agenda politica di questi giorni e dal voto d'Aula su Assestamento di bilancio, Commissione di inchiesta sui rifiuti, leggi regionali in itinere, Piano Sociale e dei trasporti, gestione dell'emergenza immigrati, e tanto altro ancora”.
Il consigliere regionale conclude spiegando che è “decisamente curioso, in un mondo sempre più laicista e anticristiano, ma non per questo meno religioso, che si scopre vulnerabile e terrorizzato dalla paura della morte, imbattersi in tanti che, tornando a dichiararsi cattolici o semplicemente cristiani, invocano il recupero di un'identità personale e collettiva. Se la cosa mi fa un enorme piacere, perché mi fa sentire un po' meno solo e mi suscita qualche speranza circa il recupero di una più corretta visione antropologica e spirituale dell'uomo, della società e dei valori ad essi correlati (vita, matrimonio, educazione), dall'altra non può che generare perplessità, diffidenze e critiche”. RED/mp