COMMISSIONE INCHIESTA RIFIUTI: “LA RICHIESTA DELL'OPPOSIZIONE NON È STATA RATIFICATA CONTRAVVENENDO A STATUTO E REGOLAMENTO” - PER I FIRMATARI “SI VUOLE IMPEDIRE LIBERTÀ, INFORMAZIONE E TRASPARENZA”
(Acs) Perugia, 17 novembre 2015 – “La richiesta delle opposizioni per l'istituzione di una Commissione d'inchiesta regionale sulla mafia nella gestione dei rifiuti non è stata ratificata, contravvenendo a quanto previsto da Statuto e Regolamento. Si vuole impedire libertà, informazione e trasparenza”. Così in una nota i firmatari del documento, Marco Squarta (FdI), Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S), Emanuele Fiorini e Valerio Mancini (LN), Raffaele Nevi (FI), Claudio Ricci e Sergio de Vincenzi (Rp), che chiedevano di istituire una “Commissione d'inchiesta sul tema dei rifiuti, afferente dell'interdittiva antimafia notificata dal Prefetto di Perugia a GESENU, Ecoimpianti e Gest Srl è stata rinviata, dall'Assemblea legislativa, senza alcun motivo né giuridico e né tecnico, in palese violazione dei Regolamenti e dello Statuto, malgrado ci fosse stato un iniziale raccordo su oggetto preciso, tempi e modalità fra tutti i consiglieri regionali”.
Per i firmatari dell'atto “è palese che si voglia nascondere ed ostacolare la verità sul sistema dei rifiuti in Umbria per il quale, pur auspicando un veloce lavoro degli organi giudiziari di controllo, si suppone, insieme a quanto già emerso sulla stampa, l'esistenza di inefficienze, sprechi e mala gestione con incrementi dei costi, per comuni, cittadini e imprese, molto rilevanti , valutati a circa il +30 per cento”.
“Per protesta – concludono i consiglieri regionali dell'opposizione - abbiamo esposto un cartello invocando 'fuori la Mafia dall'Umbria, basta PD, basta rifiuti'. Conseguentemente a ciò, la presidente dell'Assemblea Porzi ha proceduto alla chiusura della seduta. Valuteranno se intentare, per questo attentato alla libertà costituzionale, ricorso in ogni sede consentita”. RED/as