LAVORI D'AULA (3) ATTENTATI DI PARIGI: LA SOLIDARIETÀ DELL'AULA DI PALAZZO CESARONI NELLE PAROLE DELLA PRESIDENTE DELLA REGIONE MARINI, RICCI (PORTAVOCE CD E CIVICHE) E LIBERATI (M5S)
Dopo l'intervento della presidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, Donatella Porzi che ha espresso cordoglio e vicinanza al popolo e alle istituzioni francesi per il drammatico eccidio di Parigi, il capogruppo del Partito democratico, Giacomo Leonelli ha proposto all'Aula lo svolgimento di un breve dibattito e quindi di “una riflessione da parte dei vertici delle coalizioni sui fatti di Parigi che porti alla stesura e all'approvazione di un documento unitario”. Sono intervenuti Ricci (portavoce CD e liste civiche), Liberati (M5S), presidente Marini.
(Acs) Perugia, 17 novembre 2015 – Dopo l'intervento della presidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, Donatella Porzi che ha espresso cordoglio e vicinanza al popolo e alle istituzioni francesi per il drammatico eccidio di Parigi, il capogruppo del Partito democratico, Giacomo Leonelli ha proposto all'Aula lo svolgimento di un breve dibattito e quindi di “una riflessione da parte dei vertici delle coalizioni sui fatti di Parigi che porti alla stesura e all'approvazione di un documento unitario”.
In tutti gli interventi è stato richiamato il ruolo dell'Umbria, quale terra di pace. E se Claudio Ricci (Portavoce centrodestra e liste civiche) ha richiamato le parole del preambolo dell’Unesco, 'se le guerre e le discrasie fra le persone iniziano nell’animo, è proprio nell’animo delle persone, è da lì che bisogna agire per eliminarle'; Andrea Liberati (Movimento 5 Stelle) ha rimarcato l'esigenza di “Avviare un processo politico nuovo, basato anche sulla fermezza. È importante rafforzare le frontiere, ritirare le truppe italiane dall’Afghanistan, coinvolgere nel processo diplomatico attori cruciali finora rimasti al margine”. La presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini ha rimarcato l'importanza che “l'Assemblea esprima una posizione che contenga richiami al ruolo delle amministrazioni locali e ai caratteri propri dell'Umbria. Non ci possiamo far sopraffare dal terrore e dalla paura. Quanto accaduto a Parigi – ha aggiunto - non possiamo dire che non di riguardi o che coinvolga solo la Francia: i ragazzi che erano all'interno del Bataclan sono i nostri figli.
CLAUDIO RICCI (Portavoce centrodestra e liste civiche): “SE LE GUERRE E LE DISCRASIE FRA LE PERSONE INIZIANO NELL’ANIMO, È DA LÌ CHE BISOGNA AGIRE PER ELIMINARLE - In questi giorni il termine 'terrorismo è stato sostituito dal termine 'guerra. La guerra di Parigi. È una nuova consapevolezza che arriva insieme al dolore, quello per le vittime, per i feriti, insieme all’incertezza che oggi pervade persone e governi. Questa mattina il giornalista Antonio Polito scrive che 'ormai tutti noi, governi inclusi, abbiamo idee appassite di fronte a tanta complessità'. La geopolitica e la politica estera ormai incidono nella nostra vita quotidiana e il disincanto ci porta all’idea che si tratta di una guerra contro l’umanità, cominciata nell’anno 2001, con l’attacco alle Torri gemelle di New York. Una umanità che crede ancora al valore della propria identità culturale, che in Europa fonda le radici nella cultura artistica, cristiana, diffusa dalle grandi vie del pellegrinaggio europeo e dal valore laico, simbolico di religiosità e santità. Nel 2019 saranno otto secoli dal pellegrinaggio di San Francesco Assisi in Terra Santa e dall’incontro con il sultano, e oggi si ripropone la chiara dicotomia culturale religiosa e il pensiero va forte all’idea di pace, propria del Papa Emerito Benedetto XVI, che ricorda: 'dialogo sì, ma senza sincretismo, e cioè senza diluire la nostra identità, ma anzi rafforzandola con l’obiettivo di camminare insieme con le altre identità culturali per costruire un vero futuro di speranza e di libertà. Oggi siamo chiamati ad impegnarci per arrivare alla pace, come avviene nei momenti di guerra. Ripartiamo dal preambolo dell'Unesco: 'se le guerre e le discrasie fra le persone iniziano nell’animo, è proprio nell’animo delle persone è da lì che bisogna agire per eliminarle'. Ma è anche il momento della chiarezza e del coraggio, senza disincanti culturali, sostenendo quelle azioni operative promosse dalla NATO, promosse dall’Onu 'dei popoli', bisogna ripartire da quelle azioni di pace operativa per ritrovare la dignità e la libertà delle persone in tutto il mondo. Auspico che questa Assemblea legislativa vorrà prevedere una risoluzione di solidarietà per le vittime. E dalla terra umbra emerga una esortazione a superare questo momento di guerra con una vera pace tesa al bene comune, senza disincanti culturali”.
ANDREA LIBERATI (Movimento 5 Stelle): “AVVIARE NUOVO PROCESSO POLITICO, BASATO ANCHE SU FERMEZZA. RAFFORZARE LE FRONTIERE, RITIRARE LE TRUPPE ITALIANE DALL’AFGHANISTAN, COINVOLGERE NEL PROCESSO DIPLOMATICO ATTORI FINORA RIMASTI AL MARGINE. Siamo ancora scossi da questo attacco proditorio alla nostra libertà. Un attacco che ci colpisce, frantuma alcune nostre certezze, un attacco contro la vita umana, contro i diritti, contro l’uomo. Quindici anni fa, questo Consiglio regionale si occupò della catastrofe che si è registrata in America. E ricordo bene le parole utilizzate da persone miti come sono gli umbri: parole di fermezza. Furono richiesti interventi chirurgici contro coloro che avevano preparato quell’azione in modo coordinato,con l’ausilio indubbiamente di risorse ingentissime, anche intellettuali. Ed oggi siamo a constatare dove abbiamo sbagliato. È difficile, per ognuno di noi, ammettere che ci sono stati degli errori, ma è così e sono stati grandi. Sono stati spesi 4mila 400 miliardi di dollari per affrontare e per sradicare alla radice il male, ma non è servito a nulla. Secondo il Global Terrorism Index, l’80 per cento delle organizzazioni terroristiche è stato neutralizzato grazie al miglioramento della sicurezza e alla creazione di un processo politico finalizzato alla risoluzione dei problemi. Solo il 7 per cento di questi gruppi è stato eliminato dalla forza militare. Oggi, quindici anni dopo dobbiamo ricordare, come allora, che questa è una terra di pace, è la terra di San Francesco, è la terra di Capitini, è la terra della Marcia della Pace. Valori presenti nella coscienza civile di ognuno di noi e questa Assemblea li rappresenta pienamente. Abbiamo l’Università per Stranieri, abbiamo una grandissima ricchezza riservata davvero a pochi privilegiati, che sono gli umbri, che sono gli italiani. Dobbiamo ripartire da questo, stimolando l’avvio di un processo politico nuovo basato indubbiamente anche sulla fermezza. È importante rafforzare le frontiere, ritirare le truppe italiane dall’Afghanistan, coinvolgere nel processo diplomatico attori cruciali finora rimasti al margine. Abbiamo letto in questi giorni come l’Isis venga finanziata da oltre quaranta Stati, il che è agghiacciante. Come umbri, con la forza dei nostri valori, ripartiamo dunque da un’idea nuova all'interno di in una risoluzione, chiaramente unitaria”.
CATIUSCIA MARINI (Presidente Giunta regionale): “NON FACCIAMOCI SOPRAFFARE DA TERRORE E PAURA. QUANTO ACCADUTO A PARIGI NON COINVOLGE SOLO LA FRANCIA. I RAGAZZI ALL'INTERNO DEL BATACLAN SONO I NOSTRI FIGLI - Nell'esprimere solidarietà, vicinanza e preoccupazione per i fatti di Parigi è importante che l'Assemblea esprima una posizione che contenga richiami al ruolo delle amministrazioni locali e ai caratteri propri dell'Umbria. Non ci possiamo far sopraffare dal terrore e dalla paura. Credo sia molto opportuno che l'Assemblea legislativa dell'Umbria prenda una sua formale presa di posizione, perché quanto accaduto a Parigi non possiamo dire che non ci riguardi o che coinvolga solo la Francia: i ragazzi che erano all'interno del Bataclan sono i nostri figli. Quello che accade ci interessa. Don Milani avrebbe detto 'I care': ce ne dobbiamo preoccupare e curare in azioni che non sono solo quelle dei governi nazionali, della politica estera, nelle organizzazioni internazionali. Ma è qualcosa che interroga il ruolo e le funzioni delle istituzioni. Basti pensare a quel quartiere di Bruxelles, diventato al cento per cento una città araba nel cuore delle istituzioni europee. Questo ci dice che ci sono azioni che riguardano anche il ruolo e funzioni delle amministrazioni locali: a partire da quale idea di sviluppo urbano e di coesione sociale vogliamo portare avanti. La nostra Assemblea è chiamata a esprimere solidarietà e ad esprimere i caratteri proprio dell'Umbria: non solo con le figure del monachesimo di San Francesco e San Benedetto, ma anche dell'Umbria laica che nel 900 ha visto alcuni intellettuali guidato da Capitini inventare un luogo che facesse riflettere sulla pace e sull'impegno civile per la pace. L'Umbria è anche questo nelle sue contraddizioni e credo che sia contributo intellettuale elevato e importante. È giusto come proposto dalla Presidente dell'Assemblea predisporre un documento di solidarietà che rimarca il contributo di regioni e comuni, sapendo che quello che il presidente Hollande ha chiamato atto di guerra è molto diverso da quelli conosciuti in passato dall'Europa. È un atto id guerra che entra nella vita quotidiana di ciascuno di noi, un attacco al cuore della nostra identità civile. Il nostro messaggio va alle famiglie di quelle vittime, a cominciare dalla ragazza italiana, che rappresentato i ragazzi cresciuti in un'idea di Europa globale, che ha affermato i diritti e le opportunità per uomini e donne. È nostra la responsabilità per azioni concrete di prevenzione e sicurezza. Dobbiamo per aumentare il grado di sicurezza dei cittadini, cogliere i segnali di preoccupazione, capire le degenerazioni anche di carattere sociale che possono aprire a collusioni con atti di terrorismo. Lo dobbiamo fare per tutelare la vita di tutti i giorni dei nostri cittadini e anche in vista del giubileo che coinvolgerà in maniera importante il nostro territorio”. AS/DMB